Netflix scalda i motori: “La tv generalista? Non ci spaventa, sparirà”

Il primo mese è gratis così si prova, si verifica se l’offerta piace davvero e solo allora ci si abbona a uno dei profili previsti (e confermati): 7,99 euro per la qualità standard su un solo dispositivo, 8,99 euro per il full hd su due dispositivi e 11,99 euro per la qualità top e su quattro piattaforme hardware. È l’offerta Netflix alla vigilia dello sbarco di Italia, fissato a ottobre, che parte con la campagna promozionale al motto di “Tesoro, sono a casa”.

Le partnership con gli operatori mobili

È recentissima poi la notizia in base alla quale anche Vodafone salta sul carro made in Italy della web tv americana, dopo l’accordo con Tim per trasmettere anche su Timvision. Ieri il gestore telefonico, infatti, ha annunciato prossime offerte per l’acquisto di servizi 4G e su fibra all’interno delle quali sarà compreso anche l’accesso a Netflix.

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“La concorrenza non ci spaventa”

I vertici della società americana che sta conquistando il mondo con fiction, film, documentari e format per i più giovani (niente sport, news, dirette e talk show) sono poco preoccupati dai progetti dei network tradizionali per contenere la barricata dell’on demand via Internet. “La la tv generalista è morta e sparirà in pochi anni”, afferma Reed Hastings, guru di Netflix (nella foto sopra). E anche la pubblicità per quei circuiti, secondo lui, non sta tanto bene perché tempo 20 anni e si volatilizzerà. Del resto, ha fiducia nella sua azienda, il manager, che aggiunge: “Costiamo molto meno di Sky e Mediaset. La concorrenza non ci spaventa”.

I dipendenti: “Meglio se vanno in vacanza spesso”

Una delle chiavi del successo? Puntare sui dipendenti lasciando libera non solo la loro creatività, ma anche un pezzo abbondante della loro vita. Dopo i congedi parentali anche ai papà fino a un anno e a stipendio pieno, c’è anche il discorso del comfort sul posto di lavoro: luoghi ricreativi, cucine con vasetti di Nutella sempre presenti, spazi collettivi perché ognuno scriva la propria idea che sarà comunque sempre vagliata. “Ognuno prende le ferie che vuole, non c’è un tetto. Desidero che i miei impiegati si impegnino non per ubbidire al loro capo, ma perché ci tengono. Io, poi, do il buon esempio e prendo spesso vacanze. Sono appena tornato da Maiorca”, commenta ancora Hastings.

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