Morte di Gloria Rosboch: 30 anni per Defilippi, che l’ha strangolata

Trent’anni di carcere è la condanna inflitta a Gabriele Defilippi, lo studente di 22 anni processato a Ivrea per l’omicidio dell’insegnante Gloria Rosboch. La mamma, Caterina Abbatista, è stata rinviata a giudizio. Per il presunto complice di Defilippi, Roberto Obert, 54 anni, la pena è di 19 anni.
Secondo la ricostruzione del pm Giuseppe Ferrando, Gloria Rosboch voleva denunciare Defilippi, suo ex allievo, per una truffa da 187 mila euro.

La donna scomparve da Castellamonte il 13 gennaio 2016 e fu ritrovata il 19 febbraio successivo nella cisterna di una discarica abbandonata nelle campagne di Rivara, a pochi chilometri.
”Per me questa sentenza è falsa, troppo bassa”, ha dichiarato l’anziana mamma della vittima. Il suo legale di parte civile, Stefano Caniglia, ha aggiunto: “L’ergastolo, così come richiesto dal pm, ci sembrava più adeguato”.

 

 

Le notizie del 17 febbraio 2017

Il gup Alessandro Scialabba ha accolto la richiesta di perizia psichiatrica chiesta dai suoi legali per Gabriele Defilippi, 23 anni, reo confesso dell’omicidio della sua ex insegnante Gloria Rosboch. È quanto emerso nel corso dell’udienza preliminare del processo in cui è imputato con l’amante, Roberto Obert, e la madre, Caterina Abbattista, quest’ultima accusata di omicidio in concorso.

L’indignazione del padre della vittima

“L’hanno ammazzata due volte”, commenta l’anziano padre di Gloria Rosboch, Ettore (nella foto sopra). Ad accompagnarlo in tribunale l’avvocato Stefano Caniglia, che ha preferito non commentare la decisione del gup di accogliere la richiesta di perizia, che allunga i tempi del processo.

Rito abbreviato per l’amante

Il gup ha accolto la richiesta di rito abbreviato avanzata dai legali di Roberto Obert (sopra), complice di Defilippi e suo amante all’epoca del delitto. Momenti di tensione all’uscita dal tribunale di Caterina Abbattista, madre di Defilippi, accusata di concorso in omicidio. “Sei una assassina, come tuo figlio”, le hanno urlato alcune persone.

Delitto Rosboch: processo agli assassini della prof gettata in discarica per 187.000 euro, le notizie del 10 febbraio 2017

È iniziato oggi, venerdì 10 febbraio, in tribunale a Ivrea il processo per l’omicidio Gloria Rosboch. Davanti al gup Alessandro Scialabba si sono presentati questa mattina Gabriele Defilippi (nella foto sotto), 22 anni, e Roberto Obert, 55 anni di Forno Canavese, rei confessi del delitto. Con loro anche Caterina Abbattista, 49 anni di Gassino, madre di Defilippi, a processo per concorso in omicidio, ed Efisia Rossignoli, 49 anni di San Giorgio Canavese, accusata di truffa.

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Un anno fa il delitto

Presenti in aula i genitori di Gloria Rosboch, la mamma Marisa Mores e il papà Ettore. Gloria Rosboch, insegnante di Castellamonte di 49 anni, fu uccisa nei boschi di Rivara, nel Torinese, il 13 gennaio 2016. Il suo corpo venne ritrovato in una discarica della zona soltanto alcuni giorni dopo. La donna aveva denunciato Defilippi, suo ex allievo, per truffa: gli aveva consegnato 187 mila euro per un fantomatico investimento e in cambio della promessa, mai mantenuta, di una vita insieme.

Svolta nel delitto Rosboch: trovata pistola usata per sequestrare la professoressa, le notizie del 20 luglio 2016

Svolta nel delitto di Gloria Rosboch: la pistola dell’omicidio commesso lo scorso 13 gennaio è stata ritrovata a Barbania, a pochi chilometri dal pozzo dov’era stato gettato il corpo della professoressa. Secondo gli inquirenti, l’arma appartiene a Gabriele Defilippi, 21 anni, reo confesso, e sarebbe quella usata per costringere la docente a seguirlo prima di essere strangolata.

