MindFood: cibo più sano con l’attività fisica

È molto semplice! Il sistema consiste in tre elementi inseriti in un’applicazione per smartphones: un pedometro in grado di contare i passi compiuti durante il giorno, una moneta creata in modo digitale dalla conversione dei passi, una comunità di produttori e rivenditori sostenibili di cibo biologico a chilometro zero, in cui usare la moneta digitale per fare acquisti.

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Chi ha avuto l’idea

Questo è MindFood, creato da Chiara Cecchini (nella foto) e Duccio Tatini: una piattaforma che affronta queste problematiche permettendo alle persone di utilizzare la loro attività fisica per avere accesso a cibo più sano.

Oltre il consumo disattento

L’idea è quella di cambiare il punto di vista comune passando da un consumo disattento a una maggiore consapevolezza verso la propria salute, il tutto incoraggiato da un risparmio economico.

Diversi percorsi, personalità differenti e competenze eterogenee, capaci di compensarsi per creare qualcosa di unico e poliedrico. Duccio Tatini e Chiara Cecchini hanno trovato il loro punto di incontro nel cibo e da qui sono partiti per il loro viaggio.

Maggiore cultura alimentare

Il loro sogno è quello di rivoluzionare la mentalità comune, diffondendo una maggiore cultura alimentare e trasmettendo un messaggio: “mangiamo per vivere, non viviamo per mangiare.

Mangiare meglio significa vivere meglio. Il cibo è il legame per eccellenza della nostra società, è il linguaggio comune, è vita. Purtroppo non comprendiamo pienamente la fortuna di questo straordinario dono e troppe persone perdono la vita ogni anno per problemi legati alla malnutrizione”.  A fine luglio 2014 hanno proposto l’idea al Young Earth Solutions, un contest organizzato dal Barilla Center for Food and Nutrition, con l’obiettivo di incoraggiare i giovani a sviluppare soluzioni innovative inerenti l’alimentazione.

 

MindFood tra i progetti migliori

MindFood è stato selezionato tra i dieci migliori progetti e verrà presentato al sesto Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione il 3 e 4 dicembre a Milano.

L’idea è nata durante un hackathon: Bibimbap, organizzato a Bologna lo scorso maggio 2014 grazie al Future Food Institute (FFI) – progetto no profit, sviluppato nella particolare forma del trust, che nasce per volontà di Sara Roversi e Andrea Magelli. L’evento ha rappresentato per Chiara un occasione di incontro con imprese responsabili, produttori e rivenditori di cibo che hanno fatto della sostenibilità, impatto sociale positivo e rafforzamento delle economie locali la loro missione.

Chiara: “Così mi hanno contaminata”

Chiara ha incontrato FFI grazie al suo precorso di laurea specialistica (MIEX – Master in International Management): “ho visto con i miei occhi come sono coinvolti nel migliorare il mondo attraverso il cibo, l’educazione e la cultura alimentare. Un hackathon è qualcosa di difficile da definire se non si prova direttamente sulla propria pelle. Ne sono stata parte solamente una volta, ma questa è stata sufficiente per contaminarmi”.

Informazioni:

www.foodinstitute.org
www.bcfnyes.com

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