Latina: Antonietta Gargiulo in riabilitazione, per lei team di psicologi

È stata finalmente dimessa dall’ospedale San Camillo di Roma Antonietta Gargiulo, la donna ferita a Cisterna di Latina dal marito, il carabiniere Luigi Capasso, che poi ha ucciso le due figlie e si è suicidato. La donna ha lasciato l’ospedale assieme ad alcuni familiari e le sue condizioni fisiche sono buone. La signora può parlare e muoversi. I medici l’hanno sottoposta a un intervento chirurgico alla mascella sinistra, dove l’aveva raggiunta uno dei colpi sparati dal carabiniere killer.

Antonietta ora dovrà continuare la riabilitazione in una struttura protetta, della quale non è stato fatto pubblicamente il nome. Qui riceverà anche supporto psicologico, dopo l’omicidio di entrambe le figlie da parte del marito, già iniziato nel corso del 21 giorni di degenza. Dal questo punto di vista, il nuovo percorso, affidato a un team esperto, sarà in linea con il lavoro già impostato nelle settimane di ospedale.

Antonietta, 39 anni, fu ferita a colpi di pistola da Capasso la mattina del 28 febbraio scorso fuori dalla sua abitazione, a Cisterna di Latina, mentre stava andando al lavoro.

Alla fine il killer si era suicidato

Successivamente il marito – contro il quale aveva presentato inutilmente un esposto dopo reiterate violenze – le aveva preso le chiavi ed era entrato in casa, dove aveva ucciso le sue bambine. Infine, dopo una lunga trattativa con i carabinieri, si era suicidato. La donna era stata subito portata in ospedale, dove era rimasta per giorni in come, senza sapere nulla sulla sorte delle sue figlie. Solo quando le sue condizioni erano migliorate alcuni familiari le avevano comunicato la terribile notizia.

 Le notizie del 17 marzo

“Tutto quello che si doveva fare è stato fatto. L’intervento dei carabinieri è stato tempestivo e professionale”: il procuratore capo di Latina, Andrea De Gasperis, risponde alle ipotesi formulate sulla strage avvenuta a Cisterna nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto”, tramessa mercoledì scorso.

Nella trasmissione si faceva riferimento all’esistenza di apparecchiature in dotazione alle forze dell’ordine che avrebbero rilevato la presenza di due corpi vivi all’interno dell’abitazione di via Collina dei Pini a Cisterna, ipotizzando che la figlia maggiore di Luigi Capasso, fosse quindi ancora viva.

“Non abbiamo quel dispositivo”

“Questo dispositivo – replica il procuratore capo di Latina – non è in dotazione alle forze dell’ordine. Le bambine erano già state uccise quando i carabinieri sono arrivati sul luogo”.

Il procuratore precisa poi che la più piccola era stata raggiunta da tre colpi, la più grande da sei e che entrambe sono state raggiunte da un colpo alla testa e da altri proiettili che hanno colpito organi vitali, “che non avrebbero consentito – spiega – alcuna possibilità di sopravvivenza”.

Secondo la ricostruzione ufficiale fornita dalla Procura, Antonietta Gargiulo, l’ex moglie del carabiniere, è stata ferita da tre colpi di pistola da Luigi Capasso poco prima delle 5,30. Le forze dell’ordine hanno poi raggiunto l’appartamento intorno alle 5.50, avvisati da un inquilino che aveva sentito i primi spari diretti alla donna e poi una successione di colpi provenienti dall’appartamento.

“Da quel momento in poi – chiarisce Andrea De Gasperis – non si è sentito più nulla, nessuna esplosione, se non un colpo soffocato, intorno alle 13,30, con cui Capasso si è tolto la vita”.

La mamma ora sa tutto della strage: le notizie del 10 marzo

Ora lo sa. Antonietta Gargiulo, la moglie di Luigi Capasso, il carabiniere assassino e suicida, è stata informata della morte delle figlie Alessia e Martina, di 8 e 14 anni.

A darle la tragica notizia alcuni familiari, insieme ad un team di psicologi dell’ospedale San Camillo, dov’è ricoverata.

La signora Gargiulo sarà seguita costantemente dagli psicologi: da due giorni non è più sedata, ma si trova ancora in terapia intensiva. Date le sue condizioni, non potrà essere al funerale delle figlie, in programma questa mattina, venerdì 9 marzo, alle 11, nella chiesa di San Valentino, a Cisterna. In occasione delle esequie nel comune è stata indetta una giornata di lutto cittadino.