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La collaborazione del complice Obert

A contribuire al ritrovamento è stato Roberto Obert, ritenuto complice di Defilippi, che ha partecipato al sopralluogo dopo essere stato prelevato dal carcere di Ivrea. Inoltre si ritiene che quella pistola possa c’entrare anche con l’omicidio di Pierpaolo Pomatto (nella foto sopra), giustiziato sempre a gennaio nelle campagne di Vesignano.

 

Indagini su altre 13 persone: spunta un giro di pedofili e spacciatori, le notizie 4 maggio 2016

 

I 187.000 euro di Gloria Rosboch ancora non si trova, ma si allarga l’inchiesta intorno all’omicidio della professoressa di 49 anni uccisa il 13 gennaio scorso a Castellamonte, in provincia di Torino. Dopo gli interrogatori di Gabriele Defilippi, 22 anni, e Roberto Obert, 53, l’ipotesi – secondo il settimanale Giallo – ci sarebbe un giro che comprende almeno 13 persone. Giro di pedofili, spacciatori, truffatori e usurai. A breve dovrebbero iniziare nuovi interrogatori e non è escluso che l’elenco degli indagati si allunghi.

 

La pista del turismo sessuale: “Obert in Thailandia con bambini”, le notizie del 14 aprile 2016

 

Delitto della professoressa Gloria Rosboch: ieri un faccia a faccia di 7 ore e mezzo che potrebbe essere decisivo, tra i due ex complici, anche amanti, poi diventati fieri avversa. Il confronto è stato videoregistrato. C’erano il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, i legali della difesa, Pierfranco Bertolino per Gabriele Defilippi e Celere Spaziante per Roberto Obert. Per la parte civile c’era l’avvocato Stefano Caniglia mentre l’ingegnere Fabrizio Vinardi, nominato consulente, non ha seguito l’atto giudiziario.

Drammatico scontro davanti al Procuratore

Lo scontro fra i due sarebbe stato drammatico, fino quasi a sfiorare la violenza. “Tira fuori i soldi di Gloria”, ha gridato Gabriele Defilippi (nella foto sopra). E Roberto Obert (nell’immagine sotto), ribattendo con un “stai mentendo, te li sei spesi tutti tu, io non ho mai visto un soldo”, gli ha risposto: “Bugiardo. Tua madre non doveva metterti al mondo”.

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“Mi chiamavi Gabriella”

Il faccia a faccia nella Procura di Ivrea è iniziato alle 10. Alle 14 era ancora in alto mare. Nella ripresa i toni non sono stati meno drammatici. “Ah, non vuoi dire che mi hai soggiogato tu da quando sono piccolo. E dillo come mi chiamavi quando mi violentavi. Mi chiamavi Gabriella, avevo solo 15 anni”, ha urlato Gabriele a Roberto che l’ha accusato di mentire.

“Mai avuti rapporti con Gabriele”

I due si sono seduti a 20 centimetri di distanza. Non hanno nascosto le vicende del passato, quando Obert era l’amante segreto di Gabriele. Obert ha negato di avere avuto rapporti sessuali con Gabriele quando era minorenne, ma De Filippi gli ha ricordato molti particolari. Il confronto è proseguito ancora a lungo nel pomeriggio.

“Non sapevo fosse minorenne”

Obert nega rapporti sessuali anche con altri minorenni e allora Gabriele sbotta: “Ah si? E X che abitava a Y non te lo ricordi più?”. Obert dice: “Ma davvero era minorenne? Sapevo di no, lo avevo contattato su una chat”. X probabilmente sarà sentito presto.

