Flavia Pennetta candidata a “tennista dell’anno” (ma deve vedersela con Serena)

Flavia Pennetta – prima del ritiro dai campi di tennis – potrebbe essere nominata, per la prima volta in vita sua, “tennista dell’anno”. Flavia è, infatti, tra le quattro candidate al titolo di tennista dell’anno Wta, concorso organizzato dall’Associazione delle tenniste professioniste per designare, attraverso il voto popolare, la giocatrice che più si è distinta nel corso della stagione.

La brindisina, 33 anni, vincitrice il 12 settembre scorso degli Us Open (prima italiana nella storia), ha chiuso la carriera il 29 ottobre alle Wta Finals di Singapore.

 

A settembre già eletta “tennista del mese”

Dopo aver conquistato l titolo conquistato a Flushing Meadows è già stata eletta tennista del mese Wta per settembre. È  salita fino al numero 6 del ranking, per terminare la stagione al numero 8.

Le altre candidate al titolo di tennista del 2015 sono la statunitense Serena Williams, la spagnola Garbine Muguruza e la polacca Agnieszka Radwanska.

La Williams, numero 1 del ranking e tennista dell’anno Wta nelle ultime tre stagioni, nel 2015 ha vinto tra l’altro i primi tre tornei Slam – Australian Open, Roland Garros e Wimbledon – ma Roberta Vinci le ha impedito di realizzare il Grande Slam battendola in semifinale agli Us Open.

La Muguruza, salita al numero 3, è stata finalista a Wimbledon e si è affermata a Pechino.

La Radwanska, numero 5, ha vinto il Masters di Singapore, oltre ai tornei di Tokyo e Tianjin. La tennista dell’anno è scelta dal voto di tifosi e appassionati tra quattro giocatrici indicate dalla Wta.

 

Si può votare fino al 6 dicembre prossimo sul sito della Wta

Si può votare, sul sito dell’Associazione, fino al 6 dicembre prossimo e la vincitrice verrà annunciata l’8.Detto e fatto.

 

La conferma del ritiro a fine anno: una carriera sofferta ma alla grande

di Vito Lamberti

Mantiene la parola Flavia Pennetta, che, dopo la sconfitta nel terzo match delle Wta Finals di Singapore, subita per mano di Maria Sharapova, ha ridetto addio al tennis. Un annuncio anticipato il glorioso giorno della finale tutta italiana dello Us Open, nel settembre scorso, quando durante la premiazione lasciò un pò tutti a bocca aperta, dichiarando di voler smettere di giocare a fine anno.

Flavia chiude la carriera al 7° posto della classifica mondiale stilata all’indomani del torneo di Singapore e precede la Kerber e la Safarova. Prima di lei Serena Williams, che conferma il suo primato con 9945 punti davanti a Simona Halep che per il secondo anno consecutivo chiude la stagione al n°2 ed è staccata di 3885 punti dall’americana.

Al terzo posto Garbine Muguruza in ritardo di 860 punti dalla romena e al quarto Maria Sharapova che si trova a 188 punti dalla spagnola. Molto probabilmente, quella stilata il 1° novembre 2015 è l’ultima classifica mondiale di Flavia.

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Il matrimonio con Fognini a giugno e tanti altri motivi

Il matrimonio con Fabio Fognini, previsto per giugno 2016, la voglia di mettere su una famiglia, il non sentirsi competitiva per tante settimane all’anno (ma forse sarebbe meglio dire il voler sottrarsi al logorio della competizione): sembrano tanti i motivi, tutti giusti, che hanno portato Flavia a fare questa scelta. Almeno stando alle dichiarazioni degli ultimi mesi.

 

Chi abbandona quando è tra le prime dieci al mondo?

Ed è normale che ci lasci un pò tutti stupiti: abbandonare il tennis quando ti ritrovi tra le prime dieci giocatrici del mondo, quando prorprio lì, di fronte, c’è una nuova stagione dove fino agli US Open del prossimo anno non avrebbe nemmeno tanti punti da difendere, quando stai giocando un tennis straordinario.

