Le Monde: Renzi voleva un’agenzia anti-terrorismo, ma gli dissero di no

Inattesa rivelazione francese dopo gli attentati del 13 novembre. E rriva da un quotidiano molto autorevole cone Le Monde. Il quotidiano, oggi molto severo con il governo di Parigi, ricorda che fu “Matteo Renzi, il 9 gennaio, a puntare il dito contro questa falla, chiamando tutti alla creazione di un’agenzia europea di informazione”.

“I suoi partner – continua Le Monde – fra cui la Francia – non hanno voluto”.

Oggi a Bruxelles ci sarà una riunione d’urgenza per “rafforzare la risposta europea” di fronte alla minaccia del terrorismo islamico.

 

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Servizi francesi sotto accusa per Abdeslam Salah

Due attentati terroristici spaventosi sul territorio francese, prove evidenti di mancanze, di inadeguatezze, di segnali chiari eppure non seguiti. Troppo per non puntare il dito contro l’antiterrorismo francese. Oggi alza la voce Le Monde, che attacca: “Il modello antiterrorista francese è malridotto”.

Secondo quanto ricostruito in queste ore, mentre la Francia, l’8 ottobre bombardava il campo di addestramento di Raqqa, in patria il ministero della Giustizia “indicava in particolare, in un documento interno, Abdelhamid Abaaoud, ispiratore degli attacchi di novembre, e scendeva nei dettagli di uno dei suoi obiettivi: ‘una sala da spettacoli'”.

 

La Francia aveva elementi sufficienti per individuarlo

La Francia aveva dunque in mano elementi sufficienti ma non è stata in grado di analizzarli e intercettare il commando. Secondo una fonte governativa di alto livello, citata dal prestigioso quotidiano francese, “il problema risiede nella massa di informazioni da trattare e dal numero di persone da sorvegliare”.

 

Ma i sospetti sono troppi: almeno 11.700 nomi

Secondo gli ultimi conteggi, ci sono 11.700 nomi di persone da tenere d’occhio per i loro legami con la Siria. Il ministro Bernard Cazeneuve ha parlato recentemente di una cerchia ristretta, uno “zoccolo duro” di persone particolarmente sospette, duemila circa.

Il problema, secondo le fonti, è “inerente al sistema e imputabile a regole di diritto che vietano, in particolare, la raccolta massiccia di dati in modo continuo così da essere in grado di seguire in modo permanente queste 11.700 persone”.

 

In Europa ignorata la lezione dell’11 settembre sui dati

La lezione dell’11 settembre 2001 insomma non è stata seguita dalla Francia e da altri Paesi europei, dunque la scelta degli Stati Uniti di proteggersi con il Patriot Act – che consente fra l’altro di tracciare in modo capillare gli spostamenti e le frequentazioni delle persone – non è stata imitata.

 

Salah fermato e rilasciato su un’autostrada francese

Il fatto di aver lasciato andare il super ricercato Abdeslam Salah 12 ore dopo gli attentati dopo aver verificato i suoi documenti su un’autostrada francese (secondo fonti dell’ANSA i gendarmi in questione chiesero anche autorizzazione ai loro capi a Parigi), è un errore. Ma fa parte della lentezza dei tempi di reazione, che a sua volta è inevitabile con il sistema in vigore. Tutti hanno ricordato, peraltro, che senza un sistema di informazione europeo integrato, non si andrà lontano.

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