Ragazza stuprata a Reggio Emilia, arrestato un ucraino di 26 anni richiedente asilo

Il presunto autore della brutale violenza sessuale di domenica a Reggio Emilia contro una ragazza di 22 anni è stato arrestato. L’uomo, un richiedente asilo ucraino di 26 anni, è stato identificato nella notte al termine di 36 ore ininterrotte di attività investigativa degli uomini della squadra mobile. Il violentatore si era rintanato in un rifugio di fortuna, in una zona campestre e isolata. Il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha informato sull’arresto nella sua pagina Facebook.

 

Violentata domenica sera

Una ventiduenne è stata aggredita e violentata domenica sera nella prima periferia di Reggio Emilia. La vittima ha raccontato di essere stata assalita alle spalle intorno alle 21 da uno sconosciuto di circa trent’anni, probabilmente straniero. L’uomo l’avrebbe spinta dietro un cespuglio prima di abusare di lei, per poi far perdere le sue tracce. La notizia è stata anticipata dal Resto del Carlino.

Portata sotto choc in ospedale

La ragazza, ferita e sotto choc, è stata soccorsa dal 118 e trasportata in ospedale. Indaga la Polizia, per rintracciare l’aggressore.

All’ospedale è scattato il protocollo sanitario che si applica in caso di violenze sessuali. Sul posto gli uomini delle Volanti, della Squadra Mobile e della Scientifica, al lavoro tutta la notte.

La violenza dopo le 21 di domenica

L’origine dei fatti, secondo quanto racconta la Gazzetta di Reggio, risale alle 21 di domenica. È attorno a quest’ora infatti che la ragazza ha iniziato la sua passeggiata nei pressi dello stadio Giorgio Caselli.

La ragazza avrebbe incontrato un trentenne, forse straniero, e sarebbe stata aggredita alle spalle. L’uomo, che non ha visto in volto, l’ha trascinata in mezzo nel campo e ha abusato di lei.

Solo a quel punto la ragazza è riuscita a chiamare i soccorsi, lanciando l’allarme alla centrale operativa della questura. Sul posto sono arrivate immediatamente le pattuglie della squadra Volanti che hanno trovato la giovane, sola e ricoperta di lividi e graffi, ancora in stato di shock.

 

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