Una app per portarti il cibo a casa con un click (infografica)

C’è quella che suggerisce il ristorante in base ai tuoi gusti, quella che ha lanciato il social eating e quella che trasforma gli avanzi in cibo per animali. Quando la tecnologia e l’innovazione incontrano la food economy nascono start up che conquistano in fretta i consumatori.

Secondo gli ultimi dati di Infocamere, in Italia il numero di start up innovative a ottobre 2015 è cresciuto dell’11% circa e oggi le 4.704 nuove imprese rappresentano lo 0,31% del milione e mezzo di società di capitali italiane. In questi ultimi anni è cresciuta l’attenzione nei confronti delle start up dedicate al cibo e ai consumi. Ecco una nostra piccola guida per orientarsi tra novità e conferme.

VàZapp’, l’hub rurale nel cuore del Tavoliere

Nasce nel cuore del Tavoliere un ambizioso progetto di “filiera colta”. VàZapp’ (che richiama nel nome una tipica espressione dialettale) è un progetto fatto da venti giovani, capitanati da Giuseppe Savino rivolto ai coetanei che vogliono impegnarsi in questo settore nel segno dell’aggregazione e della condivisione. Non è un caso se la start up sia nata a Foggia, dove nel corso degli anni le aziende agricole si sono frammentate e l’età media degli imprenditori si è alzata. Con 495.111 ettari, Foggia è la provincia con la più alta estensione di terreni coltivabili in Italia, ma gli agricoltori hanno una bassa scolarizzazione e il numero di giovani che entrano nel settore è pari al 4% del totale.

Modello replicabile in ogni regione

VàZapp’ è un hub rurale che coinvolge i giovani attraverso il co-working e l’affiancamento di professionisti. L’hub è stato pensato replicabile e sostenibile così che ogni regione potrebbe adottarne uno. Infatti, il progetto prevede una serra in vetro trasparente, capace di alimentarsi grazie ad un impianto fotovoltaico e a degli accumulatori, dotata di 45 spazi co-working, una sala conferenze da 50 posti, un angolo bar,15 posti letto. Sono previsti anche spogliatoi per l’orto dove i giovani agricoltori troveranno l’occorrente per cambiarsi come gli attrezzi e l’abbigliamento. VàZapp’, infatti, vuole diventare anche un fashion brand per andare nell’orto.

Contadinner, un forma dedicato agli agricoltori

L’ultima idea nata in casa Vàzapp’ è il “Contadinner”, ovvero il primo format di ascolto in Italia degli agricoltori che prevede 20 cene in 20 masserie con 20 giovani agricoltori (20-20-20 è sia la composizione del concime che gli obiettivi dell’Europa al 2020). Il percorso si concluderà con la “Carta del giovane contadino” che sarà presentata al ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina.

Dalla campagna al frigorifero con un click

Cortilia è il primo mercato agricolo online a mettere in contatto consumatori e agricoltori locali per fare la spesa nel segno della sostenibilità. Con un click i clienti (sono già 110.000 quelli registrati) ricevono a domicilio frutta e verdura di stagione delle aziende agricole più vicine valorizzando così la filiera alimentare locale. Per acquistare occorre iscriversi sul sito gratuitamente e scegliere la modalità di spesa (occasionale oppure su abbonamento settimanale o quindicinale): nel carrello alla cassetta di frutta e verdura si possono aggiungere altri prodotti (formaggi freschi, pane, carne, salumi, marmellate,uova, farina, vino e birra artigianale). Infine, si può scegliere il giorno e la fascia oraria per la consegna. Lanciata nel 2012, Cortilia nasce a Milano da un’idea di Marco Porcaro che unisce la passione per i cibi freschi e genuini alle sue competenze professionali 2.0. Al momento Cortilia è disponibile in Lombardia (nelle province di Milano, Monza e Brianza, Varese, Como, Pavia e Lodi), in Piemonte (nella provincia di Novara e a Torino) e in Emilia-Romagna (Bologna e Modena).

Gnammo, il social eating è di casa

Si scrive Gnammo, si legge prima piattaforma del social eating in Italia. Gnammo è una community che permette di organizzare pranzi, cene ed eventi a casa propria o in qualsiasi location privata. A oggi sono circa 170.000 le persone iscritte, più o meno 8.900 gli eventi e quasi 1.600 le città coinvolte. Sul sito della piattaforma è possibile scegliere il momento conviviale su misura indicando alcuni parametri come la città, il tipo di menu, il numero di ospiti, il costo e la data. Da qualche giorno Gnammo ha lanciato il social restaurant (un tavolo dedicato a cui sedersi con gli altri gnammer) con una sperimentazione a Torino, dove il primo evento è in programma martedì 26 gennaio.

Il takeaway della cucina casalinga

Un progetto sostenuto dal basso per valorizzare i tesori della nostra cucina. Si chiama Mychefhome ed è una piattaforma italiana che mette in contatto chi ama cucinare e chi ama i piatti fatti in casa. Basta registrarsi sul sito, compilare il proprio profilo personale, inserire il proprio menu specificando tutti i dettagli di ciascuna proposta, i giorni e le fasce orarie in cui si è disponibili a cucinare e il compenso desiderato. Chi invece è curioso di assaggiare piatti ogni volta diversi, può consultare la piattaforma per scoprire il cuoco o la cuoca più vicini, ordinare, pagare e ritirare l’ordine all’ora stabilita. Per sostenere il progetto è stata lanciata anche una campagna di crowdfunding.

Appetitoso, proprio come piace a tanti

È toscana la start up che ha inventato Appetitoso, la app che suggerisce i migliori ristoranti dove andare a mangiare i nostri piatti preferiti. Si tratta di un motore di ricerca del cibo in grado di trovare i migliori ristoranti che propongono la specialità desiderata. Inoltre, l’utente può commentare e votare i piatti che ha provato nel ristorante scelto (tra quelli proposti).

Save, salviamo il cibo dallo spreco

Giuseppe Galatà è un ingegnere/agricoltore siciliano che ha ideato Save, una start up contro lo spreco che trasforma il cibo scartato in mangime per animali. La start up è nata nelle aule e nei laboratori dell’Università di Messina ed è finanziata dal Miut nell’ambito del programma Smart Cities.

Verso mangimi di qualità a costi contenuti

“Ogni giorno”, ha spiegato Galatà presentando l’iniziativa, “enormi quantità di scarti ortofrutticoli vengono gettati tra i rifiuti e finiscono in discarica, con costi economici e ambientali che gravano sulla collettività. Il sistema Save in fase di sperimentazione, in linea con le direttive nazionali ed europee sull’economia circolare e la riduzione dei rifiuti, permette di coniugare un vantaggio in termini ambientali con il vantaggio economico per diversi allevatori, che, trovandosi in difficoltà per l’aumento dei costi delle materie prime e dei carburanti, hanno la possibilità di ottenere mangimi di qualità a costi contenuti”.

Oggi Save può contare su una collaborazione con le università di Messina, Parma e Ferrara per perfezionare il procedimento ed un accordo con la catena di supermercati Despar per una sperimentazione.

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