Berlino: Fabrizia Di Lorenzo è morta nell’attentato, la conferma di Alfano

Fabrizia Di Lorenzo è morta. Ora c’è anche la conferma ufficiale del ministro degli Esteri, Angelino Alfano. Del resto fin da ieri sia il padre che la mamma avevano detto che “se lo sentivano” che la loro ragazza non c’era più.

L’attesa si è resa necessaria perché è servito l’esame del Dna. I corpi delle vittime del Tir, infatti, erano ridotti in condizioni tali, che ce n’erano ancora 8 non riconosciuti. Infine è arrivata la conferma di Alfano: “La magistratura tedesca, così come ha comunicato il ministero degli Affari esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai, c’è la certezza che, fra le vittime, c’è l’italiana Fabrizia Di Lorenzo. Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l’immenso dolore”.

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Al cordoglio dei familiari si sono subito uniti il presidente del Consiglio, Gentiloni e quello della Repubblica, Mattarella assieme a tutte le autorità istituzionali. Fa orrore a tutti che la ragazza partita da Sulmona per andare ptima astudiare in Germania con l’Erasmus e poi a lavorare sia morta a 31 anni vittima della barbarie.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, afferma che”Il dolore per la sua morte è grande. Ancora una volta una nostra giovane connazionale rimane, all’estero, vittima della insensata ed esecrabile violenza del terrorismo. Esprimo ai genitori e al fratello di Fabrizia la solidarietà e la vicinanza di tutto il nostro Paese”.

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Necessario l’esame del Dna: le notizie del 21 dicembre

Berlino: 48 ore dopo l’attentato al mercatino di Natale, si può dire che una ragazza italiana è quasi certamente tra le vittime.

Si chiama Fabrizia Di Lorenzo (nella foto in apertura e in basso nel riquadro). Ha 31 anni, vive e lavora da anni nella capitale tedesca. Il padre è impiegato alle poste di Sulmona e questa notte la famiglia – non riuscendo a parlarci – si sarebbe messa in contatto con la Farnesina. La mamma e il fratello sono corsi a Berlino per fare un confronto attraverso l’esame del Dna.

Il cellulare della ragazza è stato trovato sul luogo della strage: un giovane l’ha rinvenuto e consegnato alla polizia.

Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, ha detto che non è esclusa una vittima italiana, pur aggiungendo che si attendono conferme dalla polizia tedesca. Solo dopo la comparazione del profilo genetico verrà ufficializzata un’eventuale notizia negativa.

 

Il padre di Fabrizia: “Ormai ci sono poche speranze

“Abbiamo capito che era finita stanotte all’una e mezza: siamo stati noi a chiamare la Farnesina”, dice affranto il padre di Fabrizia Di Lorenzo, Gaetano, contattato dall’Agenzia Ansa (nella foto in basso la ragazza in un’immagine della sua pagina Facebook). “Ci siamo mossi coi nostri canali, ma da quanto mi dice mio figlio da Berlino, non dovrebbero esserci più dubbi – afferma, trattenendo a stento i singhiozzi – Il corpo è lì con mia moglie in attesa del dna, aspettiamo conferme, ma non mi illudo”.

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Uno o due italiani tra i feriti
Un cittadino italiano è rimasto ferito nell’attentato di Berlino. Lo apprende l’Agenzia Ansa da fonti investigative, secondo cui l’uomo non sarebbe in gravi condizioni e verrà sentito dagli inquirenti. Secondo altre fonti, ci potrebbe essere anche un altro italiano coinvolto nell’attacco al mercatino di Natale. Verifiche sono in corso presso tutti gli ospedali della città.

 

Come a Nizza, nel luglio scorso

Sembra un attentato come quello dell’estate scorsa a Nizza, il 14 luglio scorso. Un camion si è schiantato ieri sera contro un affollato mercatino di Natale a Berlino. I media riportano “diversi morti, almeno 12, e circa 48 feriti”. Il camion ha invaso un marciapiede nei pressi della Chiesa del Ricordo (nella foto sotto), in una zona centralissima.

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Si parla di due persone a bordo del camion: un polacco che è morto per l’impatto del camion, e un pachistano che ha tentato di fuggire ma che è stato raggiunto e arrestato. Il centro di Berlino è blindato e le autorità hanno invitato i berlinesi a stare in casa.

