Il padre di Valeria: “Ringrazio tutte le religioni presenti a San Marco”

“Ringrazio i rappresentanti delle religioni, cristiana, ebraica e musulmana, presenza compiuta in questa piazza e simbolo del cammino degli uomini nel momento in cui il fanatismo vorrebbe nobilitare il massacro con il richiamo ai valori di una religione”: parole nobili e aperte pronunciate dal padre di Valeria, Alberto Solesin, prendendo la parola ai funerali della figlia in piazza San Marco.

Nella foto qui sotto: il padre, la madre, il fratello e il fidanzato di Valeria Solesin.

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La comunità islamica: “Non è stata uccisa in nome di Allah”

“Valeria è come se fosse una nostra figlia. Siamo presenti oggi per dire che non è stata uccisa in nome del nostro Dio né in nome della nostra religione, né in nostro nome”: afferma il presidente della comunità islamica di Venezia, Mohamed Amin Al Ahdab, mentre si sta recando in Piazza San Marco dove si celebreranno i funerali di Stato di Valeria Solesin. “Siamo presenti in piazza in questo funerale”, ha aggiunto, “per stare vicini, per solidarietà, per condividere con la città amori e dolori. Questo è un fatto che ci addolora veramente tantissimo”.

Funerali Valeria: Imam, Allah aiuti famiglia e Europa

L’imam di Venezia Hamad Al Mohamad (nella foto sopra mentre porge le condoglianze alla famiglia Solesin), nel corso dei funerali, ha detto: “Chiediamo ad Allah che abbia Valeria e tutte le vittime nella sua gloria, e di aiutare la sua famiglia e di proteggere l’Europa, l’Italia e questa città dal male e di pacificare le nostre anime”.

Il patriarca di Venezia: “Il terrorismo non ci intimidisce”

Dal canto suo, il patriarca di Venezia Francesco Moraglia è intervenuto rivolgendosi ai terroristi: “La vostra cultura ci fa inorridire, ma non ci intimidisce. Ci sgomenta perché indegna dell’uomo, ma ci fortifica nell’opporci a essa con ogni nostra forza sul piano culturale, spirituale, umano. In nome di Dio cambiate il vostro modo d’essere. Iniziate dal cuore. Abbiate questo coraggio”. E ha aggiunto: “Increduli per quanto l’irrazionalità dell’odio ha compiuto a Parigi, oggi ci troviamo riuniti in questa Piazza e sullo sfondo c’è la Basilica, entrambe intitolate all’evangelista Marco. Piazza e Basilica sono simboli universali di Venezia, città-ponte tra culture differenti e differenti popoli. Carissima Valeria, l’ultimo pensiero è per te. Ci lasci come tuoi valori il tuo impegno nello studio e nel volontariato, il tuo desiderio di spenderti per una società più giusta. E in questo momento di commiato, ti offro insieme alla Chiesa che è in Venezia, con tutte le confessioni cristiane presenti in questa città unica e universale, l’umile gesto della nostra preghiera e la benedizione del Signore come è stata richiesta”.

La bara arrivata in gondola listata a lutto

Intanto la bara della studentessa uccisa al Bataclan, durante gli attentati di Parigi del 13 novembre, scivola sul Canal Grande trasportata dal gondolone da parada listato a lutto, con alla voga i gondolieri.

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A mezz’asta anche la bandiera europea

Sui pennoni davanti alla Basilica di San Marco, in piazza a Venezia dove si tengono i funerali di Valeria Solesin, sono esposte a mezz’asta il tricolore italiano e la bandiera europea. Mentre sulle transenne della piazza è stato affisso un grande striscione bianco con la scritta “Ciao Valeria, figlia nostra angelo nel cielo”. I lati a sinistra e a destra della Basilica rimangono per ora allagati dalla marea e questo sta rallentando l’afflusso delle persone che parteciperanno alle esequie.

Un messaggio anche dal presidente francese Hollande

Durante i funerali viene letto anche un messaggio che arriva dalla Francia: “Condivido il dolore della famiglia, famigliari e di tutta l’Italia. Valeria era venuta da noi in Francia per amore della vita e della cultura e ha trovato la morte sotto il fuoco dei terroristi”: è questo il messaggio del presidente francese, Francoise Holland.

