1992, Tangentopoli non è finita: alle 18 a Bologna si presenta il nuovo libro

Il più grande segreto di Tangentopoli, quello più accuratamente nascosto nelle pieghe del dibattito pubblico, è che Tangentopoli non è mai finita. Ieri sera è partita 1992, la fiction 1992 su Sky, che parla di mazzette, inchieste e fine della prima Repubblica.

Invece oggi alle 18, alla libreria Trame di Bologna (in via Goito 3/C) si presenta il libro “I segreti di Tangentopoli”, appena uscito per Newton Compton, scritto da Antonella Beccaria e Gigi Marcucci. Presenti gli autori.

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A SkyTg24 per spiegare che la corruzione non è mai fermata

Ieri mattina nell’edizione delle 9 di SkyTg24, Marcucci è stato intervistato e ha detto – tra l’altro – che lo sanno anche i sassi che la stagione della corruzione non è finita con l’inchiesta del pool Mani Pulite. Ma è difficile avvertire nella maggioranza delle larghe intese la consapevolezza del problema. L’Italia che a livello internazionale perde punti nella competizione economica, rimane al primo posto per la corruzione attuata e percepita. Non senza motivo, perché gli ingredienti base scoperti dalle indagini del pool Mani Pulite, sono rimasti pressoché intatti.

Evasione fiscale da record

Evasione fiscale da record, il dilagante fenomeno del falso in bilancio (l’Italia, come ha detto l’ex Guardasigilli Giovanni Maria Flick, è il paese di Nerolandia), l’accumulo di provviste extracontabili sono la precondizione dell’economia della corruzione, come dimostrano anche le indagini Mose, Expo, Mafia Capitale. A raccontarlo sono due giornalisti, Antonella Beccaria e Gigi Marcucci, che nel libro “I segreti di Tangentopoli” (Newton Compton, euro 9,90), in questi giorni in libreria, hanno setacciato gli atti giudiziari più recenti, confrontandoli, 23 anni dopo, con quelli emersi dal terremoto di Mani Pulite. I risultati sono sconcertanti.

Berlusconi non sembrava centrale, ma…

La figura di Silvio Berlusconi, ad esempio, quegli anni non era (o meglio, non appariva) centrale dal punto di vista investigativo ma, come dimostrano le ultime sentenze sulla frode fiscale di Mediaset, non c’è stata soluzione di continuità tra le condotte evidenziate nei processi Fininvest-All Iberian, in cui l’ex premier fu assolto, e quelle più recenti, che hanno portato alla sua condanna definitiva. Berlusconi ha fatto leggi e contribuisce, pur da parlamentare dichiarato decaduto, alla loro elaborazione, rimane una figura centrale anche nella costruzione di strategie che, sulla carta, dovrebbero portare l’Italia fuori dal buco nero del malaffare.

Una corruzione molto tenace

La sensazione, al netto di importanti eccezioni, è che in in questo Paese i governi cambino di frequente ma, sul fronte della corruzione, la politica si trasformi solo con estenuante lentezza, tanto da apparire sostanzialmente immutabile. Forse anche perché, come viene ricordato nel libro e come ha sostenuto con lucidità Giuliano Ferrara, il politico considerato affidabile – e quindi cooptato nei gruppi dirigenti . è quello ricattabile, dunque meno trasparente. Forse è questo il vero segreto in grado di spiegare una normativa anti-corruzione (e quelle connesse su prescrizione e falso in bilancio) ferme al palo dal giugno 2014, nonostante gli sforzi di una parte, purtroppo minoritaria, del Parlamento.

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