Volkswagen: si dimette il Numero Uno e il titolo risale del 9%

Martin Winterkorn, l’amministttaore delegato della Volkswagen, si è dimesso ieri dal suo incarico. Era già prevista una riunione degli organi di sorveglianza della grande casa automobilistica, che ha oltre 600.000 dipendenti e – diversamente da quanto si ipotizzava – si è conclusa con le dimissioni dell’Ad, che martedì scorso aveva fatto infuriare la cancelliera Merkel per l’aplomb con cui procedeva di fronte alla crisi più grave mai vissuta da un’azienda tedesca.

La decisione è stata presa dopo la riunione del Consiglio di sorveglianza dell’azienda automobilistaca a Wolfsburg, in una sede mantenuta segreta.

Dopo le dimissioni Volkswagen ha accelerato in Borsa a Francoforte. Il titolo ha fatto segnare subito un rialzo del 9,1% a 115 euro.

 

“Serve un nuovo inizio”

Le dimissioni sono state accettate. “Serve un nuovo inizio. Nel quadro di questo nuovo inizio l’ad Martin Winterkorn ha proposto le sue dimissioni e il presidio lo ha accettato”: quweste le parole che hanno sancito la fine di una storia. Lo ha detto il presidio del Consiglio di sorveglianza di Volkswagen.

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“Chiariremo rapidamente”. aveva detto l’Ad

In pratica ieri Martin Winterkorn, 68 anni, (nelle foto qui sopra e in apertura di pagina) se n’era uscito con un messaggio anche video, in cui affermava: “Chiariremo velocemente e in modo trasparente”. Ma intanto emergea la notizia che le vetture coinvolte, in tutto il mondo, sono 11 milioni e il gruppo ha deciso di accantonare 6,5 mld per coprire i possibili costi relativi alla vicenda. Intanto, mentre l’azienda smentisce le voci di un addio dell’a.d..

Qui potete vedere il video della dichiarazione con la quale Winterkorn, promette chiarezza (ovvviamente è in tedesco).

Si era parlato, anche ieri mattina, anche di sue dimissioni, ma poi l’idea sembrava accantonata.

 

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La Ue: “Indaghino tutti gli Stati, tolleranza zero per le frodi”

“Incoraggiamo tutti gli stati membri a compiere le necessarie indagini e a riferire alla Commissione Ue”, che “discuterà con loro come coordinarle al meglio e faciliterà lo scambio di informazioni”: così la portavoce dell’esecutivo comunitario al mercato interno, Lucia Caudet, sullo scandalo Volkswagen.

“Accogliamo con favore le indagini avviate in Germania, Francia e Italia”.

La Commissione Ue ha “tolleranza zero per le frodi”: ha aggiunto la Lucia Caudet, sottolineando che Bruxelles era al corrente che in generale i test in laboratorio sulle emissioni auto potevano non fornire una rappresentazione accurata come quelle in condizioni di guida reali: per questo dal primo gennaio 2016 si passerà ai test su strada.

 

La Volkswagen nel ciclone: le notizie del 22 settembre

Aumenta il ciclone che circonda la Volkswagen. Ieri il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrind,  ha annunciato una commissione d’inchiesta sul caso VW. La commissione, che sarà guidata dal sottosegretario ai Trasporti Michael Odenwald, andrà a Wolfsburg in settimana. Ieri nuovo crollo in Borsa: sfiorato nuovament eil 20% in meno, dopo il salasso uguale a quello di lunedì. In due giorni sono stati bruciati 24 miliardi di euro. Sulla scia dello scandalo perodno anche gli altri costruttori. La Fca (ex Fiat) ieri ha ceduto il 7%. È nuovamente intervenuta Angela Merkel per auspicare un rapido chiarimento dei fatti: in questa “situazione difficile” ha detto la cancelliera a Berlino serve “piena trasparenza”. “Spero che i fatti siano messi sul tavolo il più velocemente possibile”, ha ribadito.

 

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Made in Germany a rischio, come i posti di lavoro

Il capo dell’istituto economico tedesco Diw, Marcel Fratzscher, mette in guardia dalle ampie e gravi conseguenze dello scandalo.

E dalla Bild prevede perdite di posti di lavoro e possibili effetti sul made in Germany. Le multe che la grande azienda dovrà pagare sono il meno, afferma.

“Il danno all’immagine di Vw avrà gravi costi non solo sul mercato americano, ma anche a livello globale”.