Ultimo saluto per Alessia e Martina

Ultimo saluto ad Alessia e Martina, le due ragazze di 8 e 14 anni uccise dal padre, il carabiniere Luigi Capasso, poi suicidatosi nei giorni scorsi a Cisterna di Latina.

“Pregate anche per il padre”, e scatta la contestazione

“Preghiamo anche per il padre”. Dopo avere ricordato a lungo Alessia e Martina, uccise dal padre, Luigi Capasso, il parroco della chiesa di Collina dei Pini, a Cisterna di Latina, ha voluto nella sua preghiera ricordare anche il padre delle due sorelle. Qualcuno dai banchi della chiesa ha contestato le parole del parroco e lui ha aggiunto, dopo un attimo di silenzio e commozione, “scusate ma la famiglia ha perdonato”.

Intanto migliorano le condizioni della donna: le notizie del 7 marzo

Migliorano le condizioni di Antonietta Gargiulo, la moglie di Luigi Capasso, il carabiniere killer, che il 28 febbraio scorso ha ucciso le due figlie di 8 e 14 anni prima di suicidarsi nella sua casa di Cisterna.

La signora non è più sedata ed è ricoverata nella terapia intensiva del San Camillo di Roma. Per le sue condizioni, secondo quanto si apprende, non le è stato ancora comunicato della morte delle figlie.

Fissati per venerdì i funerali delle bambine

Intanto sono stati fissati per domani, venerdì 9 marzo, i funerali di Alessia e Martina.

Le esequie saranno celebrate alle 11 nella chiesa san Valentino, poco lontano dal residence di via Collina dei Pini. Pochi giorni fa, il 2 marzo, saltarono i funerali in chiesa per Capasso che dopo aver ferito gravemente la moglie ed ucciso le figlie si era suicidato dopo essersi barricato per ore nel loro appartamento. Per volontà della famiglia, la salma di Capasso era stata benedetta nel cimitero di Poggioreale.

Le notizie del 5 marzo

È riuscita l’operazione di rimozione del proiettile dal volto di Antonietta Gargiulo, la signora di 39 anni di Melito (Napoli), madre di Alessia e Martina, che il marito Luigi Capasso ha ucciso prima di suicidarsi, riprende , dopo giorni di coma indotto.

Al suo capezzale, al San Camillo di Roma, i familiari che l’hanno raggiunta dalla Campania, subito dopo la strage di Latina.

Resta in prognosi riservata

Antonietta, ferita gravemente con tre colpi di pistola, resta in prognosi riservata, ma sarebbe fuori pericolo. Ma non sa ancora della morte delle due figlie.

La signora Gargiulo non respira ancora autonomamente e non può parlare ma risponde agli stimoli esterni di sanitari e parenti.

Le notizie del 4 marzo: 5.000 euro all’amante

Non finisce di sorprendere, neppure dopo la morte sua e delle sue figlie, l’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso.

Nella busta che ha lasciato nella casa della tragedia, sono state trovate 5 buste sigillate

Una per il fratello Gennaro, con l’assegno da 10.000 euro per i funerali, e poi una alla sorella, un’altra al cognato, la quarta ai genitori. E, infine, c’è quella per un’altra donna di cui a Cisterna in molti sapevano e che era stata anche una delle ragioni della seprazione.

Ma era difficile pensare che, nel momento in cui si  accingeva a stermmibare la sua famiglia e a porre fine alla sua stessa vita, Capasso pensasse anche a lasciare 5.000 euro alla sua amante. La busta e gli assegni sono stati sequestrati.

La donna dovrebbe essere convocata nei prossimi giorni dagli inquirenti, per acquisire altri elementi sulla situazione che ha provocata la tragedia.

Annullati i funerali in chiesa: le notizie del 3 marzo

Una decisione dei familiari, non della questura, ma quanto mai opportuna.

Sono saltati i funerali in chiesa a Secondigliano di Luigi Capasso, il carabiniere che ha ucciso le figlie, cercato di uccidere la moglie e poi si è ucciso. Per volontà della famiglia la salma è stata benedetta nel cimitero napoletano di Poggioreale.

Nessuna decisione sulle esequie, come da voci circolate, è stata adottata dalla Questura di Napoli che, attraverso i suoi dirigenti, ha riferito all’Agenzia Ansa che la scelta di non far giungere il feretro, come previsto, nella chiesa di Secondigliano, è stata adottata dai familiari di Capasso.

