Elio Fiorucci, l’omelia di don Mazzi: “Vorrei che i suoi angeli colorassero Milano”

Dal fotografo Oliviero Toscani alla vicesindaca di Milano Francesca Balzani. In tanti – con l’esclusione del primo cittadino Giuliano Pisapia, impegnato in un incontro all’Expo fissato da tempo – hanno dato l’addio allo stilista Elio Fiorucci (nella foto sotto), celebrati questa mattina da don Antonio Mazzi nella basilica di San Carlo, in corso Vittorio Emanuele, proprio di fronte alla Galleria Passarella dove nel 1967 aprì il suo primo negozio. E proprio mentre ci si avvicinava alla tumulazione del big della moda, su Change.org è partita una petizione per intitolargli proprio quella galleria.

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“È faticoso parlare di Elio, perché ne hanno parlato tutti, soprattutto è faticoso parlarne per me”, ha detto don Mazzi nella sua omelia. E ha aggiunto: “Milano ha bisogno di angeli, vorrei che gli angeli delle sue magliette si staccassero per volare e ridipingere questa città diventata artificiale. Non era uno stilista ma un poeta, sempre dolce, tenero, abbracciava in un modo meraviglioso. Vorrei ricordarlo così e che fuori da questa porta chi conosce Milano capisca che Milano ha bisogno di poco, un po’ più di tenerezza, un po’ più di colore”.

La carriera dello stilista

È stato un appuntamento importante, quello delle esequie dello stilista morto lunedì scorso a 80 anni appena compiuti che – tra il finire degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 – cambiò il modo di vestire delle ragazze italiane, rendendolo più libero e “alla mano”. Fiorucci è stato trovato privo di vita l’altra mattina dalla sua assistente familiare, nell’abitazione di viale Vittorio Veneto 8, a Milano.

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Cominciò a occuparsi di moda col padre

Nato a Milano, Elio Fiorucci cominciò a occuparsi di moda col padre. Il suo primo negozio, in Galleria Passarella, viene aperto nel 1967. La produzione di abiti inizia nel 1970 (qui sotto una delle sue classiche t-shirt). Ben presto il suo stile “pop” e rivoluzionario ha successo in tutto il mondo: apre negozi a Londra e New York. Dopo un’espansione trentennale, nel 1990 cede l’azienda alla società giapponese Edwin International, mantenendo a Milano il centro di design.

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“Godeva di buona salute”

Lo stilista, secondo quanto riferito dai carabinieri, non rispondeva da ieri al telefono e i familiari hanno dato l’allarme. La salma è già stata messa a disposizione dei parenti.

“Godeva di buona salute”, spiega il suo ufficio stampa, che non esclude che Fiorucci possa essere stato colpito da malore ieri sera o durante la notte.

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