Turismo sessuale e droga

E a un certo punto si parla di foto che Obert avrebbe mostrato a Gabriele. Sono di viaggi in Thailandia in cui compaiono bambini o ragazzini e qui si profila l’apertura di una nuova inchiesta mentre si parla di droga, tanta, di tutti i tipi, cocaina, crack, popper, hashish e marijuana. “Eravano strafatti”, dice Defilippi riferendosi alla in cui Gloria scompare, l’11 gennaio.

Una quarta indagata

C’è una quarta indagata – l’accusa è di concorso in omicidio – nella vicenda di Gloria Rosboch, la professoressa di 49 anni uccisa dopo che le erano stati sottratti 187.000 euro. È Efisia Rossignoli (nella foto sotto), la donna che avrebbe chiamato Gloria dicendo di chiamarsi di cognome De Martino e fingendosi direttrice di banca. Lo scopo: convincere l’insegnante a fare l'”investimento” che poi le farebbe stato fatale.

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Tredici telefonate il giorno della scomparsa

La quarta indagata, rispetto a Gabriele De Filippi, Robert Obert e la madre di De Filippi, Caterina Abbattista, rimane a piede libero. Per lei l’accusa è di concorso in omicidio. A suo carico anche le 13 telefonate che il 13 gennaio 2016, il giorno in cui Gloria scomparve, fece a Gabriele, il quale rispose solo a una chiamata.

 

“Gabriele giocava anche 1.500 euro a puntata”, le notizie del 25 febbraio 2016

 

Sempre nuove facce emergono per il più giovane degli imputati del caso Rosboch.

“Gabriele ha attirato la mia attenzione perché giocava esattamente quattro volte la mia puntata ogni giro di pallina. Per essere un ragazzo così giovane era una cifra molto importante, giocava ogni giro dai 1.500 ai 2.500 euro. A fine serata erano migliaia di euro”: lo ha detto, in un’intervista esclusiva rilasciata a Mattino 5, un compagno di gioco di Gabriele De Filippi, detenuto in carcere e accusato, insieme a Roberto Obert, dell’omicidio di Gloria Rosboch, l’insegnante 49enne scomparsa il 13 gennaio e ritrovata morta in un pozzo a Rivara, in provincia di Torino, il 19 febbraio scorso.

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“Era un giocatore compulsivo”

“Era un giocatore molto importante, altrimenti non mi avrebbe mai affascinato questo tipo di personaggio. Una sera d’agosto – continua l’uomo – vinse 15.000 euro ma, non sono in grado di dire se li rigiocò tutti. Aveva un gioco molto compulsivo, si spostava di volta in volta da tavolo a tavolo.

Era sempre elegantissimo nel modo di vestire e aveva una raffinatezza linguistica incredibile. Si capiva che non aveva voglia d’interagire con me, probabilmente pensava che io lo monitorassi ma in realtà ero solo affascinato dalla sua mole di gioco. Era molto riservato e attento a non raccontarmi niente del suo lavoro tanto che, quando una sera cercai di invitarlo a cena, lui mi disse che faceva l’imprenditore, ma notai che non era assolutamente interessato ad affrontare l’argomento. Era molto freddo, molto lucido e poco comunicativo”.

 

Identificata la donna che si fece passare per una bancaria
Gli inquirenti di Ivrea avrebbero identificato la donna che 2 anni fa telefonò a Gloria Rosboch fingendosi la direttrice di una banca per offrirle “affidare” alla sua filiale di San Giusto Canavese (Torino) i risparmi dell’insegnante assassinata. Si sarebbe presentata come la “dottoressa De Martino”, ma in realtà sarebbe stata un’altra amante di Gabriele Defilippi. Secondo fonti investigative, la donna ha circa 40 anni, è spostata e risiede a a Castellamonte. Finora Defilippi aveva sostenuto di averla fatta personalmente quella chiamata usando “un timbro di voce acutizzato”.

