Occhi e fastidiose “mosche volanti”: quello che si può fare

Puntini neri o piccoli filamenti che galleggiano nel nostro campo visivo mentre guardiamo il cielo azzurro o le pagine bianche di un libro: sono le cosiddette “mosche volanti”. A che cosa è dovuto questo fenomeno? Può rimandare a qualche malattia?
Lo abbiamo chiesto al dottor Francesco Loperfido, responsabile del Servizio di Oftalmologia denerale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano (nella foto in basso).

Dalla fluidità del miele ai… grumi della marmellata

“Si tratta di un fenomeno dovuto ad un mutamento della struttura del vitreo, che è la sostanza gelatinosa che aderisce da un lato alla retina e dall’altro al cristallino, riempiendo la parte posteriore dell’occhio e contribuendo a mantenere la forma sferica del bulbo oculare”, spiega lo specialista. “Le mosche volanti – più propriamente, i “corpi mobili vitreali” – sono le ombre proiettate sulla retina di piccoli aggregati o corpuscoli vitreali. In pratica, si passa da un vitreo fluido e omogeneo come il miele, ad una condizione in cui è presente qualche impurità di diversa forma e volume…”

Un fenomeno comune, diverse le cause

Il fenomeno è piuttosto diffuso, specialmente dopo i 55 anni. “Ma il trascorrere del tempo non è l’unica causa”, osserva il dottor Loperfido. “Alla base ci possono essere difetti visivi (come una miopia molto forte), alterazioni metaboliche (per esempio, un colesterolo elevato), traumi al capo che portano alla frantumazione del vitreo, scarsa idratazione.

Una visita oculistica è consigliabile

Nella maggior parte dei casi non è pericoloso. Può capitare, tuttavia, che il vitreo, essendo adeso alla retina, provochi delle minime trazioni, dei microfori o addirittura finisca con il sollevarla, anticamera di un distacco di retina. Ecco perché è importante non sottovalutare il fenomeno e sottoporsi ad una visita oculistica di controllo, in particolare quando i puntini neri sono associati a piccoli flash luminosi (segno che il vitreo tende a mettere in vibrazione il piano retinico).

Si può curare?

Molte persone trovano comunque questo fenomeno molto fastidioso. Ci sono terapie che possano risolverlo?

“Vere e proprie terapie non ci sono, ma è possibile adottare qualche accorgimento, come bere molto (il vitreo è composto al 99% di acqua) o riparare gli occhi dalla luce troppo intensa del sole”, dice l’esperto. “Anche assumere integratori a base di vitamine e sali minerali può contribuire a ripristinare un certo equilibrio vitreale”. Dal punto di vista psicologico, il consiglio è di non facalizzarsi sul problema, in modo che il cervello finisca con l’abituarsi.
In altre parole: bisogna imparare a conviverci.

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