Funerali in diretta su Rai1

Si potranno vedere in diretta tv, stamattina, i funerali a Venezia della giovane Valeria Solesin. Rai1 ha deciso, infatti, di cambiare il palinsesto e a partire dalle 10.55 di oggi, 24 novembre, trasmetterà in diretta i funerali della ragazza, uccisa a 28 anni dai terroristi al Bataclan, durante gli attacchi dell’Isis su Parigi (nella foto in basso una veneziana che esce commossa dalla camera ardente). Alla cerimonia sarà presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mentre ieri, 23 novembre, la camera ardente è stata visitata da Laura Boldrini, presidente della Camera, e più tardi dal capo del governo, Matteo Renzi, che su Twitter ha scritto ha scritto “Ciao, Valeria” e ha definito la famiglia della studentessa un “esempio di forza e di dignità”. Poi Renzi si è trattenuto a parlare con i genitori di Valeria e con il fratello (con lui nella foto in basso).

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Il padre: “Sì alle benedizioni, anche quella dell’imam”

Intanto il padre di Valeria, Alberto Solesin, ha detto: “Il funerale di domani sarà una cerimonia civile. Le benedizioni mi vanno benissimo, anche quella dell’imam. Noi crediamo nei valori che non dividono le persone”.

 

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La visita alla camera ardente

Arrivano silenziosi, qualcuno con un fiore, qualcuno lasciando un pensiero nel libro delle condoglianze, qualcun altro assorto per una preghiera o un segno di croce. È una piccola folla quasi tutta di gente comune, commossa e sentita, un pellegrinaggio alla camera ardente.

La bara di legno chiaro, è adagiata su un tappeto nell’androne del Municipio di Venezia, a Ca’ Farsetti, ai lati fanno servizio d’onore i vigili urbani.

Accanto al feretro i genitori di Valeria, papà Alberto e mamma Luciana, raccolti in un dolore dignitoso e schivo, con gli occhi, talvolta, persi nel vuoto. A metà giornata mamma e papà sono stati raggiunti dal figlio Dario e dal fidanzato della giovane vittima, Andrea Ravagnani, le cui braccia non sono state suffiicenti per proteggere dal fuoco la sua ragazza.

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Sul feretro spiccano i fiori bianchi, molti altri sono adagiati davanti. A rendere omaggio a Valeria anche un mazzo di fiori della città di Parigi e di Emergency. C’è chi ha lasciato un orsetto piccolo di peluche. Già prima che la camera ardente fosse aperta, una folla di un centinaio di persone si è raccolta sull’area antistante il Comune per accompagnare il feretro nel suo ultimo viaggioValeria Solesin fu colpita da una delle prime raffiche sparate dai terroristi al Bataclan, mentre era assieme al fidanzato, Andrea Ravagnani, ed è morta tra le sue braccia.

Domani i funerali civili col presidente Mattarella, “aperti a uomini e donne di tutte le fedi religiose”, che vuol dire anche agli silamici che per valeria e i suoi fmaigliari non erano da considerare “nemici”.

 

La ricostruzione di Andrea

 

Andrea, la sorella Chiara ed il fidanzato di lei, Stefano Peretti non si sarebbero in realtà mai separati da Valeria: Andrea – questa è l’ultima ricostruzione fornita agli inquirenti – ha tenuto stretto a sé il corpo della fidanzata. La separazione con Valeria c’è stata quando nel teatro, due ore dopo l’irruzione jihadista, sono intervenute le teste di cuoio francesi con i primi soccorsi. I tre giovani sono stati sentiti ieri, per la prima volta in Italia, dai carabinieri di Venezia su delega del procuratore aggiunto Adelchi D’Ippolito.

 

 

È tornata a casa, anche se non certo come lei e i suoi familiari avrebbero voluto. L’aereo di Stato con la salma di Valeria Solesin, la ricercatrice morta negli attentati di Parigi, è atterrato al “Marco Polo” di Tessera. Con il feretro c’erano i genitori, il fidanzato – che era con lei la sera della tragedia al Bataclan – e la sorella di quest’ultimo, scesi dal volo proveniente dalla capitale francese.

 

C’era anche il ministro Stefania Giannini

Ad accogliere la bara c’erano anche il fratello di Valeria, Dario Solesin, il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, il presidente della Regione Luca Zaia e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

 

Camera ardente anche oggi nell’androne del Comune

 

La bara di Valeria Solesin sarà esposta al pubblico oggi e domani, lunedì 23 novembre, per l’estremo saluto dei concittadini nell’androne del municipio a Ca’Farsetti, sede del Comune, davanti al Canal Grande. Per la giovane ricercatrice morta nell’assalto terroristico al Bataclan di Parigi non è previsto alcun picchetto d’onore ma solo una attenta sorveglianza gestita dalla polizia municipale.