Prof strangolata, Defilippi tenta il suicidio: “Ha fortissimi disturbi”

Intanto in carcere Gabriele Defilippi (nella foto sopra), dopo il tentato suicidio, ha detto di essere disposto a sottoporsi alla perizia psichiatrica, affidata al dottor Enzo Villari, primario di psichiatria dell’ospedale delle Molinette di Torino, ma al suo avvocato, Pierfranco Bertolino, ha detto anche: “Voglio solo morire”. Il legale, dal canto suo, ha aggiunto: “Il mio assistito ha fortissimi disturbi della personalità, già riscontrati nel periodo dell’adolescenza e mai curati. Ha sintomi precisi di una sofferenza psichica già ben connotata”.

 

È caccia ai soldi dell’insegnante

Si cercano i 187.000 euro che Gloria Rosboch, l’insegnante di 49 anni strangolata, a Gabriele Defilippi. Ma al momento, nonostante gli accertamenti dei carabinieri del comando provinciale di Torino, coordinati dal procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando, non ce n’è ancora traccia. Intanto si sono svolti i funerali della donna. “Una vita non può essere stroncata perché un altro essere umano si è arrogato il diritto inesistente di togliergli la vita”, ha detto don Angelo Bianchi, arciprete di Castellamonte.

Il sacerdote: “Il gesto di un folle pericoloso”

“Solo un criminale, un pericoloso folle, può compiere un tale gesto. Un folle che deve essere fermato, perché le sue mani omicide non possano distruggere altre vite”, ha aggiunto il sacerdote che invita i genitori di Gloria, Ettore e Marisa, comunque a perdonare. “Non perché loro meritano il perdono, ma perché voi meritate la pace”.

Il padre: “Maledetto criminale”

“È stata uccisa da un demonio”, si è detto nella cerimonia funebre della vittima ed Ettore Rosboch ha aggiunto, davanti al loculo dove è stata tumulata la salma: “Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato. Tutti tranne quel criminale, quel maledetto che ti ha messa qua. Sono 40 giorni che ingoio e ingoio”.

 

Oggi i funerali della prof strangolata, il complice di Defilippi: “Ero il suo servo”, le notizie del 24 febbraio 2016

 

Mentre si celebrano i funerali di Gloria Roisboch, insegnante di Castellamonte assassinata, fissati per oggi, mercoledì 24 febbraio, continuano a emergere dettagli sulla vicenda che ha portato all’arresto di Gabriele Defilippi, 22 anni, della madre Caterina Abbattista e di Roberto Obert (nella foto sotto), il cinquantaquattrenne di Forno Canavese infatuato del giovane. “Mi comportavo come un servo, sia perché affascinato sia impaurito”, ha detto l’uomo al gip di Ivrea durante l’udienza di convalida dello scorso 22 febbraio.

 

“Gabriele era molto suadente, potrei dire che ero invaghito di lui”, ha detto ancora Obert del giovane (nell’immagine sotto). “È stato lui a prendere l’iniziativa, devo confessare che ero fortemente attratto da lui. Ha una personalità molto forte, al di là della sua età. Non ricordo esattamente come sia iniziata, so per certo che è stato lui a prendere l’iniziativa quando lui ha capito che io ero attratto fisicamente da lui”.

 

Un rapporto fatto di avvicinamenti, sparizioni e riavvicinamenti. Nel dicembre 2015 il ragazzo lo cerca chiamando la madre, che gli dice che “che era un periodo che era molto nervoso” e poi a gennaio ricompare per risolvere “il contesto Gloria”, come ha definito la vicenda Defilippi. “Ci siamo reincontrati all’inizio di gennaio del 2016 a Castellamonte e lui era di nuovo tutto gentile. Mi riferì che aveva i suoi problemi, in particolare che una donna di Castellamonte lo aveva denunciato perché le avrebbe preso 187.000 euro”.

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“Ricordo che all’inizio della nostra relazione”, prosegue Obert, “mi agganciò chiedendomi una somma di denaro di 200.000 euro che gli servivano per un affare. Avendo io capito che qualcosa nel discorso non andava, e anche per il fatto che non avevo soldi, non acconsentii”. Però acconsentirebbe a risolvere il “contesto” fornendogli, tra l’altro, le auto usato il giorno del delitto, accompagnando il giovane a prendere Gloria e ad aiutarlo a portare il corpo di Gloria a Rivara, dov’è stata gettata in un pozzo.

