Quattro anni fa moriva Amy Winehouse, icona dolce e maledetta (video)

Quattro anni fa Amy Winehouse veniva trovata senza vita nella sua casa di Londra.  Moriva per un’intossicazione di alcool, una dipendenza che da mesi la stava trascinando nel baratro.
Tra le ultime immagini che la ritraggono viva ci sono quelle di uno degli ultimi concerti a Belgrado, annullato tra i fischi: la Winehouse si era presentata talmente ubriaca da non essere in grado di cantare.

 

aaa-amy2Due album e già un’icona
Quando morì, la cantante aveva pubblicato solo due album, Frank nel 2003 e Back to Black nel 2006, ma già bastavano per farla entrare nel mito, e non solo per cinque Grammy Award guadagnati con Back to Black. La capacità interpretativa e l’emozione che Amy trasmetteva con la sua voce soul, la sapiente scelta di capolavori jazz degli anni ’60 e ’70, il suo stile inconfondibile, con la cofana e l’eyeliner sparato sugli occhi, i vestiti neri strizzati e le gambe scheletriche, l’hanno trasformata presto in un’icona amata e imitata  in tutto il mondo (in basso il video di Back ti Black).

 

Il mito dei cantanti “maledetti”
A farla entrare nel “mito” dei cantanti maledetti anche una tragica coincidenza: divorata dalle sue insicurezze e da un amore sbagliato, Amy Winehouse è morta a 27 anni all’apice del suo successo, proprio come Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain, Brian Jones dei Rolling Stones .
Lo scorso anno Londra ha ricordato la cantante scomparsa con una statua a grandezza naturale di Amy (nella foto in alto)
Creata dallo scultore Scott Eaton, l’opera e’ un monumento permanente alla giovane cantante nello Stables Market di Camden, ed e’ diventata meta di ‘pellegrinaggio’ per i suoi tanti fan.

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