La mamma di Nicolina: “L’avevo detto che il bastardo era armato”

“Dov’erano i nonni mentre mia figlia moriva? Ora denuncerò tutti, perderanno l’affido”, dice come una furia Donatella Rago, dopo aver visto sua figlia stesa all’obitorio. Nicolina, e l’altro fratello più piccolo, erano stati affidati ai nonni materni, mentre la madre si era trasferita in Toscana.

“Avevo chiesto che venissero con me…”
Poi Donatella spiega una cosa che finora non era chiara: “Avevo chiesto ai miei figli di venire con me a Viareggio dove mi sono trasferita per lavoro, per dare loro un futuro migliore – spiega la donna – ma non hanno voluto seguirmi perché qui avevano la scuola e le loro amicizie. Avevano detto che non sarebbe successo nulla”.

“Il bastardo era armato”

Qualche giorno prima dell’omicidio, Donatella dichiara di aver avvisato i suoi genitori, invitandoli a stare attenti. “Qualcuno – racconta la mamma di Nicolina – mi ha telefonato per dirmi che il “bastardo” (il suo ex compagno) era stato visto nei dintorni di casa mia”, ma «mio padre mi ha detto che era al bar con gli amici”. E poi, aggiunge Donatella, “ha chiamato il padre di Nicolina dicendogli di non farmi telefonare più”.

“Volevo che fossero trasferiti”

“Volevo che i miei figli fossero trasferiti altrove, fuori dal paese. Ma l’assistente sociale mi diceva sempre che non c’era posto più sicuro di casa dei nonni: si è visto com’è andata a finire”, conclude sconsolata Donatella Rago.

 

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