“Il colesterolo delle uova non fa male”: i medici Usa le riabilitano

Le uova? Non è detto che siano da evitare, se si soffre di colesterolo alto. Lo statunitense  Dietary guidelines for americans committee (Dgac), che ha redatto le linee guida americane sulla corretta alimentazione del 2015, ha infatti “riabilitato” le uova e gli alimenti che contengono naturalmente colesterolo.

 

Il vecchio limite di 300 mg al giorno
Contrariamente a quanto si leggeva nella vecchia edizione delle linee guida, risalente al 2010, gli esperti hanno stabilito che il consumo di colesterolo alimentare non è da considerarsi a rischio, e che la soglia massima giornaliera di assunzione stabilita in passato –  300 milligrammi al dì – può essere superata senza rischi per la salute.


“Incide solo per un 20% sull’Ldl”

C’è ovviamente da fare un distinguo: l’avere riabilitato il colesterolo di origine alimentare non significa avere sminuito la dannosità del colesterolo Ldl che si trova nel sangue, e che resta un grave nemico per la salute.
Il punto è, semmai, che l’assunzione di colesterolo contenuto già negli alimenti incide solo per un 20% sull’Ldl circolante nel sangue. La gran parte è legato ad altri fattori come i grassi saturi assunti attraverso gli alimenti, l’ereditarietà, lo stile vita.


Solo 80 calorie

Alice Lichtenstein, vicepresidente del Dgac, che dirige il Cardiovascular nutrition laboratory della Tufts university di Medford in Massachusetts ha spiegato che “Da studi recenti emerge che oggi un uovo contiene 185 milligrammi di colesterolo, con livelli di vitamina D aumentati del 65% rispetto a qualche anno fa. Per non parlare dei circa 7 grammi di proteine, 5 nell’albume e 2 nel tuorlo, con grassi per la maggior parte mono- e polinsaturi non dannosi per la salute”. È quindi giusto raccomandare nella dieta quotidiana la presenza delle uova, considerate dagli esperti una pillola di buona salute in poco meno di 80 calorie.

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