Salvataggio per 4 banche, IntesaSanpaolo partecipa con 475 milioni

Via libera di domenica al salvataggio di quattro banche italiane in crisi profonda. Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti saranno messe in sicurezza grazie a uno sforzo ripartito tra l’intero sistema bancario, azionisti e titolari delle obbligazioni subordinate.

Il decreto legge approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri “non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione”. Il decreto entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, prevista per oggi, lunedì 23 novembre 2015. In serata è arrivato anche il via libera formale della Commissione europea all’operazione salvezza.

 

La partecipazione di IntesaSanPaolo

La partecipazione al salvataggio dei quattro istituti italiani in crisi costerà a Intesa Sanpaolo 475 milioni di euro. La notizia arriva da una nota dell’istituto guidato da Carlo Messina. La banca finanzierà il fondo di risoluzione con 1,33 miliardi di euro di prestiti.

Anzitutto Intesa Sanpaolo erogherà a favore del fondo di risoluzione – incaricato di salvare Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti – un finanziamento da circa 780 milioni di euro, corrispondente alla quota di pertinenza di un finanziamento complessivo di 2.350 milioni di euro, che verrà rimborsato a dicembre 2015 con i contributi che saranno stati versati al fondo dal sistema bancario italiano.

Concesso anche un secondo finanziamento

Al fondo di risoluzione verrà concesso un secondo finanziamento da 550 milioni, pari alla quota di pertinenza di un finanziamento da 1.650 milioni, con scadenza a 18 mesi meno un giorno, a fronte del quale la Cassa Depositi e Prestiti ha assunto un impegno di sostegno finanziario in caso di incapienza del Fondo.
Quanto agli oneri del salvataggio, includono un contributo straordinario al Fondo pari a circa 380 milioni di euro ante imposte, che impatteranno sul conto economico del quarto trimestre, in aggiunta ai circa 95 milioni relativi al contributo ordinario per il 2015 già spesati nel primo semestre dell’anno.

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