Facebook: si dimette il capo della sicurezza dopo il maxi furto dei dati

Cade la prima testa in seguito al datagate, lo scandalo del furto di 50 milioni di profili, che ha investito Facebook.

Si è dimesso il responsabile della sicurezza della sicurezza delle informazioni Alex Stamos (nella foto in basso), che ha parlato di “disaccordi interni” su come affrontare la vicenda e su come i vertici del gigante dei social media hanno gestito la questione delle fake news che vengono diffuse attraverso la piattaforma.

Stamos – riporta il New York Times – ha lasciato anche in polemica con il direttore generale del gruppo Sheryl Sandberg, dopo aver più volte esortato i vertici di Facebook a mostrare la massima trasparenza nello scoprire e svelare le attività di disinformazione della Russia sulla sua piattaforma.

L’addio di Stamos viene letto come un chiaro segnale delle tensioni che stanno attraversando in queste ore il gruppo dirigente di Facebook, nel periodo più tempestoso che il colosso dei social media sta vivendo dalla sua nascita.

Lo scandalo del 19 marzo

Un grande scandalo travolge uno dei più importanti social network e crollano le azioni di Facebook a Wall Street. A pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni il titolo cede il 5% a 176 dollari all’indomani dello scandalo di Cambridge Analytica, la società che con un quiz sul social network avrebbe profilato 50 milioni di utenti.

Alla sua testa c’era anche Steve Bannon (nella foto in basso), consigliere elerttorale di Trump e di recente anche di un partito italiano decaduto dopo gli anni 80, che voleva rinascere (cosa peraltro ruiuscita).

Coinvolta con Trump e anche in Italia

Cambridge Analytica, una società di analisi collegata alla campagna presidenziale di Donald Trump, ma che è stata coinvolta anche nella campagna inglese per la Brexit e probabilmente a favore di alcune forze politiche nelle elezioni italiane, è stata sospesa nei giorni scorsi da Facebook per le presunte violazioni delle policy del social network.

 

50 milioni di user

La vicenda riguarderebbe circa 50 milioni di user. Secondo un’inchiesta dell’Observer, Cambridge Analytica avrebbe utilizzato dati personali, acquisiti senza autorizzazioni all’inizio del 2014, per costruire un sistema che potesse consentire di delineare il profilo di utenti statunitensi e inviare inserzioni di carattere politico personalizzate.

La Commissaria europea dichiara

Vera Jourova, commissaria europea per la Giustizia, la Tutela dei consumatori e l’Uguaglianza di genere ha definito l’accaduto: “Orripilante, se confermato. I dati personali di 50 milioni di utenti  Facebook potrebbero essere stati così facilmente gestiti male e utilizzati per scopi politici”, ha scritto la Commissaria su Twitter.

“Non vogliamo questo in Europa”, ha aggiunto Jourova. La web agency londinese ha collaborato negli ultimi anni alla campagna elettorale di Donald Trump negli Usa e alla campagna referendaria pro-Brexit nel Regno Unito.

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