Le esequie erano state annunciate giovedì scorso proprio nella chiesa nella chiesa Missionari dei Sacri Cuori a Secondigliano. Per la città erano stati affissi anche i manifesti che annunciavano il rito per ieri, venerdì 2 marzo (come mostrano le due foto di questa pagina).

“Alessia, non ti preoccupare di papà…”

“Ciao Alessia, ho dei biglietti per andare a vedere le luminarie al Parco di Ariccia, ti farebbe piacere andarle a vedere domani con me?”. (…) Alessia: “Non lo so”. Luigi: “Non ti preoccupare di papà non ti faccio niente”. Alessia: “Lo so che tu non mi faresti mai del male”. Luigi: “No, mai mai”. Alessia: “Lo so… però non lo so, cioè subito, così”. Luigi: “Alessia se mai proviamo a stare insieme (…)”. Alessia: “Però da soli io non…”: è questa la telefonata tra Luigi Capasso e la figlia maggiore Alessia, del 9 dicembre scorso, trasmessa a “Pomeriggio cinque”.

La telefonata con la moglie del 9 dicembre 2017

La trasmissione di Canale5 ha trasmesso, ieri, anche la telefonata con la moglie del 9 dicembre scorso.

“E io – dice la signora al marito – col matrimonio sedici anni come sono stata? Dimmi sono stata felice sedici anni di matrimonio? Sono stata felice? Sono stata svergognata, tradita, maltrattata, picchiata… Sul posto di lavoro svergognata da tutta Cisterna come una che non se lo merita, perché lo sai che non me lo meritavo…” dice la donna. Che continua: “Perché non è solo l’episodio qua fuori, io e te sappiamo la verità.

Se era una volta che è successo, dici ‘io mi sto curando’… Io e te la sappiamo la verità…”.

E Luigi risponde: “Dammi la possibilità di avvicinarmi alle bambine, per favore”.
Antonietta: “Ma allora se io vedo mia figlia in ansia impaurita…”. (…) “Io non le obbligherò a fare niente perché tu le hai obbligate, le hai obbligate per anni a fare cose che non volevano, io non obbligo più nessuno”.
La mamma non sa ancora niente

È stata sottoposta ieri a un intervento maxillo-facciale alla mascella sinistra, colpita da un proiettile, ed è ancora ricoverata nella terapia intensiva dell’ospedale San Camillo di Roma Antonietta Gargiulo, la moglie del carabiniere autore della strage familiare di Cisterna di Latina. Secondo quanto si è appreso, il decorso post operatorio è buono. Le sue condizioni sono stazionarie, ma la prognosi rimane al momento riservata. La donna è ancora sedata e non avrebbe ancora saputo della morte delle figlie.

Latina: la Procura apre un’inchiesta per accertare le omissioni

La Procura di Latina indaga per accertare la presenza di eventuali omissioni e responsabilità nella vicenda di Luigi Capasso, il carabiniere che sparato alla ex moglie Antonietta Gargiulo e ha ucciso le due figlie per poi togliersi la vita due giorni fa a Cisterna. L’inchiesta dovrà accertare se vi siano responsabilità o omissioni da parte di istituzioni o soggetti che erano preposti a monitorare le condizioni psichiche dell’uomo e l’eventuale pericolo che correvano madre e figlie anche in considerazione degli esposti presentati dalla donna.

“Stiamo acquisendo ogni elemento utile – spiega il procuratore aggiunto di Latina, Carlo Lasperanza – ogni cosa che ci possa aiutare a ricostruire l’intera vicenda, da prima ancora dell’esposto presentato dalla donna a settembre. Stiamo accertando se ci siano eventuali responsabilità e se siano state attivate tutte le misure previste nei casi in cui si ravvisi una condizione di pericolo”.

 Le notizie del 2 marzo

Latina: è stata una strage premeditata. è quanto ipotizzato fin da subito dagli inquirenti al termine del primo sopralluogo nella casa di Cisterna di Latina dopo che l’appuntato dei carabinieri, Luigi Capasso, aveva sparato alla moglie, ucciso le due figlie e si era tolto la vita.

A casa sua sono state trovate 5 lettere che il carabiniere aveva scritto ai genitori e ai fratelli e un assegno da 10mila euro, somma destinata ai funerali per se stesso, la moglie e le bimbe.

Non è stato un raptus
Non si tratterebbe, dunque, di un raptus o di un moto di rabbia improvviso. Secondo la ricostruzione de Il Messaggero, Capasso avrebbe premeditato da tempo di sterminare la sua famiglia, pianificando tutto nei minimi dettagli.