 

Il funerale domani, martedì, in piazza San Marco

Il funerale è in programma, invece, per martedì 24 novembre in piazza San Marco. È annunciata anche la partecipazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Secondo fonti del Comune, il feretro sarà prima portato all’ ospedale all’Angelo di Mestre dove, su disposizione della Procura lagunare, verrà effettuata una ricognizione. Domani mattina la polizia municipale scorterà il carro funebre dalla terraferma al centro storico lagunare. Con un motoscafo sarà quindi portata a Ca’Farsetti.

Una nota del Comune informa che: “L’Amministrazione comunale e la famiglia Solesin rendono noto che i funerali di Valeria si terranno martedì 24 novembre, alle ore 11, in piazza San Marco”.

E soprattutto che “per volontà della famiglia, la cerimonia sarà officiata con rito civile e aperta alle donne e agli uomini di ogni credo”, quindi anche a chi crede nell’Islam. È la risposta migliore all’ntolelranza e al fanatismo di cui è stata vittima Valeria.

La notizia della morte arrivata improvvisa: il 13 novembre e i giorni successivi

Valeria non c’è più. La sua vicenda – pur tra tanti lutti che ci sono stati a Parigi – ha scosso in maniera particolare sia il presidente della Repubblica che quello del Consiglio.

“Ci mancherà molto e credo, visto il percorso che stava facendo, che mancherà anche al nostro paese per le doti che aveva”: ha detto ieri la madre, Luciana Milani, ricordando che “Valeria a Parigi aveva lavorato anche seguendo i barboni della città, questo dice tutto, dimostra la sua voglia di conoscere in tutte le sfaccettature le realtà che andava a studiare e frequentare”. Era una persona meravigliosa e l’unica cosa che ci preme ricordare di lei in questo momento”. “Ricordate – ha detto ai giornalisti – che era una persona, un cittadina, una studiosa meravigliosa”.

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Studiava in Francia da 4 anni

Valeria studiava in Francia da quattro anni ed è definita dagli amici come “uno dei cervelli in fuga dall’Italia”. Una ragazza modello, tenace e solare con un cervello che l’aveva portata a fare carriera a tempo di record.

La ragazza, cresciuta nel cuore di Venezia, a Cannareggio, era diventata cittadina del mondo.

Dopo il diploma al liceo scientifico ‘Benedetti’ di Venezia, si era trasferita a Trento dove si è rapidamente laureata in sociologia. Da qui era andata per un dottorato proprio in Francia, per proseguire gli studi specialistici all’Università Parigi 1, La Sorbona, approfondendo il rapporto del ruolo delle donne divise tra famiglia e lavoro con una particolare attenzione alle differenze di vita in ‘rosa’ tra la Francia e l’Italia.

 

Aveva lavorato con i barboni e pubblicato alcuni saggi

In pochi anni aveva già pubblicato alcuni saggi, lavorando con i barboni e raccogliendo interviste anche nello specifico di alcune realtà cittadine molto diverse tra l’Italia frammentata in tanti comuni grandi e piccoli e la Francia con Parigi al centro della comunità transalpina. La madre ha voluto sottolineare la sua esperienza con i clochard di Parigi, “per conoscere tutte le sfaccettatura di una realtà che andava a studiare e frequentare”. Dai suoi amici era considerata uno dei cosiddetti “cervelli in fuga”, perché in Italia non trovava spazio per affermarsi.

 

Domenica è arrivata la notizia della morte

Purtroppo – dopo tanta attesa – è arrivata la notizia peggiore. La ha confermato, quando ancora la situazione sembrava incerta, con un tweet di condoglianze anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro: Valeria Solesin è morta a Parigi, nella notte maledetta del 13 novembre.

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“A nome mio personale e di tutta la Città di Venezia – scrive il sindaco – esprimo il cordoglio più profondo per la morte di Valeria. Preghiamo assieme”.

Gino Strada su Facebook: “Volontaria di Emergency”

Commosso Gino Strada sulla sua pagina Facebook: “Ciao Valeria, grazie. Anche lei tra le vittime del terrorismo che ha sconvolto Parigi. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerla e apprezzarla da volontaria di Emergency, prima a Venezia e poi a Trento. A lei un pensiero commosso e un abbraccio fraterno a tutti i suoi cari”: è il post pubblicato domenica mattina, subito dopo la notizia ufficializzata della morte della dottoranda.

