Mutui, il governo garantisce: “Nessuna penale se si cambia”

Non è vero. O, almeno, non è più vero. Nessuna penale per chi cambia banca e mutuo. È arrivata, infatti, la smentita ufficiale del govenro a chi aveva lanciato – nei giorni scorsi – l’allarme.

Quello che segue è il testo della smentita, seguita all’ultimo consiglio dei ministri, che farà felici migliaia di mutuatari.

 

Il testo della smentita del governo

“Per quanti abbiano in corso mutui e intendano estinguerli non esiste alcun rischio di dover pagare commissioni o indennizzi di nessun genere. Infatti – contrariamente a quanto riportato da organi di informazione e sostenuto da Federconsumatori e Adusbef – l’articolo 12 del ddl cosiddetto di ‘Delegazione europea’ (approvato dal Consiglio dei ministri di giovedì 10 settembre e trasmesso alla Conferenza Unificata per il previsto parere), alla lettera ‘q’ del comma 1 prevede in maniera inequivoca che ‘il diritto del consumatore all’estinzione anticipata sia esercitabile senza applicazione di commissioni, indennità od oneri'”.

 

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“Il testo apprrovato il 10 settembre è chiarissimo”

“Il testo è chiarissimo – osserva il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti (nella foto sopra) – Sorprende pertanto che Associazioni istituzionalmente chiamate ad informare correttamente i cittadini trasmettano invece, spero solo per negligenza, messaggi che inducono in errore e generano confusione”.

 

Le accuse di Federconsumatori e Adusbef: le notizie del 10 settembre

La polemica era partita il 10 settembre scorso da un comunicato di Adusbef e Federconsumatori, smentito proprio ieri da Palazzo Chigi. Ecco la sintesi dello socntro precedente.

“Il governo tenta di addolcire la pillola non chiamandole più penali, ma inventando una formula forbita che non cambia, però, la sostanza: indennizzi equi ed obiettivi” avevano dichiarato Rosario Trefiletti della Federconsumatori ed Elio Lannutti di Adusbef.

“Semanticamente parlando si tratta di una doppia beffa: equi ed obiettivi per chi? – avevano sottolineato le associazioni – Ma soprattutto, secondo quale improbabile logica la banca dovrebbe ottenere un indennizzo perché riceve indietro dei soldi che ha anticipato? Un’assurdità, che rivela una chiara, costante e malcelata volontà di favorire il sistema bancario”.

“Anche perché, in realtà – avevano precisato i rappresentanti di Federconsumatori e Adusbef – una pesantissima penale sui mutui le famiglie la pagano già e non solo sull’estinzione anticipata, ma per tutta la durata del mutuo. Le famiglie italiane, infatti, pagano mediamente tassi più elevati dallo 0,9 all’1,3% rispetto alla media europea. Percentuali che equivalgono a circa 18.000 – 22.000 euro in più. Di fronte a questa ingiustificabile disparità il governo non ha mai mosso un passo per riequilibrare i tassi e renderli realmente ‘equi'”.

Addio surroghe facili, addio alla possibilità di cambiare mutuo passando a un nuovo prodotto meno caro. Da marzo i consumatori che deciderannono di estinguere un prestito in anticipo pagheranno una penale. A stabilirlo è la Commissione Europea con una direttiva del febbraio 2014 (la numero 4/2014/17/Ue), che  dovrà essere tramutata in legge nazionale entro il marzo 2016.

 

Italia obbligata ad “armonizzare” le normative
La questione ha a che fare con il diritto comunitario: l’Italia è obbligata ad adeguarsi a una norma che è già in vigore negli altri paesi dell’Unione.
A lanciare l’allarme sono le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, che raccontano come l’Europa stia chiedendo all’Italia “di tornare indietro di 8 anni con l’applicazione di una norma ‘armonizzatrice’, che ha la finalità di ‘armonizzare’ gli esclusivi i profitti delle banche”.

 

“Un balzello che penalizza i bravi pagatori”
“La direttiva del 4 febbraio 2014 reintroduce il balzello dell’estinzione anticipata sui mutui, che in parole semplici è quella percentuale che trovavamo sui contratti di mutuo e che paradossalmente penalizzava chi, da bravo pagatore, decideva di estinguere anticipatamente un mutuo”, si legge nel comunicato.

 

A rischio le surroghe
Ma a rischio, fanno notare i consumatori, sono soprattutto le surroghe, che danno la possibilità ai consumatori di cambiare mutuo quando ne trovano uno più conveniente, a tutto vantaggio della concorrenza, “Se questo decreto, che dovrà essere reso operativo entro il 21 marzo 2016, sarà approvato come vuole la direttiva europea, porterà un freno al mercato delle surroghe, attivato dai consumatori per trasferire un mutuo da una banca ad un’altra per ottenere migliori condizioni, così come previsto dall’ex ministro del Mise (Ministero Sviluppo Economico) Pier Luigi Bersani con il suo noto decreto legge del 2007, che eliminò gradualmente la penale di estinzione, facendo sviluppare concorrenza e mercato, un modello da esportare nell’Europa dei banchieri”.

 

Crollo delle rinegoziazioni
Oggi il mercato delle surroghe è attivissimo: i cambi costituiscono il 60% dei mutui , ma “qualora dovesse passare questo decreto, assisteremmo ad un crollo delle rinegoziazioni, con ulteriori aggravanti a danno dei consumatori”.

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