Pay tv: i mesi diventano 13, così Sky guadagna 200 milioni in più

Duecento milioni di euro in più ogni anno senza offrire mezzo servizio aggiuntivo. Merito della magia che, attraverso la fatturazione ogni 28 giorni invece che ogni 30, fa crescere da 12 a 13 i mesi che compongono un anno. La cifra, questa volta, riguarda Sky, se nessuno o quasi dei 4,7 milioni di clienti della tv satellitare targata Murdoch esercitasse il diritto di recesso senza penali.

L’esordio con gli operatori di telefonia mobile

Difficile però pensare a un esodo di massa, soprattutto ora che Sky si è portata a casa, per il periodo 2018-2021, i diritti per la Champions League pagandoli l’esorbitante cifra di 800 milioni di euro. A riportare i dati, ricostruendo la “rivoluzione” delle bollette ogni 4 settimane, è Barbara Cataldi sul Fatto Quotidiano. Una “rivoluzione” avviata dagli operatori telefonici mobili, Vodafone, Wind, Fastweb e Tim, che per aumentare gli introiti, l’hanno estesa anche a linee fisse e Adsl.

Il diktat ignorato dell’Acgom

A questo punto si è mossa l’Acgom, l’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni, che fin dal marzo scorso aveva imposto una retromarcia per tutti i servizi non compresi tra quelli mobili. Novanta giorni di tempo per farlo, senza che a tutt’oggi sia accaduto nulla (lo stesso vale per il recupero di Tim della fatturazione trimestrale, che rende più complesso tenere traccia delle singole voci di costo). E così, per adesso, non viene intaccato un incremento degli introiti telefonici dell’8,6%, garantito anche da un ricorso al Tar del Lazio dall’associazione di categoria Asstel.

Nel 2019 anche per le altre utenze?

Le associazioni di consumatori, come Unc, chiedono un nuovo intervento urgente dell’Acgom sul caso Sky. In precedenza, c’era stata la lettera aperta di Strisciarossa.it ripresa da Consumatrici.it. Al momento, però, prese di posizione ufficiali ancora non ce ne sono. E per il futuro, avverte il Fatto Quotidiano, la “rivoluzione” potrebbe estendersi a fornitori di luce elettrica, gas e acqua entro il 2019 grazie ai processi di liberalizzazione del mercato.

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