Tabacco: accordo da 500 milioni in 5 anni tra Agricoltura e Philip Morris

Valorizzazione della filiera in Italia acquistando tabacco prodotto all’interno dei confini nazionali per circa 80 milioni di euro l’anno e con un potenziale investimento complessivo di circa 500 milioni entro il 2020.

È la sostanza dell’intesa tra il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e Philip Morris Italia e che avranno ricadute tra Campania, Toscana, Umbria e Veneto, zone che già producono materia prima ritenuta di qualità. Un’intensa che, potenzialmente, rischia tuttavia di provocare qualche problema nell’esecutivo perché avviene quando il ministero della Salute ha messo a punto una serie di provvedimenti per disincentivare il tabagismo tra i più giovani con lo stop ai pacchetti mini, il divieto di fumare in auto in presenza di bambini o donne in stato di gravidanza e foto choc sulle confezioni per descrivere i danni da nicotina.

“Garantire le produzioni d’eccellenza e 50 mila posti di lavoro

Più nel dettaglio, l’intesa sottoscritta a Roma per gli investimenti nel settore tabacco, dice ancora altro. Infatti, nel giro di un triennio, la Philip Morris deve sottoscrivere contratti d’acquisto annuali per il tabacco secco.

La qualità è la Burley e la quantità parla di 11 mila tonnellate, pari a quasi il 60% del totale prodotto in Italia. Altre 10 mila tonnellate saranno della varietà Virginia Bright (il 30% del totale). “Stiamo lavorando per la tutela del reddito di oltre 50 mila addetti alla coltivazione del tabacco in Italia”, ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, “in un passaggio delicato dopo la riforma della Pac. Con le Regioni siamo impegnati per destinare a interventi strutturati per il settore parte delle risorse dei programmi di sviluppo rurale fino al 2020, lavorando anche sulla qualità del prodotto”.

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