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Infine la Marzia Lachello ha smentito di aver avuto una relazione con Gabriele Defilippi, ma di avergli solo fornito ascolto quando ne aveva bisogno. Intanto nella vicenda sembra profilarsi anche la figura di una terza donna, una ventenne marocchina, Sofia Sabhou (nella foto sopra), che secondo il racconto del padre di lei sarebbe stata stregata dal giovane. “Due anni fa mia figlia me lo portò a casa per presentarmelo”, ha detto al quotidiano La Stampa. “Passai con lui tre ore. L’impressione fu pessima. Pensai: ‘Questo è un truffatore’. I miei non erano troppo convinti. Adesso mi danno ragione”. E difende la figlia: “Lei non c’entra”, sarebbe stata in Marocco il giorno dell’omicidio.

 

Prof strangolata, Defilippi: “Gloria gettata ancora viva in acqua”, le notizie del 23 febbraio 2016

“Gloria era ancora viva e si lamentava quando io e Obert l’abbiamo gettata nell’acqua. Dopo averla uccisa abbiamo raccolto in un sacco tutte le sue cose e siamo andati a gettarle in giro per Torino”. Sono alcuni passaggi dell’ordinanza del gip che ieri, 22 febbraio, ha convalidato gli arresti per i sospettati dell’omicidio di Gloria Rosboch.

Il difensore: “Valutare l’aspetto psichiatrico”

“Sta venendo alla luce l’intera vicenda, che è una vicenda tragica”, ha detto il legale Pierfranco Bertolino (nella foto sotto), che difende Gabriele Defilippi e la madre, Caterina Abbattista (accusato insieme a loro c’è anche Roberto Obert). Per l’avvocato va “valutato l’aspetto psichiatrico” anche alla luce del fatto che Gabriele, 22 anni ed ex allievo della vittima, “aveva tremila profili (sui social network, ndr), quattromila personalità, c’è qualcosa che non torna”.

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Il procuratore: “Un giovane gelido e disumano”

In base alle ultime informazioni, Defilippi non avrebbe circuito solo Gloria e un’altra insegnante, ma avrebbe adescato sui social diverse donne, le avrebbe fotografate in momenti di intimità e poi avrebbe tentato di ricattarle. Per questo il procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando avrebbe definito il giovane “gelido e disumano”. Nei prossimi giorni l’avvocato Bertolino contatterà un perito perché proceda a una valutazione psichiatrica di parte.

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Anche la maestra salita sul palco di Sanremo fra le vittime

Intanto dalle indagini continuano ad emergere particolari inquietanti. Gli inquirenti scoprono nuove “imprese” del giovane ventiduenne.

Da quanto si apprende dalle agenzie, infatti, nel mirino di Gabrielle Defilippi, sarebbe finita la maestra Marzia Lachello (nella foto), salita alla ribalta mediatica per la sua presenza all’edizione del 2016 del Festival di Sanremo per accompagnare gli alunni della scuola più piccola d’Italia che si trova a Ceresole Reale (nell’immagine sotto con Carlo Conti). Davvero incredibile.

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La storia raccontata con l’ok dell’avvocato di Marzia

La sua storia è stata raccontata d’accordo con l’avvocato, Paolo Campanale, per evitare il proliferare di versioni diffamatorie. È quella di Marzia Lachello che con Gabriele Defilippi ebbe una relazione che la fece finire all’ospedale. Affidata al quotidiano La stampa, la ricostruzione della vicenda è da inquadrare, come spiega Campanile, “nel contesto di un matrimonio agli sgoccioli”. Perché Marzia, quando incontra Defilippi, è sposata e lui non sembra farsene un problema.

