Roma, stuprò una tassista: rinviato a giudizio l’aggressore

Inizierà il prosimo 6 ottobre davanti alla quinta sezione penale del tribunale di Roma il processo contro Simone Borgese, accusato di violenza sessuale aggravata, lesioni e rapina ai danni a una tassista. Lo ha deciso oggi il gup in base alla ricostruzione di quanto successe lo scorso 8 maggio nella zona di Ponte Galeria, alle porte della Capitale, dove l’uomo si era fatto condutte dalla sua vittima.

Arrestatim aveva confessato nel giro di breve

Ha confessato nel giro di poche ore sera il trentenne romano accusato di aver violentato e rapinato la tassista del 3570 di Roma. L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità al termine di lungo interrogatorio davanti agli inquirenti della Squadra mobile e al pm Eugenio Albamonte. L’uomo – che è stato trovato a casa dei nonni – è stato quindi portato in carcere con le accuse di rapina, lesioni e violenza sessuale aggravata.

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Chi è l’aggressore

Si chiama Simone Borgese, ha 30 anni e precedenti per furto. È separato e ha una figlia di 7 anni. Lavora come cameriere a chiamata. È stato riconosciuto dalla tassista vittima dlela sua violenza. Intanto sono state diffuse le foto dalla sua pagina Facebook (alcune sono quelle che vedete).

Aveva detto: “È stato un raptus”

“È stato un raptus”, avrebbe detto. Bloccato dagli agenti della Squadra Mobile in zona Pineta Sacchetti, ha fornito un racconto dettagliato dei fatti. È parso prostrato ma lucido.     Al violentatore gli agenti della Mobile diretta da Luigi Silipo erano arrivati grazie all’identikit fornito dalla vittima.

Il trentenne, fermato nel pomeriggio, ha dei precedenti specifici per alcuni dei reati: è stato sottoposto in incidente probatorio a esami che lo hanno inchiodato. Alcune colleghe della tassista hanno manifestatodavanti alla Questura romana.

 

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Fermato nel pomeriggio

Un uomo è stato fermato, a Roma, per la tassista dello 06/3570 violentana e rapinata venerdì scorso. Si tratta di un romano di 30 anni. La caccia all’uomo durava da due giorni. È stato subito portato in questura, dove verrà sentito dagli inquirenti e dai magistrati che stanno lavorando al caso. La donna era stata aggredita e violentata da un suo cliente che si era fatto accompagnare in una strada di campagna alle porte della città.

L’indagine è stata affidata al procuratore Maria Monteleone e al sostituto Eugenio Albamonte. Al momento i reati ipotizzati, nell’indagine già aperta contro ignoti, sono quelli di violenza sessuale, rapina e lesioni.

Ieri era stato diffuso un identikit dlel’aggressore della tassista di 43 ann, che aveva subito denunciato la violenza e la rapina subita.

 

L’identikit diffuso ieri

Maschio, italiano, età 25-30 anni, altezza 165/70 centimetri, corporatura magra, capelli corti scuri mossi, viso pentagonale, occhi piccoli scuri, sopracciglia sottili, naso medio, bocca media e labbra sottili, carnagione chiara, vestito con camicia jeans, pantaloni scuri, scarpe da ginnastica scure: è  l’identikit tracciato dagli agenti della Polizia di Stato dell’uomo che venerdì mattina all’alba, dopo essere salito a bordo di un taxi nella zona dell’Aurelio, condotto da una donna, si è fatto accompagnare in una strada isolata e dopo aver percosso la tassista ha abusato di lei sessualmente, rapinandola anche dei soldi.

Il ritratto dell’uomo, effettuato dagli agenti della Polizia Scientifica della Questura di Roma, è stato realizzato grazie alle descrizioni fornite dalla vittima in sede di denuncia. L’appello della Polizia è indirizzato a chiunque possa fornire elementi utili per il riconoscimento della persona ritratta nell’identikit, che può riferire direttamente componendo il numero di pronto intervento del 113.

 

 

Continua la caccia all’aggressore

È ancora in corso, infatti, senza risultati, la caccia all’aggressore della tassista romana di 43 anni picchiata, violentata e rapinata da un cliente ieri in una stradina isolata di Ponte Galeria, all’estrema periferia di Roma.

Ieri mattina gli agenti della Squadra Mobile hanno effettuato un nuovo sopralluogo assieme alla vittima per ricostruire nel dettaglio come si sono svolti i fatti. Al vaglio anche le registrazioni delle telecamere della zona che potrebbe aver impresso l’aggressore mentre prendeva il taxi o durante il tragitto.

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