Delitto di Bolzano, l’arrestata insiste: “Il mio compagno si è suicidato”

Bolzano: una donna di 34 anni, Ester Quici, ha ucciso il compagno Alessandro Heuschreckt, 50 anni, originario di Rovereto con 20 coltellate durante una lite. È accaduto nella zona di corso Libertà. I carabinieri (nella foto davanti al portone dle palazzo), chiamati di una vicina che ha sentito le urla, hanno portato la donna in caserma per interrogarla. A ritrovare il compagno in un lago di sangue e a dare l’allarme è stata una vicina di casa. Il furioso litigio sarebbe avvenuto nella serata di ieri. La donna – dopo aver dato varie versioni contrastanti – avrebbe già confessato il delitto anche davanti al magistrato, la Pm Daniela Pol che ha in mano le indagini e che si è occupata in passato anche di casi complicati, come il “delitto di Varna”: un vero e proprio giallo internazionale tra la Francia, la Repubblica Ceka e l’Alto Adige.

Ad attirare l’attenzione della vicina sarebbero state le urla della coppia, che ha tre figli, due dei quali di 8n e 10 anni hanno assistito alla tragedia. Sul posto poi, insieme ai carabinieri del comando provinciale, è arrivata la dottoressa Pol (nella foto in basso).

Gli investigatori sono al lavoro per chiarire la dinamica dell’accaduto. Potrebbero aiutarli, tra l’altro, le immagini delle telecamere a circuito chiuso della zona.

 

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La donna: “Si è suicidato”

Ester Quici, originaria di Merano, trasferitasi da poco tempo a Bolzano, è stata sentita per tutta la notte dai carabinieri e dal pm Daniela Pol. Si sarebbe difesa sostenendo che non si tratta di un omicidio ma di un suicidio. L’uomo – secondo la versione abbastanza paradossale della donna, che comunque è al vaglio degli inquirenti – si sarebbe pugnalato alla pancia al termine di una lite scatenata dalla gelosia.

 

Ester dà versioni contrastanti

La donna – secondo il quotidiano Alto Adige – avrebbe fornito più versioni contraddittorie di quanto accaduto. In un primo momento avrebbe sostenuto anche la versione di un’aggressione ad opera di sconosciuti. Inoltre, avrebbe anche tentato di ripulire il coltello dalle impronte con dell’acqua.

 

È in stato di fermo

Al momento della tragedia in casa ci sarebbero stati i due figli più grandi (8 e 10 anni) della coppia, che a questo punto diventano testimoni indispensabili per ricostruire la dinamica dei fatti.

Ester Quici è stata sottoposta ad una visita in ospedale in mattinata. Si trova in stato di fermo e verrà trasferita nel carcere di Trento.

 

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Il Procuratore capo: “Ipotesi da verificare”

Non chiude completamente le porte alla ricostruzione della signora Guido Rispoli, il Procuratore capo di Bolzano (nella foto): “Sulla base delle risultanze raccolte nel corso della notte emerge un quadro omicidario, di cui è responsabile la signora Quici. Ora si tratta di verificare – dice – se l’ipotesi prospettata dalla Quici, e cioé di atti di autolesionismo compiuti da lui con lei che interviene per bloccarlo, possa essere compatibile. Saranno indispensabili gli esiti dell’autopsia e dell’ispezione corporale (della Quinci, ndr) disposti dalla dottoressa Pol”.

“Allo stato attuale, ripeto, il quadro indiziario è di omicidio per alcuni elementi come le dichiarazioni contradditorie della donna, il coltello lavato e riposto via dopo la tragedia, la compatibilità delle ferite trovate sul corpo dell’uomo. Però, visto che viene prospettata la possibilità di una verità alternativa, e cioè di un atto di autolesionismo da parte di un uomo che ne aveva già commessi nel passato, si tratta adesso di verificare se questa ipotesi alternativa è sostenibile”.

 

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