Germanwings: l’airbus A320 era un avanzo della Lufthansa

Il sito ufficiale non dice nulla, nella home solo una scritta che spiega che, al momento, la tragedia viene confermata e c’è un numero verde per i parenti delle vittime. Nelle prime ore dall’incidente che è costato la vita a 150 persone la pagina web della Germanwings sembra una contraddizione in termini. Su Google, accanto all’indirizzo web della compagnia si legge il claim “Voli sorprendentemente convenienti”, si clicca su e appare il logo messo a lutto. Le informazioni che circolano sulla società
che è certo è che Germanwings doveva essere la risposta della Lufthansa alla concorrenza delle compagnie low cost. Ma sul vettore a basso costo che pubblicizzava le località tedesche colorando le sue flotte con i colori delle città, si hanno notizie contraddittorie.

 

Una flotta giovane
Si legge che l’età media della flotta tedesca sarebbe di 5-6 anni, ma l’Airbus A320 precipitato inspiegabilmente in Provenza – uno dei 60 in quota alla compagnia – era uno dei più vecchi in circolazione in Europa. Aveva decollato per la prima volta nel 1991, ventiquattro anni fa, con Lufthansa. Ed era stata Lufthansa il primo gennaio del 2014 a cederlo nuovamente a Germanwings, dopo circa 55.000 ore di volo.

 

Un aereo di seconda mano
Non è chiaro perché la compagnia tedesca avesse deciso di cedere un velivolo a fine carriera e un modello ad altissimo tasso di incidenti (10 quelli gravi a carico degli Airbus A 320) a una compagnia su cui puntava tutto. D’altra parte Germanwings aveva tutto l’aria di essere il fiore all’occhiello dei trasporti a basso costo tedeschi: da poco era stata incoronata una delle cinque migliori compagnie low cost al mondo da Air Transport News, dietro solo a  Vueling e a Ryanair.

 

I precedenti
Pochi i casi di cronaca che parlassero di atterraggi di emergenza o di guasti a bordo: fa eccezione un episodio del 2010,  in cui la compagnia fu coinvolta in un atterraggio d’emergenza a Colonia causato da alcune fughe di gas tossico nella cabina di pilotaggio.
La casa madre Lufthansa, invece, aveva scampato la tragedia solo lo scorso novembre, quando un guasto al sistema informatico dell’Airbus 320 aveva mandato in tilt l’intera cabina di pilotaggio su un volo tra Bilbao e MOnaco di Baviera.

 

Un’azienda in ascesa
Tutto andava quindi a gonfie vele, la storia di questa società è quella di un’azienda in perenne ascesa: nata nel 1997 come divisione di Eurowings, era stata la prima a lanciare i voli a basso costo in Germania, nel 2008 aveva sfiorato la fusione con Eurowings e TUlfly, e l’anno dopo era stata completamente assorbita da Lufthanza.

 

Progetti di espansione
L’idea era quella di creare un gigante dei cieli che potesse competere in Germania con Air Berlin e in Europa con EasyJet e Ryanair. Pare che il management ci stesse riuscendo. La flotta di Germanwings dispone di circa 80 mezzi, e il progetto era fino a qualche mese fa di arrivare a 90 aerei.
Oggi sono 15 i collegamenti della Germanwings attivi dagli scali italiani, tra cui due di Milano, Roma Fiumicino, Napoli ed altri in diverse regioni italiane, da Alghero a Pisa, da Lamezia Terme a Venezia. Sembra che la compagnia a vesse in programma di rinforzare la presneza anche sul mercato italiano. Fino a stamattina.

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