“Se dico no è no”: un libro educa le bambine a non subire le decisioni altrui

A dire no bisogna imparare da piccole perché chi è sempre stata educata a fare il contrario diventa una candidata ideale a subire violenza. Invita a non lasciare che siano altri a decidere il libro “Se dico no è no” scritto da Annamaria Piccione e Viola Gesmundo (Matilda edizioni, 36 pagine, 12 euro). “Ci sta a cuore educare alle differenze e ai sentimenti e ci sta molto a cuore”, spiegano dalla casa editrice specializzata in bambini, “l’empowering delle bambine”.

La voce narrante di Nico

In questa linea editoriale rientra il libro, in uscita per la fiera di Bologna. Le storie del libro sono narrate dall’unico maschietto tra i personaggi, Nico, 12 anni, che vive con mamma, zia, nonna, bisnonna e cugine varie in un casolare fuori città. Nonna Nicolina “ci tiene molto alla parola NO! Dice che è una delle sue preferite, perché nella sua lunga vita”, racconta Nico, “ha detto troppi sì senza essere convinta. Disse sì quando avrebbe voluto studiare fisica e si fece convincere a iscriversi a Lettere. Disse sì quando era innamorata segretamente di un compagno di studi, ma si fece convincere a sposare il bisnonno perché era straricco. Disse sì quando avrebbe voluto insegnare a scuola ma si fece convincere a rimanere al casolare per occuparsi della piccola Alberta”.

Le scelte di nonna Nicolina

“Ai miei tempi eravamo educate al sacrificio: era sempre la donna a dover rinunciare a qualcosa”, racconta nonna Nicolina, che riuscì a trovare la sua strada solo alla morte del marito, rifiutando un corteggiatore che la voleva ‘salvare’ e scegliendo di rimanere in campagna. “Nonna Nicolina sostiene che le cose sono cambiate, ma non è del tutto vero”, nota Nico, raccontando della cugina che sta nella sua stessa classe e “si è scontrata col supplente di matematica”, convinto che una bambina non possa essere brava con i numeri.

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