Paolo Pietrangeli: “Così nacque Contessa, la canzone che segnò un’epoca” (video)

Paolo Pietrangeli ha deciso di raccontare come nacque Contessa, la canzone che segno un’epoca per una generazione, diventò la colonna sonora del 1968 italiano e non fu mai dimenticata nei decenni successivi.

“Io non so scrivere canzoni – dice Paolo Pietrangeli (in una foto di qualche decennio fa) all’agenzia Ansa – Un milione di anni fa, chiuso in casa per una punizione dei miei genitori che mi impediva di uscire la sera, invidioso dei miei compagni che occupavano l’università giorno e notte, pieno di sensi di colpa nei loro confronti, ho sentito per la prima volta “L’urgenza”. L’urgenza è la insopprimibile necessità di dire, di raccontare qualcosa a qualcuno o anche a te stesso”.

 

aaaadischi

Federico Zeri e le filastrocche
Continua Pietrangeli, che – da quando ha smesso con la musica – è stato per moti anni il regista del Maurizio Costanzo Show: “Federico Zeri, un grande storico dell’arte che frequentava abitualmente casa mia, mi aveva messo in testa la voglia, l’abitudine e la capacità di mettere insieme filastrocche, giochi di parole, il gusto delle parodie delle rime e delle assonanze.

Di giorno potevo uscire e nel bar Negresco di piazza Istria a Roma, vicino casa mia avevo avuto una questione con due clienti di quel bar che sventolavano un giornalaccio di allora, “La Luna”, che strillava in prima pagina e a tutta pagina questo titolo: “FIGLI DI PUTTANA”.

 

“I figli di puttana che occupavano l’università…”

“I figli di puttana – sototlinea Pietrangeli – sarebbero dovuti essere secondo quell’articolo e quei due clienti del bar i miei compagni che occupavano l’università e quindi un po’ anche io. Il sugo del loro chiacchiericcio era un concentrato di luoghi comuni; sentii il bisogno, l’urgenza appunto di rispondere.

 

“Tre notti chiuso in camera e nacque contessa”

Tre notti chiuso in camera tra le due urgenze e venne fuori una canzone. Il quarto giorno di prima mattina andai alla Sapienza per far conoscere ai miei compagni insonnoliti il frutto di quell’urgenza.

 

“Molti mesi dopo, a Pisa, dal fondo di un corteo sentii che cantavano una canzone…

“Molti mesi dopo, avevo conquistato la libertà, ero a Pisa per una manifestazione di quei “figli di puttana”. Eravamo tanti e si sfilava urlando slogan lungo il Lungarno. Improvvisamente dal fondo del corteo partì un canto che si allungò per tutte quelle gole fino a raggiungermi, superarmi e stordirmi. Mi misi su un lato della strada a vedere tutti quei ragazzi e quelle ragazze che cantavano Contessa. Niente radio né televisione né dischi ma solo un passaparola che nessuno e nemmeno io potevamo immaginare.
È stato uno dei momenti più belli della mia vita”.

 

 

Qui sotto il video con Contessa cantata da Paolo Pietrangeli e giovanna Marini, una delle più brave folksinger italiane

 

 

 

 

 

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto