Stabilità: con la “Carta famiglia” pochi sconti e non per tutti

Fatta la tara, c’è poco da illudersi: quest’anno Babbo Natale non porterà un nuovo bonus per le famiglie italiane. La Legge di stabilità approvata il 22 dicembre si limita a una family card valida per ottenere non meglio specificati “sconti e agevolazioni”, riservata a coloro che rientrano sotto determinate soglie di reddito (non si sa ancora di quanto) e hanno più di tre figli minorenni. Ammessi anche i cittadini stranieri, purché residenti in Italia.

 

MarioSberna2-300x291In attesa del decreto

Poco altro, al momento è dato sapere sulla “carta famiglia”, introdotta con un emendamento dell’ultimo minuto dal deputato Pd Mario Sberna. A definirne i contorni saranno successivi decreti attuativi che verranno varati nel 2016. O almeno si spera, visto che il precedente tentativo di istituire una ‘family card’, che risale al 2007 quando al governo c’era Romano Prodi, rimase sulla carta causa mancato varo dei decreti.

 

Entro marzo i beneficiari

Da definire, per cominciare, è la platea dei reali beneficiari. Nel nostro paese sono circa 1 milione i nuclei con più di tre figli (circa il 5,7% delle famiglie residenti), ma solo chi ha un indice di ricchezza (Isee) sotto una soglia che sarà stabilita “con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per lo sviluppo economico”, potrà entrare in possesso della card. Lo sapremo “entro mesi dall’entrata in vigore della presente legge”, quando il decreto sarà emanato.

 

Sconti su bus, cinema e teatri

Se, modello Isee alla mano, le famiglie avranno accertato di possedere i requisiti per ottenere la card, dovranno richiederla presso il Comune di residenza, che provvederà a erogarla dopo avere attestato lo stato di residenza. Da quel momento la carta avrà validità di due anni. Cosa ne faranno, i titolari? Di certo – salvo modifiche dell’ultim’ora – non potranno usarla per avere gratuitamente pannolini, libri, o per pagare le tasse scolastiche. Con la carta potranno invece godere di “sconti sull’acquisto di beni o servizi ovvero riduzioni tariffarie con i soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all’iniziativa”. I beni e servizi consisteranno in “biglietti famiglia ed abbonamenti famiglia per servizi di trasporto, culturali, sportivi, ludici, turistici ed altro”.

 

Adesione volontaria

Una carta sconto, dunque. Ma che non potrà essere esibita per ottenere in automatico la riduzione di una tariffa o del prezzo del latte. L’adesione all’iniziativa da parte delle aziende sarà volontaria (l’elenco degli esercizi convenzionati sarà pubblicato sul sito Dipartimento delle politiche per la famiglia), così come le modalità (e gli sconti). Difatti, spiega una riga più in basso il testo: “I partner che concederanno sconti o riduzioni maggiori di quelli normalmente praticati sul mercato potranno valorizzare la loro partecipazione all’iniziativa a scopi promozionali e pubblicitari”. In altre parole, aziende pubbliche o private potranno offrire volontariamente sconti o ribassi ai titolari di card in cambio di pubblicità. L’onere delle agevolazioni ricadrà su di loro, nessun rimborso è previsto fino ad ora.

 

I Gruppi di acquisto

In concreto, quindi, a partire dalla metà del prossimo anno le azienda di trasporti pubblici della città, teatri e musei potrebbe attuare riduzioni tariffarie, attraverso l’emissione di “abbonamenti famiglia”. I possessori della family card, dalla loro potranno anche formare “Gruppi di acquisto” locali e nazionali, in sostanza potranno mettersi insieme per comprare direttamente beni di prima necessità dai produttori o esercenti, e ottenere così sconti. Sempre che abbiano il tempo per farlo.

 

 

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto