“La città dei sangui”: in un romanzo i cambiamenti dell’umore di Napoli

Napoli si tinge di sangue letteralmente parlando. La città spinge e sostiene la vena degli scrittori partenopei. Si spiega anche così il ritorno del penalista Francesco Mario Passaro (nella foto sotto), alla sua seconda esperienza con la scrittura. “La città dei sangui” (GoWare edizioni, 12,99 euro versione cartacea, ebook 4,99) è un romanzo di formazione.

Le trasformazioni di un Paese

Carla e Armando sono fratelli, ma si sono persi da tempo. Un libro misterioso li rimetterà drammaticamente l’una davanti all’altro e questa volta non avranno via di scampo. Intorno a loro si agita l’Italia in cerca di riscatto alla vigilia della prima “famiglia arcobaleno”. “La città dei sangui” narra gli effetti dei cambiamenti che, in più di quarant’anni, investono un quartiere di Napoli, via Vergini, – e l’Italia -, trasformando la famiglia Calascibetta e i legami tra i suoi membri.

Nostalgia e melanconia

Tra nostalgia della giovinezza e melanconia della realtà, le pagine descrivono e cercano di sciogliere i nodi di un lungo conflitto. L’amore per una ragazza darà a Carla la forza per rinascere, lottare e infine raccontare. Gli occhi dei fratelli, man mano che la storia si evolverà verso la maturazione, verso l’età adulta, si riempiranno di rughe e disillusione, ma mai d’apatia.

Romanzo psicologico-intimistico

Un romanzo psicologico-intimistico che promuove l’integrazione sociale dei protagonisti, Armando e Carla, raccontando suggestioni e percezioni attraverso la poesia più vera, quella che nasce dalla rievocazione del passato, dell’infanzia, della giovinezza, quando il cuore è aperto alle illusioni.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto