Strage di Brescia: Tramonte in fuga dopo l’ergastolo catturato a Fatima

È stato catturato, abbastanza rapidamente, in Portogallo, anche se ufficialmente non erano state predisposte misure cautelari (che stranezza!).

Maurizio Tramonte, “irreperibile” dopo la condanna di ieri definitiva all’ergastolo per la strage di piazza della Loggia a Brescia, è stato trovato a Fatima, in Portogallo, su segnalazione del Ros dei carabinieri.

La polizia portoghese ha condotto in una caserma. L’altro condannato, Carlo Maria Maggi, gravemente malato, era a casa sua, dove ha ricevuto il provvedimento.

“Sta molto male – ha detto l’avvocato, Mauro Ronco – è una situazione non compatibile con il carcere. Ora deciderà la giustizia ordinaria”.

Da Lourdes a Fatima: “un percorso spirituale”

Tramonte (a destra nella foto qui sopra, mentre a sinistra c’è Maggi) aveva lasciato l’Italia in auto ed era arrivato in Portogallo, dopo aver attraversato Spagna e Francia. Pare che a Fatima affrontava, a suo dire, un percorso spiriturale, dopo che a Pasquetta era stato invece a Lourdes.

La sentenza di di ieri: massima pena anche per Maggi

La Corte di Cassazione ha confermato, ieri sera, le condanne all’ergastolo per i neofascisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, accusati per la strage di piazza della Loggia avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974.

Il verdetto conferma la sentenza emessa in Corte d’assise d’appello di Milano il 22 luglio 2014, nel processo d’appello bis. Il pg della Suprema Corte aveva chiesto la conferma del carcere a vita, ricordando anche i depistaggi delle indagini e dicendo che per il popolo italiano “è arrivata l’ora della verità” su questa vicenda “che ha inciso il tessuto democratico”.

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