L’amore non esiste: per la scienza è solo questione di chimica

L’amore non esiste: è solo l’effetto chimico provocato da un aumento di dopamina e ossitocina nel cervello. L’affermazione – francamente drastica – deriva da uno studio coordinato da Abigail Marsh, professore associato di psicologia della Georgetown University, sulle arvicole della prateria, roditori che vivono nelle zone erbose dell’America settentrionale, dell’Europa e dell’Asia.

Senza ossitocina cade la monogamia

Scegliere questi animali non è stato casuale: sono infatti monogami, rimangono insieme fino alla morte di uno dei due e l’altro, una volta rimasto solo, non si accoppierà più. Agli esemplari analizzati i ricercatori hanno somministrato un inibitore dell’ossitocina, il neurotrasmettitore che, insieme alla dopamina, fa percepire come piacevoli determinate situazioni inducendo il soggetto a ripetere l’esperienza. Dopo la somministrazione, il comportamento delle arvicole di sesso maschile è cambiato e dalla monogamia sono passati al desiderio di inseminare altre femmine.

La dopamina è alla base di una relazione

Per quanto riguarda invece la dopamina, la cui produzione è stimolata anche da sesso, cibo e sostanze stupefacenti, i suoi effetti sono stati studiati dall’antropologa Helen Fisher. Secondo lei, questa sostanza è alla base della continuazione di una relazione stabile perché il soggetto, stimolato da una particolare persona, ne produce in quantità maggiore dandogli l’illusione di amarla e aumentando il desiderio grazie all’energia che questo neurotrasmettitore fornisce.

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