“Con questo saranno messi a rischio posti di lavoro e molti subfornitori in Germania”, aggiunge. Per l’economista, il caso potrebbe penalizzare anche la macchina dell’export tedesco, dal momento che “Vw era finora un’insegna per i prodotti ‘Made in Germany'”.

 

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La Merkel: “Urge un rapido chiarimento”

La cancdelliera Angela Merkel  auspica un rapido chiarimento dei fatti: in questa “situazione difficile” – ha detto a Berlino – serve “piena trasparenza”. “Spero che i fatti siano messi sul tavolo il più velocemente possibile”, ha affermato.

 

L’Ad: “Faremo chiarezza”

“Chiariremo velocemente e in modo trasparente”. L’a.d. di VW, Martin Winterkorn, interviene sullo scandalo che ha travolto la casa automobilistica tedesca. Le vetture coinvolte, in tutto il mondo, sono 11 milioni e il gruppo ha deciso di accantonare 6,5 mld per coprire i possibili costi relativi alla vicenda. Intanto, mentre l’azienda smentisce le voci di un addio dell’a.d.. Qui potete vedere il video della dichiarazione con la quale Winterkorn, promette chiarezza (ovvviamente è in tedesco).

Si era parlato, in mattinata, anche di sue dimissioni, ma sono state smentite perché getterebbero ancora di più la croce sull’azienda automobilistica.

 

11 milioni di diesel “truccati”

Una nuova svolta nella truffa delle emissioni “alterate”. La Volkswagen è costretta a una clamorosa ammissione ufficiale: ci sono undici milioni di diesel della casa tedesca che sono stati “truccati” per le emissioni di gas.

In una nota, il gruppo tedesco ammette che un’inchiesta interna ha rivelato l’utilizzo del software incriminato che alterava le emissioni inquinanti, oltre che sui quasi 500.000 veicoli venduti negli Usa, anche in altri 11 milioni di veicoli diesel venduti nel resto del mondo.

Il gruppo tedesco ha inoltre annunciato accantonamenti record di 6,5 miliardi nel bilancio del terzo trimestre in vista della maxi-multa in arrivo dalle autorità americane e a questo punto anche anche da altri organismi di controllo. La notizia ha subito innescato una raffica di vendite in Europa: il titolo precipita del 23% in Borsa dopo il -18,6% di ieri.

 

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Il comunicato del gruppo tedesco

In una nota diffusa questa mattina, il gruppo di Wolfsburg spiega che indagini interne hanno rivelato “discrepanze” tra le emissioni dichiarate e quelle effettive “in undici milioni di veicoli nel mondo equipaggiati con motori diesel EA 189”, lo stesso tipo di motore finito nel mirino negli Stati Uniti, ben oltre dunque le 480.000 vetture coinvolte negli Usa. Il gruppo sostiene che “sta lavorando intensamente per eliminare queste deviazioni … ed è in contatto con le autorità preposte e con l’Autorità federale tedesca per i trasporti (KBA – Kraftfahrtbundesamt)». Per coprire i costi legati a questa vicenda Vw ha inoltre deciso di accantonare 6,5 miliardi di euro dal bilancio del terzo trimestre del 2015, numeri che potrebbero essere rivisti. Anche gli obiettivi di utile per il 2015 saranno – ovviamnete – “rivisti”.

 

La Francia chiede un’inchiesta europea

La Francia vuole un’inchiesta europea, “per rassicurare i cittadini”. Lo ha detto il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin.

 

L’Italia avvia un’indagine

Anche l’Italia vuol saperne di più. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di contattare, sia il KBA, Kraftfahrt-Bundesamt, soggetto terzo, il maggiore omologatore delle auto in questione, sia il costruttore.
Il ministero chiede di conoscere se il medesimo illecito, avvenuto negli Usa dove vigono però regole differenti per la omologazione, risulti essere praticato su omologazioni della stessa autorità tedesca per l’Europa e se i veicoli sono stati commercializzati in Italia.
Nella lettera rivolta al KBA si esprime “preoccupazione in merito all’accaduto, in relazione alla protezione dell’ambiente ed alle possibili ripercussioni sul sistema di omologazione dei veicoli, vigente nell’Unione europea”.
Si chiede quindi “se le anomalie riscontrate possano riguardare anche veicoli omologati e commercializzati nel territorio dell’Unione”. In questo caso si chiede, come ministero, di “acquisire i risultati dei controlli di conformità che il KBA vorrà effettuare, a tutela dell’ambiente e della qualità dei prodotti omologati per il mercato dell’Unione”.

