Salmone Ogm: crescono le proteste contro il “pesce Frankenstein”

Crescono le proteste negli Usa, da parte delle associazioni dei consumatori, contro quello che è stato ribattezzato “pesce Frankenstein”, il salmone geneticamente modificato che ha ottenuto il via libera dalla Fda.

I contestatori affermano che può essere pericoloso per la salute umana e che presenta rischi per le altre specie, se i salmoni transgenici dovessero sfuggire dal loro ambiente. Oltretutto sull’etichetta del prodotto in vendita non sarà necessario specificare l’origine del salmone Ogm. Questa battaglia si è combattuta a lungo negli Stati Uniti, specie da parte dei parlamentari dell’Alaska, contrarissimi visto che i salmoni originali destinati al mercato degli Stati Uniti provengono dal loro Stato, ma alla fine la Fda ha troncato ogni dubbio.
Unisce i geni di altri due pesci, tra cui uno simile all’anguilla
Il salmone transgenico è stato prodotto dalla società AquaBounty Technologies di Boston (Massachusetts). Il nuovo pesce contiene i geni di due altri pesci – il salmone reale e un pesce simile all’anguilla – che lo fanno crescere più velocemente. Quanto di preciso? Raggiunge le dimensioni di un adulto in 16/18 mesi, invece dei due anni e mezzo che servono di solito.
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Le prime notizie dagli Usa

È grande il doppio del salmone normele e cresce molto più velocemente. È il salmone, che si va diffondendo sempre più anche sulle tavole degli italiani. Ora, per la prima volta un animale geneticamente modificato (Ogm) è stato approvato negli Usa dalla Fda (Food and Drug administration) .

Il salmone “modificato” non solo cresce più velocemente rispetto al solito ma consuma anche meno cibo: il suo impiego consente di ridurre i costi di allevamento e aumentare la produzione, venendo incontro a una domanda sempre più crescente per il consumo di pesce in buona parte del mondo.

Approvato dopo 5 anni di istruttoria

 Il Sì della Fda, l’agenzia governativa Usa che si occupa di controllare il mercato del cibo e dei farmaci, è arrivato dopo un processo di revisione che è durato 5 anni e che ha portato a grandi polemiche e critiche, soprattutto da parte delle organizzazioni che si battono contro l’impiego degli Ogm, sia tra i vegetali che nel mondo animale (e ovviamente anche nell’alimentazione umana).

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