La mamma di Nicolina col padre della ragazza all’obitorio, poi dai Cc

Donatella Rago, la mamma della quindicenne uccisa a Ischitella, ha fissato in un post su Facebook il suo ultimo commento. È quello che vedete nell’immagine qui sotto con la scritta “Il mio angelo x sempre”.

Ieri per lei è stata una giornata faticosa e intensa. È partita, infatti da Viareggio in treno. Nella città toscana era tornata a vivere da qualche tempo forse anche per sfuggire all’insistenza, alle pressioni e alle minacce dell’ex compagno. Di Paola aveva così rivolto la sua ossessione sui figli di lei. La donna ha raccontato di avere più volte messo in guardia anche i suoi genitori dal rischio che l’uomo facesse del male alla ragazza.

All’obitorio col padre di Nicolina

Donatella Rago, 43 anni, nella foto qui sopra, è arrivata a Foggia in compagnia del padre di Nicolina, Ezio, che fa il custode di bagni pubblici a Viareggio: entrambi sotto choc, si sono trattenuti pochi minuti a piangere sul corpo della figlia.
Poi sono andati alla caserma dei carabinieri, dove la mamma è stata ascoltata e ha ribadito i contenuti delle denunce che più volte aveva presentato contro Di Paola. Il ministero della Giustizia approfondirà la questione per verificare, ha detto il ministro Andrea Orlando, se “ci sia stata sufficiente attenzione nella fase in cui si poteva intervenire preventivamente”.

Le notizie del 21 settembre: la morte di Nicolina

Non ce l’ha fatta Nicolina Pacini, la ragazzina che ieri è stata ferita al volto da un colpo di pistola sparato da Antonio Di Paola, 37 anni, ex compagno di Donatella Rago, la mamma dell’adolescente e coetanea dell’uomo. L’uomo, dopo una fuga nelle campagne circostanti il paese, si è ucciso in serata sparandosi con la stessa arma, una calibro 22. Un omicidio-suicidio segnato dalla follia.

La ragazza – che ieri era in coma farmacologico – è morta poco prima delle 7 di questa mattina per un ennesimo arresto cardiaco.

In basso: il luogo dove la ragazza ieri mattina è stata ferita a morte.

Trovato ieri sera il cadavere dell’assassino

Il cadavere del presunto responsabile del tentato omicidio della ragazza di 15 anni è stato trovato ieri nel tardo pomeriggio nelle campagne della località Callone, in agro di Ischitella.

L’uomo, Antonio Di Paola, 37 anni, si sarebbe tolto la vita con la stessa arma usata stamattina contro la ragazzina. La giovane è stata ferita al volto da un colpo di arma da fuoco sparato a distanza ravvicinata, mentre percorreva la strada per andare a scuola. Le sue condizioni erano disperate.

L’aggressore probabilmente voleva sapere dove fosse la madre e, al rifiuto della giovane, le avrebbe sparato. Di Paola aveva piccoli precedenti penali, era stato denunciato dalla mamma, Donatella Rago (nella foto sotto), un paio di volte, l’ultima un paio di settimane fa.

La denuncia era stata presentata nella regione dove la donna si era trasferita, in Toscana, per le minacce subite dall’uomo. Lo scorso 19 settembre, il giorno prima che Nicolina fosse ferita a morta, la donna aveva scritto su Facebook: “È già passato un mese che ho trovato il coraggio, la forza di uscire da una prigione che non sapevo più se rivedevo il sole, se respiravo, se ero io…. Mah! Oggi finalmente riesco a vivere, a sorridere ed essere me stessa, e questo grazie alla mia grande forza di volontà la mia serenità un po’ alla volta viene fuori. Ti voglio bene ME”. Poi gli spari.

Quando ha saputo che l’aggressore della figlia, proprio il ex, si era suicidato, ha scritto ancora sul social network: “Ditemi che è vero”. Quasi a festeggiare che l’uomo si fosse tolto la vita.