L’idea nefasta nata il 7 settembre

L’idea della strage potrebbe essergli venuta il 7 settembre: quel giorno la moglie Antonietta Gargiulo, dopo essere stata aggredita prima davanti ai colleghi e poi a casa in presenza delle figlie, aveva trovato la forza per presentare un esposto contro il marito presso la questura di Latina. Da allora Capasso ha maturato un sentimento di vendetta, sfociato nella strage.

Una busta di carta con 5 lettere

I carabinieri che hanno fatto irruzione nell’appartamento hanno rinvenuto una grossa busta di carta con all’interno altre 5 buste più piccole sigillate. Capasso le aveva portate con sé mercoledì mattina e, probabilmente, le aveva scritte nel suo alloggio presso la caserma di Velletri. Le missive erano indirizzate ai genitori e ai fratelli, ai quali l’omicida voleva spiegare il folle gesto. Nelle lettere destinate ai fratelli, il carabiniere ha fornito tutte le indicazioni in merito alla gestione delle questioni che sarebbero rimaste in sospeso dopo la sua morte.

Un assegno di 10.000 euro per i funerali della famiglia

La scoperta più sconvolgente, però, è l’assegno da 10.000 euro che l’appuntato Capasso ha destinato al pagamento dei funerali per se stesso, la moglie e le figlie. L’uomo ha poi disposto che venga venduta la casa di Cisterna nella quale aveva vissuto con la famiglia e come dovrebbe essere ripartito il denaro ricavato. Infine ha anche incaricato il fratello di disdire i contratti per la fornitura di energia elettrica e gas. Il materiale è stato posto sotto sequestro dai carabinieri ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La moglie ancora in terapia intensiva: le notizie del 1° marzo

È ancora sedata e ricoverata nella terapia intensiva dell’ospedale San Camillo di Roma Antonietta Gargiulo, la moglie del carabiniere Luigi Capasso, autore della strage familiare di ieri a Cisterna di Latina.

Le sue condizioni sono gravi ma stazionarie e la prognosi rimane al momento riservata. I medici stanno valutando quando sottoporla a un intervento maxillo-facciale alla mascella sinistra, colpita da un proiettile. La donna avrebbe ferite da colpi d’arma da fuoco alla mandibola, alla scapola e all’addome. L’operazione potrebbe esserci nelle prossime ore, forse in giornata.

Chiese l’alloggio del cc, ma rifiutò il sostegno psicologico

Secondo quanto si è appreso, quando richiese un alloggio in caserma a seguito della crisi coniugale gli venne offerto dall’Arma, come da prassi, un sostegno psicologico per superare la separazione, ma lui rifiutò sostenendo di avere già il supporto del suo psicologo.

Per questo fu obbligato a sottoporsi a una visita medica davanti a una commissione che gli diede 8 giorni di riposo e lo dichiarò idoneo al servizio.

“Tenetelo lontano da me”: richiesta vana

“Voglio che mio marito stia lontano da me e dalle nostre figlie sino alla data della prima udienza per la separazione e che la smetta di inviarmi messaggi e telefonarmi in continuazione”.

E poi Antonietta Gargiulo, ancora ricoverata in rianimazione al San Camillo di Roma, ribadiva le accuse: “Ho ancora paura di mio marito per il suo carattere violento e aggressivo”.

Tanti appelli inascoltati

E aggiungeva: “Dal 9 settembre ha deciso volontariamente di allontanarsi da casa per un grave episodio accaduto il 4 settembre, data in cui ho subìto un’aggressione fisica e verbale sul posto di lavoro”: queste le parole affidate a una denuncia della donna in commissariato, dopo che aveva cercato di far intervenire anche il comandante della stazione dei carabinieri da cui dipendeba il marito, Luigi Capasso.

Niente da fare, tutti appelli inasocltati, fino al tragico (ma evitabilissimo) epilogo.

È finita nel peggiore dei modi: le notizie del 28 febbraio

È finita come si temeva. Il carabiniere Luigi Capasso, dopo ore di trattative, ha portato a termine il suo progetto e si è suicidato.

Nella casa sono stati trovati i corpi delle figlie di 8 e 14 anni, a quanto si è capito uccise subito, mentre ancora dormivano. La moglie, Antonietta Gargiulo, a cui aveva sparato per prima, è in gravissime condizioni all’ospedale San Camillo di Roma.

I carabinieri hanno fatto irruzione nella casa, dove l’uomo si era barricato per 9 ore con le bambine, dopo che si erano interrotte le trattative da circa un’ora hanno potuto solo constatare l’avvenuta tragedia.