“Non dire niente a tuo marito”

Di problemi non se ne fa al punto che, su Facebook, pubblica una foto del compleanno della maestra con un riferimento al loro rapporto. Il matrimonio di lei salta e viene accolta a casa di Defilippi, a Castellamonte, dove c’è la madre, Caterina Abbattista, che suggerisce a Marzia “di non dire niente al marito” quando lei si ritrova al pronto soccorso per problemi di anoressia a causa della difficile convivenza con il figlio.

Il messaggio prima dell’arresto

In questo frangente della storia non sembrano esserci di mezzo soldi, almeno non dell’importo che ha portato all’omicidio di Gloria Rosboch. Ma c’è una presenza costante del giovane che, 2 giorni prima di essere arrestato, scrive a Marzia un messaggio via Whatsapp. Stavolta sembra pacato: “Scusami se ti disturbo, leggo dai giornali che ti avrei preso migliaia di euro e pure l’auto. Mi spiace che tu venga coinvolta in questa storia orribile. Io sono da tre settimane su 4 canali nazionali tv e su tutti i media, mi stanno massacrando”.

L’avvocato: “Non le ha rubato nulla”

Lei gli risponde che no, nel loro caso di raggiri e truffe non ce ne sono stati e si duole delle notizie infondate che si stanno diffondendo a suo carico. Sulla vicenda è intervenuto anche Pierfranco Bertolino, l’avvocato di Defilippi: “Mi aveva parlato di Marzia, sempre con rispetto, come se avesse una specie di rimpianto di un tempo in cui aveva una vita affettiva normale. Aveva ribadito che non aveva rubato nulla”.

 

Prof strangolata: i due arrestati si accusano a vicenda, le notizie del 20 febbraio 2016

L’ex allievo della professoressa trovata morta ieri in un fosso poco lontano da casa sua la notte scorsa ha confessato. Ma i due arrestati si accusano a vicenda. Per l’assassinio di Gloria Rosboch, l’insegnante scomparsa da casa a Ivrea il 13 gennaio scorso e trovata morta ieri in una cisterna nel Canavese, i due principali imputati, l’ex allievo Gabriele Defilippi, e l’amico-amante Roberto Obert, si accusano a vicenda.

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Lo ha detto il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando (nella foto qui sopra). “Abbiamo due confessioni con ruoli ribaltati. Obert ha detto che a strangolare la professoressa Rosboch è stato Defilippi, ma quest’ultimo ha rilasciato delle dichiarazioni di verso opposto. Entrambi, però, sono collocati con certezza sulla scena dell’omicidio”.

Entrambi ora sono accusati di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Nega ancora, invece, ualsiasi coinvolgimento nell’assassinio,  Caterina Abbattista, la madre di Gabriele anche lei fermata nella serata di ieri.

Defilippi ammette il delitto dopo la mezzanotte

Alle due il suo interrogatorio di Gabriele Defilippi, 22 anni, davanti al procuratore capo Giuseppe Ferrando, al comandante provinciale Arturo Guarino e al colonnello Domenico Mascoli del nucleo investigativo, si concldue con un’ammissione.

 

L’ammisisone alle due di notte

Difeso dall’avvocato Pierfranco Bertolino, l’ex allievo ammette di aver strangolata la professoressa in auto. Poi il corpo della donna, su suggerimento di Roberto Obert (fermato anche lui), è stato portato a Rivara vicino a una discarica abusiva ed è stata gettato nella vasca di scolo a cui si accede sollevando un pesante tombino.

“È una vicenda dolorosa, il mio cliente  ha confessato” ha solo commentato Bertolino. Il difensore ora valuterà se chiedere una perizia psichiatrica che accerti le condizioni del suo cliente.

Ancora da chiarire il ruolo della madre di Defilippi, fermata anche lei.

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La svolta è avvenuta ieri

Sono stati almeno in due a uccidere la professoressa Gloria Rosboch. Lo si apprende dalla terribile confessione del complice dell’ex allievo fermato oggi pomeriggio.