Le ultime parole alla figlia

Un anno addietro l’uomo le puntò un coltello alla gola. “Quattro giorni fa”, ha raccontato ancora Donatella Rago, “mi chiamò un’amica di giù: ‘Dona, l’ho visto alle scuole con un amico’. Oddio, ho detto, questo qui sta programmando qualcosa. Detto, fatto. Non l’ha fatto quel pomeriggio. Lui sapeva che la bimba andava a scuola. Io ci ho anche litigato al telefono con mia figlia: ‘Mi fai stare male! Lui non può, cioè lui deve poter uscire di qui, l’importante è che non viene sotto casa? Nicolina, io mi sto preoccupando, perché so cosa vuole fare… Tu l’hai conosciuto solamente in quell’istante che ti ha puntato un anno fa il coltello allo stomaco’. Lei mi ha detto: ‘Ma cosa vorresti, mi devo segregare in casa?’. E io: ‘No! Allora sai che c’è? Da domani esci, fatti la tua vita, va bene, ciao!’. Lei: ‘Ciao, ok, ciao’. Le ultime parole dette tra me e la mia figliola”.

“Spero che ti ammazzi…”

I nonni della quindicenne sono agricoltori in pensione. “Gente pacifica”, dicono in paese. “Persone – aggiungono – che non hanno mai fatto male a nessuno e che si prendono cura con amore dei propri nipoti”

“Spero che ti ammazzi bastardo lurido. Te la prendi con una ragazza di soli 15 anni, sei un rifiuto umano”: è l’invettiva che la mamma della ragazzina ferita ha lanciato, attraverso Facebook, all’aggressore della ragazzina.

Le notizie di questa mattina

Una ragazza di 15 anni è stata ferita al volto da un colpo di arma da fuoco sparato a distanza ravvicinata da un uomo non ancora identificato – ma, secondo gli inquirenti, ben conosciuto dall’adolescente – mentre la giovane percorreva via Zuppetta, a Ischitella, per andare a scuola. Si dà la caccia all’ex della madre, un uomo di 37 anni, la cui auto è stata torvata poco distante dal luogo del tentato omicidio.

Le condizioni della ragazza sono disperate. È stata trasportata tramite elisoccorso agli ospedali Riuniti di Foggia per essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Ora si trova in coma farmacologico.

A quanto si apprende da fonti investigative l’ex ricercato avrebbe sparato sul volto dlela figlia perché la mamma lo aveva lasciato. Una vendette aberrante, se così fosse.

La mamma: “Avevo denunciato che sarebbe accaduto”

I miei figli – dice la mamma della quindicenne – erano in affidamento ai miei genitori e io ho avvertito che sarebbe successo qualcosa, nessuno mi ha dato retta. Io non c’ero, ma i miei che li avevano in affido dov’erano? Non doveva prendere il pullman visto che c’erano delle denunce in corso, ma dovevano accompagnarla loro a scuola”.

Il messaggio postato su Facebook è chiaro, anche se la vicenda familiare per ora è ancora oscura.

La signora non vive in Puglia.

“L’assistente sociale del Comune di Ischitella – accusa la mamma – che mi aveva assicurata che dai miei stavano benissimo? Complimenti!”.

L’avevo supplicata – aggiunge – “di portarli in un altro posto perché sapevo che sarebbe successo tutto questo. Non mi ha ascoltato, anzi ha detto: ‘Stanno bene dove stanno’. Ora mia figlia è in coma farmacologico. Mio Dio ti prego aiuta la mia unica stella, era l’unica figlia femmina che ho. Ti prego, ti prego, ti prego. Mio Dio! Ascolta la mia preghiera. Sono disperata, lei non c’entrava nulla”.
La donna – di cui ancora si ingorano le generalità – ieri aveva pubblicato su Facebook la foto di tre ragazzi, forse i suoi tre figli, e aveva scritto: “La mia forza, la mia vita, il mio ossigeno: siete tutto quello che ho amori miei”.

La prima pista

Secondo le prime informazioni, l’ipotesi è che l’agguato sia maturato all’interno della cerchia familiare della giovane: i sospetti sono concentrati sull’ex compagno della madre, un uomo di 37 anni che in questo momento è ricercato. Gli investigatori stanno raccogliendo i filmati delle telecamere di sorveglianza.

Raggiunta alle spalle da un uomo

A quanto si è saputo, la ragazza era uscita di casa intorno alle 7,30 e stava attraversando il centro storico del paese per raggiungere la scuola che frequenta. In via Zuppetta è stata raggiunta alle spalle da una persona che poi le ha sparato un colpo di pistola in faccia. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri del comando provinciale di Foggia. La vittima era seguita dai servizi sociali ed era stata affidata ai nonni.

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