Cistite e salute femminile, l’esperta: “Ecco come evitarla d’estate”

Difficoltà a urinare, con la sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica e bruciore alla minzione: sono questi i sintomi principali della cistite, un disturbo piuttosto diffuso nella popolazione femminile. Secondo i dati epidemiologici, 1 donna su 3 ha un episodio di cistite almeno una volta nella vita. E nel 30-40% dei casi c’è la possibilità che il disturbo si ripresenti, di solito entro i 3 mesi successivi. “Si parla di cistite recidivante o ricorrente quando gli episodi acuti sono più di due entro sei mesi o più di tre in un anno”, spiega Marta Parma (nella foto sotto), ginecologa dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.

La prevenzione

Il motivo per cui il disturbo ritorna non è del tutto chiaro. È bene, però, mettere in atto alcune strategie di prevenzione: “La raccomandazione è di bere molta acqua (almeno due litri al giorno), usare biancheria non sintetica e preferibilmente di colore bianco (le colorazioni possono creare irritazioni), evitare pantaloni molto stretti, curare l’igiene intima”, osserva la specialista. “Anche alcuni accorgimenti alimentari, come limitare l’assunzione di caffè, tè, cioccolato, cibi piccanti e fare uso di integratori come il mannosio, possono essere utili”.

Con il caldo il rischio aumenta

In estate, l’attenzione deve essere ancora maggiore: “Alcune caratteristiche di questo periodo aumentano la possibilità di contrarre infezioni alle vie urinarie”, afferma l’esperta. “Caldo, sudore, tenersi il costume bagnato addosso dopo aver fatto il bagno al mare o in piscina, stare sedute sulla sabbia sono tutti fattori che espongono a questo rischio”.

La fase acuta

Che cosa bisogna fare nella fase acuta? “Le cause della cistite sono principalmente batteriche. Il responsabile, nella stragrande maggioranza dei casi, è l’Escherichia Coli, che abita normalmente nell’intestino, ma possono essere coinvolti anche altri ceppi di batteri”, afferma la dottoressa Parma. “Il trattamento ideale, quindi, sarebbe fare un’urinocoltura con antibiogramma per individuare con certezza il tipo di batterio presente e impostare la terapia antibiotica specifica. Una volta terminata la terapia, una seconda urinocoltura permetterà di verificare se la patologia è stata debellata”.

Disinfettanti specifici

Se il dolore è molto forte si può anche ricorrere a un disinfettante delle vie urinarie, che si può acquistare in farmacia senza ricetta: “Attenzione, però”, avverte l’esperta. “Se se ne fa uso prima dell’urinocoltura, l’antibiogramma non potrà dare risposte precise circa il batterio coinvolto e la cura risulterà inevitabilmente meno mirata”.

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