Novartis: sì al Jobs Act, ma senza cancellare l’articolo 18

Chi l’ha detto che il contratto a tutele crescenti per i neoassunti, cardine del Jobs Act, cozza con l’articolo 18? In molti, per la verità, ma c’è un’industria farmacautica, la Novartis, che la pensa diversamente e che ha creato una specie di “ibrido” per 35 nuovi dipendenti assorbiti nella sede di Origgio (Varese) e provenienti da altre società del gruppo. L’accordo è stato formalizzato insieme ai sindacati nei giorni scorsi e, come dice all’Adnkronos Ermanno Donghi, segretario della Filtcem Cgil, “sono figure professionali specializzate di cui l’azienda aveva bisogno, ma con la cessione c’era il rischio che, pur lavorando da tempo e avendo acquisito importanti competenze, gli si applicasse il nuovo tipo di contratto. Ma nell’accordo abbiamo condiviso che l’azienda non applicherà le nuove norme sul licenziamento”.

“Anche altre aziende potrebbero fare lo stesso”

Secondo quanto spiega ancora il sindacalista, “il principio che sta iniziando a passare è quindi quello di trovare una forma ‘alternativa’: sì al contratto a tutele crescenti, ma sì anche alla tutela attiva di lavoratori professionalizzati. Questo sarà un elemento importante che penso sarà applicato anche da altre aziende con particolare sensibilità: sui rinnovi contrattuali del settore credo che sia un tema da mettere agli atti, per costruire una nuova storia”.

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