Tour: Pinot vince all’Alpe d’Huez, Froome resiste in giallo, sfortunatissimo Nibali

La tappa “nobilissima” dell’Alpe d’Huez la vince il francese Pinot, al secondo posto si classifica il colombiano Quintana, che attacca alla grande, ma non toglie la maglia gialla a Froome che oggi ha vinto il Tour. La corsa francese si conclude con la vittoria del britannico dei team Sky.

Sfortunato davvero in questo Tour Vincenzo Nibali, mentre Quintana rilancia il suo attacco alla maglia gialla, Nibali si ferma per una foratura. Deve cambiare in tutta fretta la bici, ma perde 20 importanti secondi, sul primo tornante dell’Alpe d’Huez, dove tutti prevedevano che iniziasse oggi il suo attacco. Scarponi e gli altri compagni dell’Astana lo aiutano, ma il gruppo della maglia galla accelera e se ne va.

Nonostante le polemiche lanciate ieri da Froome, nessuno ovviamente aspetta Nibali per farlo rientrare. l’italiano non riesce a conquistare, come voleva, il podio. Conclude con un quarto – onorevolissimo – posto, visto come era andata la prima disastrisa settimana del Tour.

 

I ritardi all’arrivo

 

Froome arriva al traguardo con 1’25” di ritardo da Quintana, che taglia il yraguardo a 16″ da Pinot. A 3’30” dal vincitore arrivano anche Nibali e Contador, quarto e quinto in classifica generale.

 

Il colombiano prova troppo tardi a vincere il Tour

Il francese Pinot, intanto, cerca un’importante vittoria di tappa. Quintana, che ha staccato Froome, lo insegue da vicino. Nibali deve rinunciare al podio, ma resta insiene a Contador e quindi si assicura il quarto posto al Tour, dopo la vittoria dell’anno scorso.

Il colombiano prova, invece, a vincere il Tour sulle ultime rampe dell’Alpe d’Huez. A tre chilometri dall’arrivo ha un minuto di vantaggio sulla maglia gialla. Non basta, ma Quintana stasera avrà più di un rimpianto per l’atteggiamento attendista della corsa della Movistar.

L’Alpe d’Huez tappa decisiva

L’Alpe d’Huez oggi decide tutto. Forse il team Sky di Chris Froome riuscirà a fare catenaccio e a bloccare la tappa decisiva di questo Tour, forse cadrà sotto i colpi della Movistar di Quintana e Valverde e dell’Astana di un invelenito Nibali, tornato fortissimo nella terza settimana di questo giro. Certo che ci sarà da attendersi grandi cose.

 

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La “resurrezione” di Nibali

Vincenzo Nibali non ha aspettato la tappa “mitica” dell’Alpe d’Huez, per sferrare il suo attacco a Froome. Nibali, con l’aiuto del compagno di squadra Scarponi, ha lanciato un attacco a fondo alla maglia gialla e – a 60 km dal traguardo – sta scrollando il gruppo dei migliori. La maglia gialla è rimasta, intanto, sola perché ha perso tutti i compagni di squadra della Sky.

Nibali riparte ancora, approfittando anche di un problema alla bicilatta di Froome. Guarda in faccia Quintana, constata che non si muove e parte da solo rilanciando l’attacco.

Ora nella tappa è secondo, dopo il fuggitivo Pierre Rolland, che ha due minuti di vantaggio su Froome. Nibali, intanto, ha staccato il gruppo della maglia gialla ed è a poco più di un minuto dal battistrada Rolland.

 

Mette tutti in fila al traguardo

Nibali si conferma un grande campione. Mette tutti in fila al traguardo: Quintana è secondo a 44”, Froome terzo 1’14”, Contador e Valverde addirittura a 2’25”.
Lo Squalo trionfa nella 19ª tappa del Tour del France, dopo una giornata tutta all’attacco! Chissà che ne pensano quelli che anche nella sua squadra, l’Astana, l’avevano messo alle strette alcuni giorni fa.

 

Nibali: “Una vittoria di sofferenza”

Nibali è, ovviamente, contento dopo la tappa. Ma non è il momento per togliersi i sassolini dalle scarpette. “Una vittoria di sofferenza, siamo partiti concentrati e ringrazio i miei compagni – dice Vincenzo – che mi hanno fatto il ritmo. L’obiettivo era la fuga, la dedica è alla mia famiglia e ai tifosi vicini in questo momento, la prima settimana è stata nera e anche il pubblico francese mi ha incitato tantissimo. Domani l’Alpe d’Huez. Oggi era importante anche per la tappa, guadagnare qualcosa in classifica era difficile. Domani sarà dura, cercheremo di passarla”. Valverde, col suo podio e il terzo posto, è a un minuto e venti soltanto! Ma, dopo la vittoria, Froome entra nel pullman dell’Astana e insulta il campione italiano.

