Poletti: “Troppi 3 mesi di vacanza a scuola, i ragazzi lavorino”

Dopo le ferie dei magistrati, già tagliate, ora si passa alle vacanze degli insegnanti e degli studenti. Che, secondo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, sarebbero troppe. “Un mese di vacanza, un mese e mezzo va bene”, ha detto intervenendo a un convegno a Firenze sui fondi sociali europei, “ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe fare formazione. È una discussione che va affrontata”.

“Riconsiderare tema impiego e formazione”

Lo scopo del ministro sarebbe quello di “garantire una formazione” e quindi “è una cosa che vale la pena di fare”. Nel presentare la sua idea, parte dell’esperienza familiare: “I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali, non sono straordinari. Anche noi genitori, la società, dobbiamo riconsiderare il tema del lavoro e le giovani generazioni”. Così, nell’idea di Poletti, un giovane, da giugno a settembre, invece “di stare a spasso per le strade della città va a fare quattro ore di lavoro”.

Il Codacons: “Il ministro conosce i dati sui disoccupati?”

Perplessità vengono espresse dal Codacons che, in una nota, dice: “La riduzione delle vacanze estive degli studenti è possibile se vengono introdotti periodi di breve sospensione delle lezioni durante l’anno scolastico, in modo da compensare i minori giorni di ferie durante l’estate”. Per il presidente Carlo Rienzi, inoltre, “quello che però non convince affatto è il riferimento all’impegno lavorativo per i ragazzi. Ci chiediamo se Poletti sia a conoscenza dei dati sulla disoccupazione giovanile, che in Italia ha raggiunto il 41,2%. Più che spingere gli studenti a lavorare d’estate, il ministro dovrebbe spingere le aziende ad assumere giovani e creare occupazione attraverso provvedimenti specifici”.

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