Eterologa d’importazione: a Torino gravidanza con embrione dalla Spagna

Il primo caso è a Torino, ma è un pratica si sta diffondendo: la pratica in questione è quella di farsi spedire dall’estero embrioni debitamente congelati perché siano impiantati nel grembo materno. Per un costo che tuttavia non è prorio alla portata di tutti gli aspiranti genitori, aggirandosi intorno ai 5 mila euro di media (più basso, però, dei pellegrinaggi all’estero per vincere la sterilità). Si tratta di fecondazione eterologa, che divenuta legale e in attesa del regolamento del Consiglio superiore di sanità dato in arrivo per l’autunno, consente alle coppie alla ricerca di un figlio di bypassare legalmente i buchi che ancora rendono difficoltoso il ricorso a questa pratica medica.

L’impianto è avvenuto nel centro privato di Livet

Come? Un esempio giunge dal capoluogo piemontese, dal centro privato di Livet, dove è iniziata da poco la prima gravidanza con un embrione spedito dalla Spagna. La coppia ora in attesa di un bambino si è rivolta a una banca ad hoc di Barcellona. Qui, ricevuto il seme del marito, si è provveduto a fecondare l’ovulo di una donatrice e quando l’intervento è andato a buon fine l’embrione è tornato in Italia con tutte le precauzioni del caso in un trasporto del genere. Il costo dell’operazione, poi, è stato a carico della coppia e non del centro medico, che così non ha violato la legge.

I problemi dell’eterologa in Italia: anonimato e divieto a compenso

E qui emerge una serie di incongruenze della normativa italiana, sottolinea Repubblica. Una normativa che vieta la donazione in cambio di un compenso che, dice Alberto Revelli, responsabile della procreazione assistita al Sant’Anna di Torino, “può anche non essere denaro, ma, per esempio, un check up medico o esami gratuiti a chi dona”. Inoltre c’è anche la questione dell’anonimato del donatore o della donatrice, rendendo impossibile la cosiddetta “donazione benevola”, quella che potrebbe verificarsi tra sorelle o amiche che si mettono a disposizione per risolvere il problema di infertilità di una donna del proprio entourage familiare o affettivo. È di circa l’80% infatti la percentuale delle coppie che ha bisogno di ovociti.

Una possibile risposta ai “pellegrinaggi” per la maternità

I sistemi di realizzare il desiderio di maternità nel pieno rispetto della legge italiana, insomma, sono molteplici. Procurarsi gameti maschili dalla decina di banche autorizzate all’esterno parte da 149 euro mentre il pezzo degli ovociti si aggira sui 2.500 euro. Si riduce anche così il numero delle coppie, 8 mila circa, che ogni anno si recano all’estero per l’eterologa sperando che il numero degli interventi praticati si sposti dall’unico che, prima di quello torinese, si è verificato solo a Firenze, all’ospedale Careggi.

Possibilità di successo? “Difficile con le uova congelate”

“Chi sceglie questo metodo”, dice ancora Alberto Revelli riferendosi all’acquisto di gameti oltre confine, “può affermare che non sta pagando al centro estero l’ovocita in quanto tale, ma semmai ricompensando i vari servizi aggiuntivi, come l’intervento realizzato per prelevarlo, il congelamento e il corriere”. Possibilità di riuscita? Per il medico del Sant’Anna, buone per i gameti maschili, ma “le uove congelate, tuttavia, non danno grandi risultati”.

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