Riso e parmigiano? “Zucchero puro, va bandito dagli ospedali”

Riso in bianco e parmigiano? È da evitare, “è zucchero puro, lo toglierei dagli ospedali”. A parlare è Leda Galiuto, dirigente dell’ospedale Gemelli, docente all’università Cattolica di Roma e medico a Montecitorio, che ha scritto un libro, Nutrire il cuore, con il nutrizionista Giacinto Miggiano (insieme alla collega nella foto sotto) e con la consulenza dello chef pluristellato Heinz Beck. Meglio aglio, olio e peperoncino e nella back list dei cibi da mettere al bando c’è pure il salmone, “vietatissimo, i famosi omega 3 non vengono assorbiti, mangiarlo non è sano”.

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“Combinare i carboidrati ai lipidi per abbassare la glicemia”

La dottoressa, in un’intervista al Fatto Quotidiano, traccia un’ampia retrospettiva sul cibo e sui luoghi comuni legati al cibo. “Se noi combiniamo ai carboidrati i lipidi, si abbassa l’indice glicemico e si ha una combinazione di sostanze che evitano il picco glicemico, che è dannoso”. Attenzione alle uova, con il tuorlo zeppo di colesterolo, spiega ancora Leda Galiuto, e l’attenzione va riposta al cuore più che al fegato.

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Le donne: troppo poco studiate dalla scienza

“C’è una ricerca scientifica del 1944”, spiega la cardiologa. “Hanno preso un gruppo di 8.000 ragazze denutrite dai nazisti. Sono morte di arresto cardiaco. Il cuore degenera, è un muscolo, va nutrito di proteine, come i casi di anoressia hanno ulteriormente dimostrato”. E poi pone l’accento su un aspetto: al ricerca medica si focalizza troppo sugli individui di sesso maschile trascurando le donne, a cui per esempio la cardioaspirina va data solo in caso di diabete.

La sindrome da crepacuore uccide soprattutto le donne

“Ci sono patologie di quasi esclusiva pertinenza femminile”, avverte Galiuto. “La donna è scomoda da studiare, troppe variabili: se è incinta, se non lo è, fertile, non più fertile”. Lei, che è partita proprio da una ricerca scientifica sulle donne, torna sulla sindrome da crepacuore. “È una malattia organica”, spiega ancora, “legata al cuore con una peculiarità: 9 su 10 sono donne”.

“C’è un rapporto tra cuore e psiche”

Perché? “Non lo sappiamo”, risponde, “è il prossimo passo. L’unica ipotesi è nel rapporto tra cuore e psiche. E non parliamo di questioni ormonali, la maggior parte delle colpite non sono in età fertile, si ammalano dopo la perdita del marito o del figlio”.

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