Farmaci, schizza la spesa dei cittadini: +66% rispetto a 5 anni fa

Si abbuffano di farmaci, ma nell’ultimo anno hanno consumato meno antibiotici e meno antidepressivi. È la fotografia annuale dell’Osmed, il rapporto sul consumo di medicinali in Italia.
Nel 2014, si legge nel documento, nel nostro paese si è consumata in media una pillola e mezza al giorno, bimbi inclusi, pari a 1.714 dosi quotidiane di medicinali ogni 1.000 abitanti. La metà dei bimbi e quasi il 90% degli over 74 hanno ricevuto almeno una prescrizione durante l’anno.
Il 69,8% dei consumi è stato erogato a carico del Servizio sanitario nazionale, mentre il restante 30,2% è acquistato direttamente dal cittadino (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione).

 

Si comprano meno medicinali di fascia C
Il consumo di medicinali è in leggero aumento rispetto all’anno precedente
Le farmacie hanno dispensato l’anno passato 1,9 miliardi di confezioni, lo 0,7 per cento in più rispetto al 2013. Ma a salire è soprattutto il consumo di farmaci di fascia A, quelli dispensati dal Sistema sanitario nazionale (+3,6%) e di quelli erogati in assistenza convenzionata (+1,5%), mentre è stata registrata una riduzione delle confezioni dei farmaci in classe C con ricetta (-1,6%) e dei medicinali di automedicazione (-2,8%).
I cittadini, insomma, hanno ridotto solo il consumo di medicinali a loro carico.

 

Spesi 438 euro a testa
Nonostante ciò, i cittadini spendono di più rispetto al passato.
Tradotto in cifre, gli italiani hanno speso nel 2014 26,6 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsati dal Ssn. In media, circa 438 euro pro capite.
Rispetto allo scorso anno la quota di partecipazione dei cittadini sulla spesa farmaceutica è aumentata del 4,5%, percentuale che arriva al 66% se paragonata a quella di 5 anni fa. Questa variazione in aumento è dovuto da un lato all’aumento del ticket regionale per confezione, dall’altro, e soprattutto, al fatto che il cittadino preferisce pagare di tasca propria la differenza di prezzo tra il generico prescritto dal medico e il farmaco di marca.

 

Over 65 in cima alla lista
A consumare di più sono ovviamente gli anziani. Per gli over 65, il Ssn ha speso fino a tre volte in più rispetto alla media. Nel complesso, spiega il rapporto, la popolazione con più di 64 anni assorbe il 60% della spesa in assistenza convenzionata e oltre il 65% dei consumi.

 

Meno antibiotici e antidepressivi
A livello di consumo, diminuisce l’uso di antibiotici (-3%), con una riduzione della spesa pari al 2,8%. La diminuzione si è registrata in quasi tutte le regioni, ad eccezione del Molise, +1,9% e della Puglia, +0,1%. Scende anche il consumo di antidepressivi (-1,6%), soprattutto per quanto riguarda le assunzioni saltuarie. I più consumati rimangono i farmaci cardiovascolari, che sono anche quelli per cui si spende di più. È in crescita anche il consumo di medicinali biosimilari, che registra un aumento del 55%. Sempre più consistente anche il consumo di farmaci a brevetto scaduto.

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