Salto in alto: Alessia Trost quinta con 1’93, sesta la 4×400 con la Grenot

Arriva al quinto posto Alessia Trost, 23 anni, in una gara di salto in alto che poteva andare anche meglio, ma che è stata scandita da un’assurda progressione delle misure.

L’oro va alla spagnola Ruth Beitia, 37 anni, ormai a fine carriera, l’argento con la stessa misura alla bulgara Mirela Demireva (record personale, aveva sbagliato il primo salto a 1,88), il bronzo, sempre con 1’97,  alla croata Blanka Vlasic, tornata a livelli di vertice anche se lontani dai suoi record precedenti, dopo una serie di infortuni e operazioni.

La progressione delle italiane

Alessia salta da 1’88 e supera anche 1’93 al primo salto, ma non riesce a passare oltre l’1’97. Il suo salto le dà comunque il quinto posto, che non è poco in una finale olimpica. L’altra italiana, la ventiduenne Desirée Rossit (nella foto sotto) si ferma, invece, al sedicesimo posto, perché non va oltre la misura d’ingresso di 1’88. Anche per lei, comunque, un’esperienza di cui far tesoro.

Entrambe le azzurre avevano superato l’1’94 nelle qualifiche.

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La serata dell’atletica per quanto riguarda le azzurre attende, ora, la 4×400 con Libania Grenot e le altre quattrocentiste che hanno stabilito un semifinale un grande record italiano.

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La 4×400 al sesto posto

La staffetta 4×400 femminile è stata vinta dagli Stati Uniti davanti alla Giamaica. Al sesto posto l’Italia con Libania Grenot, Benedicta Chigbolu (nella foto sotto), Maria Elena Spacca e Ayomide Folorunso, che eguagliano il miglor piazzamento mai avuto da una staffetta 4×400 italiana in una Olimpiade.

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Negli utlimi 400 c’è stata anche l’impressione che Libania potesse agguantare le prime, ma negli ultimi 100 metri il sogno è sfumato, Onorevole prestazione, comunque.

Sei azzurre nella serata dell’atletica

Due azzurre in finale nel salto in alto e altre quattro per la 4×400 che ha stabilito il nuovo record italiano. Gareggeranno nella notte di domencia 21 agosto, a partire dall’1,30.

Alessia Trost e Desirée Rossit sono in finale nel salto in alto. Entrambe (assieme ad altre 15 saltatrici) hanno superato la quota di qualificazione a 1.94 e si sono mostrate molto soddisfatte ai microfoni e alle telecamere della Rai. Sabato la finale del salto in alto femminile.

Alessia passa 1,94 al primo tentativo

Ottimo risultato per Alessia Trost, 23 anni (nella foto in apertura) che ha saltato la misura di 1,94 al primo tentativo e con il settimo posto ha ottenuto il pass per la finale che si disputerà nella notte (italiana) tra sabato e domenica.

La Trost, partita da 1,80, ha sbagliato un solo salto: il primo alla misura di 1,89.

Si è rifatta subito dopo, poi ha superato gli 1,92 e infine al primo colpo ha saltato la quota di qualificazione. Tra le qualificate c’è anche Blanka Vlasic, candidata allamedaglia d’oro, assente per infortunio a Londra 2012 e che ha saltato fino a 1,94 senza mai sbagliare.

 

La Rossit passa dopo un percorso più sofferto

Nel gruppo A Desirée Rossit, 22 anni, da Udine (nella foto qui sopra) ha sbagliato due salti a 1,89, ma poi è passata,  ha superato immediatamente gli 1,92 e poi ha sbagliato il primo salto a 1,94. “Ho dovuto fermarmi per il passaggio della staffetta – ha detto alla Rai – ma poi ho trovato la spinta per farcela”. La Rossit quest’anno ha superato anche 1,97 e lo ha ricordato, dando fiduciosa appuntamento a sabato.

Il ringraziamento a Tamberi

Sia la Trost che la Rossit ringraziano per i suoi consigli Gianmarco Tamberi, il saltatore in alto che un infortunio alla caviglia ha privato di una medaglia olimpica..

“Sono contenta – dice Alessia a Elisabetta Caporali di RaiSport – è stata una bella qualificazione e adesso testa alla finale. C’è tutta la Tamberi family. C’è un’atmosfera bellissima. Lo stadio è bellissimo ma il mio pensiero va a Gianfranco Chessa (il mio allenatore) che ha lavorato quattro anni per portami qui e che non è potuto venire.

Gianmarco Tamberi mi aveva detto è una cosa che non puoi immaginarti ed effettivamente è così. Sia prima della partenza che quando siamo arrivate in pedana è stata un’emozione unica: l’ho vissuta con tranquillità, è bellissimo”. La Trost, prima delle azzurre a qualificarsi, pensa già alla finale: “Le avversarie? Oggi ho visto molto bene la Radzivil e la Betia, meno bene le altre, ma le qualificazioni alle dieci del mattino con 1.94 non è facile. Comunque Forza Italia!”, conclude Alessia che si sente molto in forma e molto ottimista.

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La 4×400 stabilisce il nuovo record italiano

In finale, con il quarto tempo, ci saranno anche le ragazze della 4×400, che hanno stabilito il nuovo record italiano. Benedicta Chigbolu, Maria Elena Spacca, Ayomide Folorunso e Libania Grenot (che manca nella foto sopra) hanno fatto fermare il cronometro su un 3’25″16, che ha tolto 55 centesimi al vecchio limite stabilito sei anni fa agli Europei di Barcellona. In quell’occasione c’erano già Spacca e Grenot, ma non Chigbolu e Folorunso, l’ultima arrivata nel quartetto, che è stata ottima nella terza frazione. Le grandi favorite sono le atlete della staffetta Usa, le migliori in semifinale con 3’21″42. Ma è da tener presente, per comprendere il valore dell’impresa, che la 4×400 italiana non andava in finale da Los Angeles 1984.

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