“L’abbiamo strangolata in auto e poi gettata via”: ammette Roberto Obert, 54 anni, fermato dai carabinieri per la morte di Gloria Rosboch. Obert, secondo quanto appreso, è amico di Gabriele Defilippi, l’ex allievo dell’insegnante di Castellamonte scomparsa da casa il 13 gennaio e già indagato per una truffa da 187 mila euro ai danni della donna.

 

La prima notizia a La vita in diretta

L’annuncio arriva –  nel pomeriggio di venerdì 19 febbraio – da La vita in diretta di Rai1. Sarebbe stato trovato il corpo della professoressa Gloria Rosboch. È stato fermato Gabriele Defilippi, l’ex allievo di 22 anni, accusato anche di truffa aggravata per la scomparsa di 187.000 euro della professoressa.

Martedì Gabriele era stato interrogato per oltre 5 ore dai carabinieri, insieme alla madre Caterina Abbattista.

L’interrogatorio è stato effettuato dal colonnello Domenico Mascoli, capo del reparto investigativo, mentre il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, seguiva passo a passo l’evoluzione della situazione.

Il fermo è stato confermato dal legale del giovane, Pierfranco Bertolino, che conferma anche il ritrovamento del cadavere della donna, a pochi chilometri dal paese dove abitava.

Il corpo è stato trovato in un fosso nel bosco di Rivara.

 

Fermata anche la madre dello studente

In serata, con l’accusa di concorso in omicidio, è finita in manette anche Caterina Abbattista, la madre di Defilippi, interrogata con lui tre giorni fa in caserma a Torino: è stata lei ad avere l’ultimo incontro, in dicembre, con Gloria Rosboch che le chiedeva conto dei soldi che le aveva sottratto Gabriele, e a cercare di liquidarla con giustificazioni poco convincenti.

La prof voleva andare in Costa Azzurra

Voleva andare a vivere sulla Costa Azzurra con il suo compagno, un ex allievo di quasi 30 anni più giovane. Ma Gloria Rosboch, 49 anni, insegnante precaria all’istituto Cresto che viveva a Castellamonte, in provincia di Torino, è scomparsa nel nulla dallo scorso 13 gennaio e con lei i 187.000 euro che aveva prelevato in banca per darli a lui. Di lei, infatti, in 3 settimane, di notizie non ce ne sono più state. E la procura di Ivrea non esclude che sia stata assassinata.

“Donna riservata e insegnante inflessibile”

Fino alla sua sparizione, la vita di Gloria era stata assolutamente normale. “Io la vedevo sempre e solo con i suoi genitori”, ha detto un collega in un’intervista televisiva. Altri hanno aggiunto: “Era una donna schiva, timida, eppure severissima a scuola”, “era molto abitudinaria, con i suoi orari precisi e i suoi abiti tutti uguali in fondo, e il suo ordine meticoloso”.

L’abbigliamento al momento della scomparsa

E anche l’abbigliamento non attirava l’attenzione. Così era accaduto anche il giorno della scomparsa, quando la donna indossava una giacca a quadretti bianchi e neri con il collo di pelliccia e un foulard azzurro, pantaloni neri e una borsa da lavoro blu. Un’esistenza senza sorprese, dunque, fino all’amore con un ex allievo di 21 anni a cui aveva dato quei 187.000 euro per un presunto investimento in Costa Azzurra.

L’ex allievo ha un alibi, controlli anche su 2 amici

Altri sono gli elementi di preoccupazione. La madre di Gloria Rosboch spiega, riferito alle confidenze della figlia sul giovane che frequentava: “Ci aveva detto che aveva sempre una pistola nel cruscotto dell’auto. Quando io e mio marito gli abbiamo chiesto se fosse vero ci ha detto di sì”. Dopo la scomparsa della donna, i carabinieri hanno verificato il suo alibi e i suoi spostamenti in base ai tabulati telefonici e pare che fosse lontano da Castellamonte. Ma nel novero dei potenziali sospetti ci sarebbero anche due amici, un uomo e una donna, che l’avevano convinta a far loro un “regalo”.

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