 

Nibali raggiunge Rolland

Poco dopo lo scollinamento dlal’ultimo Gran premio della montagna, Nibali raggiune Rolland e i due decidono di collaborare per affrontare un’ardua discesa. Poi i due iniziano insieme l’ultima salita. I fuggitivi hanno quasi 2 minuri di vantaggio su Froome.

In questo momento Nibali è quarto in classifica generale. Stamattina, alla partenza, era settimo.

 

A 16 chilometri dall’arrivo Vincenzo va da solo

Ma a 16 chiloemtri dall’arrivo, Vincenzo va da solo. Il francese non collaborava più e Nibali decide di andarsene verso La Toussuire per la vittoria di tappa che finora gli è mancata.

 

Terz’ultima tappa del 102° Tour

Terz’ultima tappa del 102° Tour. Corta, ma dura, come quella del resto che domani dirà l’ultima parola su quello che finora è il Tour del tedesco Froome.

Oggi si va da Saint Jean de Maurienne a La Toussuire: 138 cilometri. Si scala subito per la prima volta il Col de Chaussy (15,4 km al 6,3%), poi si incontra la dura scalata al Croix de Fer, Gpm Hors Catégorie a 2.067 metri di altezza.

La salita è in due parti: la prima di 8 km tra il 7 e l’8%, poi una spianata al 3% di 3 km che anticipa la seconda parte più dura. Tra l’11° e 14° km, pendenze oltre il 10%. Discesa spezzata dal Col du Mollard (2ª cat.), la salita finale a La Toussuire è di 18 km al 6,1%, con le prime rampe subito “cattive” intorno al 9%.

È la penultima occasione per Contador e Nibali. I due Movistar – Quintana e Valverde – non attaccano Froome perché vogliono difendere il loro secondo e terzo posto. Almeno fino a ieri è andata così. La nostra opinione è che Vincenzo punti di più sulla tappa di domani, quella mitica dell’Alpe d’Huez. Ma mai dire mai.

 

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Bardet entra tra i primi dieci in classifica generale

Con la vittoria di ieri, il francese Bardet è entrato fra i primi dieci. Ecco la classifica generale alla vigilia della tappa del 24 luglio.

1° Christopher Froome (Gb, Sky); 2° Quintana (Col) a 3’10”; 3° Valverde (Spa) a 4’09”; 4° Thomas (Gb) a 6’34”; 5° Contador (Spa) a 6’40”; 6° Gesink (Ola) a 7’39”; 7° Nibali a 8’04”; 8° Frank (Svi) a 8’47”; 9° Mollema (Ola) a 12’06”; 10° Bardet (Fra) a 12’52”.

 

Ieri la vittoria di Bardet

La vittoria va a un francese di 25 anni e di molte speranze: Bardet. Quando taglia il traguardo i migliori non sono ancora arrivati. Al secondo e al terzo posto Pierre Rolland, un altro francese e terzo Anacona.

Nibali e Contador oggi ci hanno provato, ma non è andata. Froome supera ancora indenne – e in giallo – la giornata. Damiano Caruso taglia il traguardo all’ottavo posto. “Se posso ci riprovo”, dice Caruso.

Restano solo due tappe per scalare il vertice. Michele Scarponi, compagno di squadra di Nibali, dice: “L’importante è non aver pagato ritardi oggi”. Domani saranno in molti a risentire di questa tappa. Domani si vedrà. Froome è lì e non molla un metro, anche se c’è chi dice di averlo visto stanco: Sarà, ma mancano tre tappe a Parigi.

 

Tappa caldissima al Tour

Tappa caldissima al Tour, non solo per il clima e le pendenze. Contador scatta, stacca Froome e prova a prendersi un posto sul podio. In testa c’è il fracese Bardet, amato dalla tv francese, ma non è una figura di primissimo piano.

Anche Nibali prova a staccare i migliori, ma a 32 chilometri dal traguardo, sono di nuovo tutti insieme. Ripreso Contador, in forma Nibali ma non riesce finora a fare il vuoto. Ma la tappa ha ancora molto da dire.

 

Giornate di resistenza per Froome

Domenica a Parigi questo 102° tour sarà finito, ma prima per la maglia gialla Froome e per quanti aspirano a salaire sul podio c’è ancora tanta sofferenza. Oggi, per la diciottesima tappa, si affrontano ben sette salite lungo i 186,5 km che vanno da Gap a Saint Jean de Maurienne. La penultima ascesa è il Col du Glandon un hors categorie: sono 21,7 km al 5,1%, ma la pendenza media inganna: ci sono alcuni tratti in discesa e, soprattutto, una parte centrale oltre il 9% che si farà sentire nelle gambe. Negli ultimi 13 chilometri, la strada si avvita in una serie di tornanti.