Qui, invece, il video della fiaccolata delle amiche ieri sera a Venezia: in lacrime cantano la Marsigliese (la foto in basso).

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 Il presidente Mattarella scrive alla famiglia Solesin

“Insieme ai Paesi amici risponderemo con intransigenza a questa micidiale sfida di sopraffazione e morte. Come durante gli anni del terrorismo interno, lo faremo senza far venir meno le ragioni del diritto e della giustizia che fondano la nostra civiltà, ma con determinazione”: ha scritto il Capo dello Stato in una lettera indirizzata alla famiglia Solesin.

 

E Renzi propone di intitolare a Valeria una borsa di studio

Anche il premier, Matteo Renzi, dal G20 di Antalya, esprime alla famiglia veneziana la solidarietà del governo.

“Esprimo il cordoglio del governo e di tutti noi alla famiglia di Valeria – afferma il presidente del consiglio -. Credo che non ci siano parole, faremo di tutto per ricordare questa giovane ricercatrice. Penseremo con la famiglia un modo, magari una borsa di studio”.

 

La telefonata notturna dal consolato italiano

Il consolato italiano di Parigi la notte scorsa aveva già telefonato alla famiglia Solesin per comunicare che la figlia Valeria, 28 anni, che da 4 anni viveva a Parigi, per un dottorato alla Sorbona, “potrebbe essere tra le vittime” della carneficina. La polizia ha detto che il corpo dell’italiana potrebbe essere stato identificato tra quelli ancora senza nome portati via dal luogo del massacro.

“C’è ancora un margine di dubbio, siamo in cerca di conferme”, fanno sapere fonti della Farnesina.

Anche una zia del fidanzato della ragazza ha detto che Valeria probabilmente è morta.

 

Erano in quattro al concerto del Bataclan

Nel weekend Valeria Solesin e il fidanzato Andrea Ravagnani, trentino che da anni ha un negozio nella capitale francese, erano stati raggiunti dalla sorella di Andrea, Chiara, e dal fidanzato di lei, il veronese Stefano Peretti.

 

L’ultimo bilancio: 129 morti e 352 feriti

L’ultimo bilancio – dopo la morte ufficializzata di Valeria – è di 129 morti e 352 feriti, di cui 99 gravi, secondo quanto riferito dal procuratore della Repubblica di Parigi Francois Molins.

 

Al Bataclan si sono contati 89 corpi senza vita

Nel massacro al teatro Bataclan si contano 89 morti.

Secondo la procura di Parigi “tre squadre di terroristi coordinate sono all’origine della barbarie”.

 

Sabato 14 novembre una giornata senza notizie di Valeria Solesin

Neppure ieri sono arrivate notizia di Valeria Solesin, la ventottenne veneziana, dottoranda dell’Università Paris 1. La giovane, esperta in welfare e diritto femminile, era al Bataclan con il fidanzato ed alcuni conoscenti. Durante la fuga, nelle concitate fasi dell’attacco terroristico, i due si sono persi di vista e della giovane non si è saputo più nulla.

 

La mamma: “non è nella lista dei deceduti”

“Non abbiamo notizie di Valeria, sappiamo che non è nella lista dei deceduti, è un piccolo conforto. Speriamo sia tra i feriti, ma la Farnesina ci dice che gli ospedali parigini sono ‘blindati’ ed è difficile accedere alle informazioni”, ha detto all’Agenzia Ansa, la mamma Luciana Milani.

Si è salvato, invece, il fidanzato di Valeria, Andrea Ravagni, che si trovava al concerto, con la ragazza, con sua sorella Chiara e con il fidanzato di quest’ultima, Stefano Peretti, di Verona.

 

Della ragazza non si sa ancora nulla

“Al momento dell’attacco terroristico con Valeria si sono persi e tuttora non si hanno notizie della ragazza”: spiegano all’Ansa la zia di Andrea e Chiara Ravagni, Flavia Angeli, che ha sentito oggi al telefono Peretti.

 

Neppure sui social media riescono a trovarla

Valeria Solesin è priva di documenti e probabilmente non è in grado di comunicare o farsi identificare, sempre che le sue condizioni fisiche lo permettano. A dirlo è l’amica che ha dato notizia della scomparsa sui social media, seguendo le indicazioni dei genitori della ragazza originaria del centro storico di Venezia. “Già nella notte – racconta l’amica – abbiamo tentato di contattarla, ma non c’è stato nulla da fare nel caos che è seguito all’assalto del Bataclan”.