Fallita una trattativa durata ore

È fallita, quindi, una lunga trattativa. Riepiloghiamo i fatti, che si sono conclusi purtroppo – poco dopo le 14 – in maniera luttuosa.

Luigi Capasso, un appuntato di 44 anni in servizio a Velletri, ai Castelli Romani, ma residente a Cisterna di Latina, ha sparato alla moglie, Antonietta Gargiulo, 39, e si è barricato in casa, dove tiene in ostaggio le figlie di 14 e 8 anni. I colleghi del militare, originario di Napoli, sono sul posto, così come i negoziatori professionisti, che stanno cercando di convincerlo a desistere (nella foto in basso, il carabiniere è a destra, nella foto in apertura di pagina e qui sopra, tratte dalla pagina Facebook del carabiniere, l’intera famiglia).

La trattativa è durata ore.

La sua pagina Facebook, subito dopo la notizia che le bambine erano state uccise, si è riempita di insulti e di una condanna generalizzata, che pubblichiamo solo in parte.

La legale della moglie: “L’aveva già aggredita in pubbico”

“La signora è molto grave”: queste le parole dell’avvocato Maria Belli, legale della donna aggredita dal carabiniere e finita in tragedia.

La Belli a Mattino Cinque ha spiegato che c’erano già stati episodi in passato che avevano messo in allarme la sua assistita: “La signora era già stata aggredita sul luogo di lavoro davanti alle bambine e questa aggressione aveva portato alla separazione”.

La signora ne aveva anche parlato al comandante dei carabinieri

Da quel momento in poi sono state diverse le avvisaglie che hanno costretto la donna a mettere al corrente anche i superiori del marito: “La signora aveva anche parlato con il comandante dei carabinieri, ma il marito ha sempre rifiutato gli incontri chiarificatori”.

“L’uomo non è lucido”: le notizie della mattina del 28

In base a quando dichiarato dal comandante provinciale Gabriele Vitagliano, l’uomo non è lucido, ma ha smentito di aver detto: “Non posso farvi sentire le voci delle bambine perché sono morte”. Rimane il fatto però che non ci sono notizie sulle condizioni delle figlie, da ore asserragliate dopo l’irruzione del padre. “Temiamo il peggio”, ha aggiunto l’ufficiale dell’Arma. Esclusa al momento l’irruzione. Si sa che, tuttavia, è stato staccato il gas nell’edificio, forse per il timore che Capasso facesse esplodere l’appartamento.

La moglie in gravissime condizioni

Antonietta Gargiulo, intanto, è stata trasportata in gravissime condizioni al San Camillo di Roma, dov’è arrivata con l’elisoccorso.

Nella foto sopra il carabiniere con la moglie, in una giornata felice, ricordata su Facebook.

Sul posto è arrivato il magistrato di turno, Giuseppe Bontempo, pm della procura di Latina.

La coppia si stava separando

Il carabiniere al termine del servizio è andato a casa della donna, dalla quale è in fase di separazione dopo almeno tre mesi di scontri e le ha sparato con la pistola d’ordinanza. A Cisterna si è subito recato anche il comandante Vitagliano. L’obiettivo ora è mettere al sicuro le due figlie dell’appuntato tenute in ostaggio. A questo scopo l’edificio è stato circondato dai militari.

La frase rivelatrice su Facebook

Capasso, appena il 10 febbraio scorso, aveva scritto – come mostra la foto qui sopra – sulla sua pagina Facebook: “Non dire mai ‘a me non accadrà’, ‘io non lo farei mai, perché la vita sa essere imprevedibile e nessuno è immune da certe cose. Tutto capita anche quello che mai avresti immaginato”. febbraio. Una premonizione o qualcosa di più? In reraltà la frase non è la sua, ma – come si può agevolmente leggere – una citazione di Sabrina La Rosa, che dispensa “saggezza” sul sito pensieri e parole.

Colpita al petto e allo zigomo

In base alle prime informazioni, questa mattina il militare sarebbe tornato a casa (al momento viveva in caserma) e avrebbe sparato alla moglie dopo l’ennesima violenta lite. I colpi sono stati esplosi in prossimità del garage mentre lei stava per andare al lavoro, alla Findus di Cisterna. La donna sarebbe stata colpita alla mandibola, alla scapola e all’addome. I tre proiettili esplosi dal marito hanno causato dei fori “trapassanti” che lascerebbero speranze in un esito positivo.

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