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La chiesa del Ricordo è nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città. Su Twitter la polizia di Berlino parla di “presunto attacco terroristico”, spiegando che gli investigatori sono propensi a credere che il Tir sia stato “deliberatamente lanciato contro la folla”.
“Al momento non voglio usare la parola attentato anche se molti indizi lo indicano”, ha detto il ministro dell’Interno Thomas de Maizière alla tv pubblica Ard.

Arrestato un pachistano di 23 anni

Il quotidiano tedesco Bild online, citando ambienti impegnati nelle indagini, scrive che il presunto attentatore sarebbe un pachistano di 23 anni. La Dpa riporta che, secondo quanto hanno finora ricostruito le autorità, il giovane sarebbe arrivato in Germania nello scorso febbraio attraverso la rotta balcanica.

Secondo quanto riferisce la Zdf, il presunto attentatore avrebbe “abbandonato il Tir dopo l’azione fuggendo in direzione Est”. Ma è stato però individuato e inseguito da alcuni testimoni che hanno avvertito la polizia. L’uomo ha attraversato il Tiergarten, grande parco al centro di Berlino, ed è stato poi bloccato dalla polizia all’altezza della Colonna della vittoria, a poco più di un chilometro di distanza dal luogo della strage.

La polizia: “Ancora armato e a piede libero”

Ma secondo un’ultimora della polizia l’attentatoresarebbe ancora “armato e a piede libero”. E il presidente della polizia di Berlino, Klaus Kandt, ha confermato le indiscrezioni di stampa e ha sottolineato di “non poter dire che l’uomo arrestato ieri sia l’autista” del Tir.

Un’italiana fra i dispersi

Intanto sul luogo dell’attentato è stato trovato il cellulare di un’italiana, che potrebbe essere tra le vittime. Gli appelli si ricnorrono su Facebook, sempre più allarmati perché la donna stamattina non si è presentata al lavoro.

La conferma arriva dall’ambasciatore italiano a Berlino, Pietro Benassi: “Stiamo lavorando – afferma – su una persona e abbiamo motivi di essere preoccupati”. La giovane vive e lavora già da alcuni anni a Berlino. La sua azienda tedesca non conferma nulla su disposizioni della polzia. Ma le autorità invitano chiunque abbia notizie s mettersi in contatto con l’ambasciata italiana a Berlino.

Evidetemente è un invito rivolto a una ristretta cercchia di persone, perché i berlinesi non conoscono neppure il suo nome.

Forse c’è una rivendicazione dell’Isis

L’Isis avrebbe rivendicato l’attacco. La Pmu, la coalizione delle milizie irachene che combattono il califfato, ha letto la rivendicazione su un canale online dell’Isis.

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Il Tir partito dall’Italia per tornare in Polonia

Il camion era partito dall’Italia per fare rientro in Polonia. Secondo il quotidiano inglese Guardian, il mezzo doveva fermarsi a Berlino per consegnare il carico mentre il conducente, cugino del proprietario dell’azienda di trasporti polacca, aveva detto di volersi fermare nella capitale tedesca per la serata.

Ci sono forti sospetti, afferma il Guardian online, che il mezzo sia stato rubato durante il viaggio.
Il Tir è di un’azienda di trasporti di Danzica, che dice di aver perso il contatto con il mezzo attorno alle 16 del pomeriggio. Secondo quanto riportato dalla tv N24, trasportava ponteggi di acciaio dall’Italia e avrebbe dovuto scaricarli stamattina a Berlino. L’azienda di trasporti polacca ha sede a Stettino.

Il mezzo inizialmente era guidato da un polacco
Il proprietario dell’azienda, identificato solo come Ariel Z, è stato intervistato dall’emittente polacca Tvn24 e ha detto che il mezzo era guidato da suo cugino, che aveva intenzione di passare la serata a Berlino. Ha escluso che il suo parente, che guida camion da 15 anni, possa aver provocato lo schianto.

Le prime frammentarie notizie

La chiesa è nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte Ovest della città.

“Secondo informazioni della polizia, presumibilmente è stato compiuto un attentato con un camion”: scrive l’agenzia Dpa, citando un portavoce della polizia.
Secondo la Zdf tedesca, una persona sospettata di essere il guidatore del camion sarebbe stato arrestato. Un’altra persona è ricercata.

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