Strisciarossa.it oggi al via, parla il direttore Pietro Spataro

Per l’avvio, le inchieste sono pronte: lavoro e i fronti economici dell’autunno caldo che si sta aprendo, ma anche il tema delle migrazioni. Strisciarossa.it inizia le pubblicazioni oggi, mercoledì 20 settembre. Direttore Pietro Spataro (nella foto in apertura), quasi quarant’anni di giornalismo all’Unità. La nuova testata sarà online (e su Facebook) ogni giorno, “ma faremo un giornale online basato fondamentalmente sull’approfondimento”.

 

“Alla ricerca di un rapporto autorevole con i lettori”

“Non seguiremo le notizie dell’ultim’ora”, spiega Spataro nel presentare il giornale, “ma vogliamo portare su web un modo di fare informazione che punta sullo scavo. In rete tutto è molto veloce, molto semplificato, e anche per questo non mancano le fake news. Noi invece puntiamo a un giornalismo accurato, affidabile e che cerca di essere autorevole instaurando un rapporto di fiducia con i lettori”.

I temi dell’avvio

Il rapporto di fiducia, oltre che sul lavoro e sui migranti (“tema quest’ultimo che sta portando a polemiche furibonde”), passerà anche dall’osservatorio in vista delle politiche in Italia del 2018 e sulle prossime elezioni in Germania, convocate per domenica prossima.

“Punti di vista di sinistra”

In qualche chiave? “La nostra sarà un’informazione che abbiamo definito di sinistra”, dice ancora il direttore.

“Preferiamo però parlare di punti di vista di sinistra”, aggiunge, “al plurale, perché mettiamo insieme anche idee e culture diverse. Al progetto, infatti, partecipano giornalisti che hanno impostazioni differenti e il nostro tentativo è quello di creare ponti e abbattere muri”.

Raccogliendo l’eredità dell’Unità? E in che modo?

“Il richiamo all’Unità c’è fin dalla scelta della testata”, dice Pietro Spataro, “perché la striscia rossa era quella che negli anni Ottanta sottolineava la testata o quella ancora più grossa del giornale che poi ha chiuso la prima volta tornando in seguito sotto la direzione di Furio Colombo.

Però una cosa deve essere chiara. Gran parte di noi ha lavorato a lungo all’Unità. Nei confronti dell’Unità e di quella storia, che è stata una grande storia, ci sono un sentimento di affetto e un atteggiamento di difesa di alcuni valori, di una certa serietà professionale. Ma non vogliamo farne una copia di serie B”.

Andare oltre una storia gloriosa

Per Spataro, la storia dell’Unità è finita “per scelte scellerate compiute dal Pd e dall’editore. Scelte che hanno portato alla chiusura e hanno costretto decine di colleghi a condizioni molto difficili. A loro va tutta la nostra solidarietà. Detto questo, quel giornale, per noi, è un riferimento ideale da cui partire per fare un giornale nuovo”.

Le firme del nuovo giornale

Tra le firme di Strisciarossa.it ne compaiono alcune storiche dell’Unità, come Paolo Soldini, a lungo corrispondente dalla Germania, e Bruno Ugolini, che ha seguito il sindacato e Bruno Trentin quando era segretario della Cgil. E ancora ci sono Paolo Branca, Michele Prospero, Andrea Aloi, Vichi De Marchi, Maria Serena Palieri, Silvia Garambois e Marcella Ciarnelli. Si aggiungono un vicedirettore storico dell’Unità, come Rinaldo Gianola e un altro ex direttore, Luca Landò.

Un giornalismo di vecchio stile, ma moderno

Non solo ex Unità, però, anche in questo caso. “Lo dimostrano per esempio le collaborazioni di Enzo Ciconte, storico di mafia siciliana e ‘ndrangheta, Paolo Di Paolo, giovane scrittore, e Giovanni Cerruti, per lunghi anni alla Stampa”, conclude Sparato, che ribadisce: “Ci rimettiamo tutti insieme in viaggio puntando a un giornalismo vecchio stile che si misura con la modernità”.

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