 

Ha perso la borsa con il cellulare e i documenti

“Sappiamo che era con un gruppo di conoscenti – dice raccontando quanto è riuscita a ricostruire attraverso le amicizie comuni – e stava entrando a teatro quando deve esserci stato l’assalto. Proprio in questa fase sarebbe stata separata dal gruppo, perdendo la borsa con cellulare e documenti che è stata raccolta da una sua amica; poi il nulla”.

“L’unica notizia positiva al momento – aggiunge – è che non è nella lista dei morti ma spero che presto possa avere un filo di voce per far sapere chi è e far avvisare i suoi genitori: siamo in ansia e in attesa”.

 

Laureata a tempo di record a Trento, poi da 4 anni a Parigi

Valeria, a Parigi da quattro anni per studio, si è laureata a tempo di record a Trento ed è una ricercatrice apprezzata sul piano accademico tanto da aver fatto una rapida ed apprezzata carriera. “Ha un carattere forte e determinato – conclude l’amica – datele la possibilità di comunicare”.

Valeria si è diplomata al liceo scientifico Benedetti di Venezia, ha conseguito la laurea a Trento e da quattro anni sta svolgendo un dottorato all’Istituto di Demografia dell’Università della Sorbona Parigi 1.  Nell’ateneo si occupa di temi legati alla famiglia e ai bambini, oltre alla comparazione sociologica tra sistema francese e italiano.”È uno dei cervelli in fuga dall’Italia”, dice un’amica dei genitori.

 

Massimiliano Natulucci, miracolato per la quinta volta

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Due giovani di Senigallia sono rimasti feriti lievemente nell’attentato al Bataclan: Massimiliano Natalucci, di 45 anni, e Laura Appolloni, di 46 (entrambi nella foto qui sopra).

La donna è stata operata per una ferita alla spalla e si trova ancora in un ospedale parigino.

Massimiliano Natalucci, ospite telefonico ieri sera cneh di Porta a Porta speciale dedicato ai fatti di Parigi da Bruno Vespa, “è stato miraoclato per la quinta volta”.

 

Baciato da Papa Wojtyla a 8 anni,  15 anni è scampato all’Heysel

Ne è convinta la sorella Federica, anche lei ieri sera collegata con al trasmissione di Vespa, insieme ai genitori: “baciato da papa Woytila, in piazza san Pietro a Roma, quando aveva 8 anni, a 15 è scampato alla strage dell’Heysel, dove era andato con nostro padre e uno zio, poi ci sono stati due incidenti stradali gravissimi”.

E anche un altro incidente avvenuto nel gennaio 1989, quando un’auto finì nelle acque del porto di Senigallia, provocando la morte di tre studenti. Tutti amici carissimi di Massimiliano e di Laura Appolloni, l’altra senigalliese ferita (ha una scheggia di proiettile nella spalla destra) nell’attentato all’ex teatro di operette diventato tempio dei concerti. “Massimiliano – racconta oggi Federica – era stato con loro fino a mezz’ora prima, poi era dovuto tornare a casa in anticipo per un’emergenza familiare”. Quella tragedia ha particolarmente unito Massimiliano e Laura, che sono sempre rimasti in contatto, anche se il primo poi è andato a vivere all’estero.

 

Ore angosciose come nella notte dell’Heysel

Le ore trascorse in attesa di avere notizie la scorsa notte – racconta la sorella – “mi hanno fatto rivivere quelle angosciose dell’Heysel, quando non c’erano neppure i telefonini e non sapevamo cosa stesse succedendo”. Miracolato cinque volte per merito – ribadisce la sorella – “del bacio del papa”. A

Parigi c’era anche un altro senigalliese, il cuoco Matteo Balducci, che fino a poco prima dell’attacco era nella zona del Bataclan, per poi tornare in albergo.

 

Centinaia di volti di “ricercati” su Facebook

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Sono centinaia i volti e i nomi, diffusi sul web con l’hastag #RechercheParis. Sono postati da parenti e amici che non riescono a rintracciare i loro cari.
Si tratta di giovani e meno giovani di varie nazionalità che si trovavano nella capitale francese.
Una corsa contro il tempo nella speranza di ritrovarli vivi.
Tante le telefonate ai centri di emergenza e negli ospedali di Parigi.
Intanto  Facebook ha aperto una pagina “Paris Terror Attacks – Safety check” sugli attentati di Parigi, dove le persone che si trovano nelle zone interessate dagli attentati possono dire agli amici sul social network che stanno bene.

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