 

Altre perdite oggi in Borsa

Intanto c’è un nuovo calo per Volkswagen in Piazza Affari dopo lo scandalo delle centraline truccate per mascherare le emissioni inquinanti dei motori diesel negli Usa. Il titolo cede anche a Francoforte il 5,42% a 126,35 euro. Una vicenda che trascina gli altri titoli del settore da Peugeot (-5%), Renault (-4,8%), Fca (-4,3%), Bmw (-4,2%) e Daimler (-3,72%).

 

Adiconsum: “Chiediamo un incontro a VW Italia”

Anche l’associazione di consmatori Adiconsum, una dlele più forti nel nostro apese, interviente sulla vicenda: “Quella che era solo un’accusa mossa dall’Epa statunitense e dallo Stato della California si è rivelata essere la realtà: la Volkswagen ha ammesso di aver falsificato, grazie all’installazione di un particolare software,  le emissioni di alcuni suoi veicoli durante i test.

Condanniamo il gravissimo comportamento della casa automobilistica Volkswagen – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – Non solo per non aver rispettato i limiti sulle emissioni dell’Epa statunitense, ma per aver messo in atto una pratica commerciale scorretta nei confronti degli automobilisti.
Chiediamo un immediato incontro alla Volkswagen Italia – conclude Giordano – per capire esattamente le dimensioni del fenomeno.

Rete Consumatori annuncia Class Action in Italia

Rete Consumatori Italia, nota anche come Codici, annuncia l’avvio di una Class Action contro Volkswagen in Italia per la falsificazione dei dati sui gas di scarico dei motori diesel negli Stati Uniti. Secondo l’associazione dei consumatori, già in precedenza “diversi veicoli di molteplici marche presentavano delle anomalie seriali” e quindi “si presume che sia prassi falsificare le risultanze dei test e non solo sull’emissione dei gas di scarico”. Proprio per questo, conclude la nota, “abbiamo deciso di intraprendere questa battaglia; al più presto partiranno esposti in Procura e segnalazioni all’Antitrust”.

La peggiore seduta degli ultimi 7 anni: le notizie del 21 settembre

L’azienda ha chiuso ieri con la peggiore seduta in Borsa degli ultimi sette anni con un tonfo di circa il 20%. A Francoforte il titolo della casa di Wolfsburg lascia sul campo il 18,60% a 132,20 euro per azione.

“No comment” del governo tedesco

Il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert (nella foto sopra), ha opposto un secco “No comment” ai giornalisti che facevano domande sulla vicenda Volkswagen nella consueta conferenza stampa a Berlino.

La Volkswagen potrebbe subire una sanzione di 18 miliardi di dollari

A quanto si sa potrebbero costare molto care alla Volkswagen le accuse mossele negli Stati Uniti dall’Epa, l’agenzia federale per l’ambiente: quelle di aver violato intenzionalmente le norme anti-smog su almeno mezzo milione di veicoli venduti dal 2008 e che ora dovranno essere ritirati.

Secondo il Wall Street Journal, la casa automobilistica tedesca potrebbe essere chiamata a pagare oltre 18 miliardi di dollari.

Titolo in picchiata a Francoforte

Volkswagen in picchiata sul listino di Francoforte, affossata dalla vicenda Usa sulla violazione delle norme antismog. Chiude la peggiore seduta in Borsa degli ultimi sette anni con un tonfo di circa il 20%. A Francoforte il titolo della casa di Wolfsburg lascia sul campo il 18,60% a 132,20 euro per azione.

Il governo tedesco: “Chiarire la vicenda al più presto”

La vicenda Volkswagen “deve essere chiarita al più presto possibile”: lo ha dichiarato il vice-cancelliere tedesco e ministro dell’economia, Sigmar Gabriel, secondo quanto riferisce Bloomberg. “Il made in Germany è sinonimo di qualità a livello mondiale ed è importante fare subito chiarezza”, ha sottolineato Gabriel.

E il ministero dell’Ambiente della Germania ha ribadito che Volkswagen “deve collaborare con le autorità Usa e chiarire la vicenda sulla manipolazione dei test antismog”, ha

Negli Usa indagine penale

Volkswagen sarebbe al centro di un’indagine penale negli Stati Uniti per lo violazione delle norme anti smog. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali l’indagine riguarderebbe l’ammissione delle violazioni da parte di Volkswagen.

 

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