 

I “lacci” di Montvernier

Sono i “lacets” (o “lacci”) di Montvernier (3,4 km all’8,2%), una nuova possibilità di agguato per la maglia gialla, a 10 chilometri dal traguardo. Ma ieri Froome è apparso comunque in grado di respingere ogni attacco, a partire da quelli di Quintana e Valverde, i due Movistar, e di Vincenzo Nibali, a cui manca ancora qualcosa. Oggi tutti di nuovo alla prova.

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La prima vittoria di un altro tedesco, Geschke: il 22 luglio

È la prima volta di un altro tedesco: vince Geschke, al secondo posto Talansky, al terzo Uran. Nibali è stato a lungo all’attacco dei migliori. Bisognerà vedere quanto è riuscito a migliorare in classifica generale. Comunque ha mostrtao ai tifosi italiani che non lascerà nulla di intentato, anche se il suo Tour è iniziato male. Tra i migliori, Quintana sprinta su Froome. Vincenzo Nibali sull’ultima rampa perde una decina di secondi sui due, ma Alberto Contador cade e accusa due minuti e 15″ di ritardo sulla maglia gialla e su Quintana. Davvero sfortunato lo spagnolo! Perde 2’10” da Nibali e 2’30” da Froome. La maglia gialla Froome precede di 3’10” Quintana e di 4’09” Valverde. Nibali, in classifica, stasera è 7° a 8’04”. L’impressione è che con le prossime tappe alpine per l’italiano – che dice di sentirsi finalmente bene – è ancora una classifica migliorabile. Una critica dall’Astana parte verso i Movistar (Quintana e Valverde) che non vanno all’attacco e non puntano a “far saltare il banco”. Punti di vista, ovviamente.     Si ritira piangendo Van Garderen A 7o chilometri dall’arrivo dlela diciassettesima tappa, arriva il colpo di scena che non di aspetti.

Van Garderen (nella foto in basso), che oggi ha corso influenzato, è sceso dalla bicicletta. Stamattina era terzo nella classifica generale, ma oggi proprio non andava. Lascia il Tour in lacrime. Nibali, partito come ottavo in classifica generale, a questo punto è settimo e procede con tutti i migliori, a partire dalla maglia gialla Froome. Andando avanti molla anche il campione del mondo Kwiatkowski. Oggi la selezione è dura.

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Ma la parte più difficile dlela tappa non è ancora arrivata. Il 102° Tour de France di ciclismo entra oggi nella fase cruciale, con Chris Froome in maglia gialla e quel che resta dei ‘tre moschettieri’ del pedale, Quintana, Contador e Nibali, (nella foto in basso) sempre al suo inseguimento, sia pure a debita distanza (a 3’10” il primo, a 4’23” il secondo e addirittura a 7’49” il grande vincitore del Tour 2014).

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Quattro tappe per “eroi”

Smaltito il secondo e ultimo giorno di riposo, e pubblicati tutti i dati fisici che spiegano (o dovrebbero spiegare) la poteza di Froome, rimangono quattro tappe da incubo, prima del finale di domenica a Parigi, tre delle quali con arrivi in salita. E che salite!

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Da oggi sulle Alpi

Da oggi fino a sabato, infatti, verranno scalate le Alpi e ci sarà poco spazio per strategie, tattiche e quant’altro; andrà avanti solo chi pedala. Tutti contro Froome, nel tentativo di ridurre il distacco nella classifica generale e di puntare concretamente alla maglia gialla. L’unico in grado di insidiare seriamente il britannico nato in Kenia è apparso finora Nairo Quintana, colombiano che detiene la maglia bianca di miglior giovane. Lo scalatore della Movistar ha dimostrato di poter mettere alle corde il capitano del Team Sky, che finora non ha mollato neppure un centimetro. Anzi, non appena ne ha avuta l’occasione, ha rosicchiato quel che poteva – anche un solo secondo – ai rivali.

La tappa da Digne les Bain a Pra Loup

La prima tappa alpina si disputerà da Digne les Bain a Pra Loup, su un percorso lungo 161 chilometri e con cinque Gran premi della montagna, compresa la terribile salita verso il Col d’Allons (2.250 metri d’altezza), dove nel 1975 Thevenet mandò fuori giri il ‘Cannibale’ Eddy Merckx.

Una discesa pericolosa fatta apposta per il miglior Nibali

La discesa che porta ai piedi del Pra Loup è considerata (a ragione) la più difficile del Tour e Nibali non starà certo a guardare, raffreddore permettendo.

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