Chi lo avrebbe mollato proprio adesso? Dopo gli Open degli Stati Uniti il Presidente del Coni, Giuseppe Malagò e quello della Fit, (la Federazione italiana tennis) Angelo Binaghi, avevano espresso a Flavia il desiderio di vederla in campo per i Giochi olimpici di Rio, ma evidentemente qualcosa nella testa della ragazza di Brindisi – e probabilmente ancor di più nel cuore – l’ha portata a dire basta. A fermarsi quando è all’apice.

 

Non ha mai fatto i capricci

E non certo per divismo: di vezzi la Pennetta non ne ha mai avuti, né tantomeno capricci. È stata sempre – e lo è ancora – una ragazza strardinariamente naturale, normale nell’accezione bella del termine, innamorata del proprio sport (lavoro, dice lei nel suo profilo twitter), in grado di raggiungere traguardi che nemmeno lei si era forse posta e immaginata.

 

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Undici tornei conquistati e tanti altri primati tra le italiane

Undici tornei conquistati, prima giocatrice italiana a entrare nelle top ten, nelll’estate del 2009, prima italiana a diventare numero uno del mondo in doppio (insiema all’amica Gisela Dulko), prima italiana ad aggiudicarsi un torneo Premier Mandatory (Indian Wells, nel 2014), il sigillo Slam a New York, quattro Federation Cup vinte con le amiche e rivali di sempre: Francesca Schiavone, Sara Errani, Roberta Vinci (non dimenticheremo mai l’abbraccio a rete di Flavia e Roberta a New York, mai, nella foto le due sono insieme quando da ragazze già giocavano per l’Italia).

 

Gli infortuni, i momenti bui, la cattiva sorte

A elencare i trionfi sembra quasi facile, ma non bisogna dimenticare gli infortuni, la cattiva sorte, i momenti bui di una carriera che sarebbe potuta anche non decolarre.

A cominciare da quando, giovanissima, Flavia contrae il tifo per colpa di un piatto di cozze.

 

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La “botta” sentimentale nel 2006, un dolore tremendo

Un evento che ha rallentato la sua esplosione, poi, tra il 2006 e il 2007, la botta sentimentale, “un dolore fisico tremendo”, dice lei nella sua biografia. Carlos Moya, tennista spagnolo ex numero uno del mondo, e suo futuro sposo, preferisce perdersi tra le braccia di una giornalista sportiva senza nemmeno avere la decenza di dirglielo.

Flavia lo scoprirà vedendo le foto su un giornale.

 

E poi c’è il male a entrambi i polsi

Ci si mette anche il polso, quello sinistro, a tenerla bloccata e farla uscire dalle prime cento posizioni mondiali. Evento che si ripeterà – stavolta con il polso destro – nel 2013. Ma dopo ogni caduta Flavia si è sempre rialzata, più forte, più consapevole.

È resiliente, cioè in grado di trarre vantaggio da situazioni dolorose. Quando vinse India Wells dichiarò: “Non importa se i risultati non arrivano, l’importante è continuare a lavorare. Il lavoro paga, prima o poi”.

E bello è anche questo suo non nascondere la vulnerabilità, a mostrarla anche in campo quando le cose non vanno. Guardando il suo allenatore, Salvador Navarro, con gli occhi da cerbiatto smarrito, per poi ricaricarsi dopo un bel punto. Sofisticata, mai eccessiva nelle manifestazionI di gioia, dotata di una classe e un fascino che sembra possedere nei geni, Flavia Pennetta ha chiuso con stile. Fino all’ultimo.

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Ha rifiutato i fiori a Singapore, “non volevo piangere”

Dopo l’abbraccio sotto rete alla Sharapova nel suo ultimo match, gli organizzatori del torneo avrebbero voluto intervistarla, consegnarle dei fiori. Ha rifiutato con garbo: “Non volevo piangere, non lo volevo farlo di fronte a tutti. Quello era un momento tutto mio”.
Chapeau!

Flavia, lasciatelo dire, ci mancherai. Tantissimo.

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