Assediato Paolo Cugno: “Infame, hai ucciso Lauretta, una povera ragazza”

Non trova pace Paolo Cugno, dopo l’omicidio della sua compagna Laura Petrolito. Nel cuore della notte una folla inferocita si è radunata fuori dalla caserma – e poi anche sortto il carcere dove è stato trasferito – per urlargli contro il proprio disprezzo: “Sei un assassino!”, “Devi marcire in carcere” hanno urlato. “Hai ammazzato una ragazza, maledetto”.

Anche sui social c’è stata un’ondata di indignazione con espressioni truci nei confronto dlel’assassino.

Dopo un lungo interrogatorio, nella tarda serata di lunedì 19 marzo, Cugno ha confessato di avere accoltellato la sua compagna dopo l’ennesima lite e di avere poi gettato il suo corpo in un pozzo artesiano nella campagna di famiglia. Il giovane ha raccontato agli inquirenti quanto accaduto nella serata di sabato.

“Ho agito in un raptus di gelosia”

Cugno avrebbe detto ai carabinieri di avere agito in un “raptus di gelosia”.Secondo il medico legale Francesco Coco, che ha eseguito la prima ispezione cadaverica, l’uomo avrebbe inferto alla compagna “almeno 6 coltellate”, al collo e al petto, e avrebbe poi cercato di nascondere il corpo. Agli inquirenti avrebbe svelato anche il luogo in cui ha nascosto l’arma.

Omicidio confessato

Ha confessato il suo omicidio Paolo Cugno, il compagno di Laura Petrolito, la ventenne accoltellata a morte e buttata in un pozzo a Canicattini Bagni, paese della provincia di Siracusa.

Dopo ore di interrogatorio, il giovane, un bracciante agricolo, ha ammesso di avere assassinato la giovane donna con cui 8 mesi fa aveva avuto una bimba e con la quale ci sono diverse foto sorridenti su Facebook. Paolo Cugno, accusato di omicidio, è in stato di fermo.

 

Le sue confidenze sui social

Laura, che si faceva chiamare Lauretta, usava i social network per raccontarsi. “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere”, aveva scritto di recente, “metti le mie scarpe… vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate… cadi la dove son caduto io e soprattutto prova a rialzati come ho fatto io”.

La sofferenza per il figlio più grande

Mamma a soli 20 anni di due bambini, il più grande dei quali ha 3 anni e mezzo ed è nato da una precedente relazione della ragazza, sentiva la mancanza del figlio maggiore, affidato alla nonna paterna. “Gioiellino di mamma, mi manchi tantissimo”, scriveva aggiungendo: “Piccolo mio, ti amo e non smetterò mai di dirtelo, perché tu lo sai e te lo dirò sempre. Senza te niente ha senso”.

L’amore per il padre

Poi c’era spazio per l’adorato padre, il primo a dare l’allarme per la scomparsa della figlia. “Non ti cambierei con nessun altro papà”, aveva scritto ancora, “perché tu sei unico, papino mio, ascolta il mio cuore che dice ‘solo con te io sono felice, non lasciarmi mai da sola’. Sei la mia vita, non smetterò mai di dirtelo perché ti amo più della mia vita, papà”.

Uccisa per gelosia

Laura sarebbe stata uccisa per gelosia. L’uomo era stato portato in caserma ieri mattina. La coppia, da tempo in crisi, sabato sera si era allontanata dalla casa del padre di Laura, lasciando a lui la bambina.

Non vendendoli tornare, l’uomo ha cominciato a chiamare i cellulari di entrambi senza avere risposta. Preoccupato, ha dato l’allarme e sono scattate le ricerche terminate domenica col tragico ritrovamento del corpo della ventenne. L’assassino, dopo averla accoltellata, l’ha scaraventata in un pozzo artesiano. Sabato sera Laura e Paolo sono usciti per una passeggiata, forse l’ennesimo chiarimento dopo l’ennesima lite.

Sentito per ore dagli inquirenti, in serata ha confessato. Laura – oltre alla bambina di 8 mesi, figlia dell’assassino – lascia anche un altro bambino avuto in una precedente relazione. A soli 16 anni Laura Petrolito aveva avuto un altro figlio dal fidanzato dell’epoca: il piccolo era stato affidato ai nonni paterni.

Le notizie del 18 marzo: il ritrovamento del cadavere

Paolo Cugno, compagno di Laura Petrolito, la ventenne ritrovata morta stamane in un pozzo in contrada Tradituso, tra Noto e Canicattini Bagni, nel Siracusano, è indagato per omicidio. Da diverse ore il giovane è sottoposto a interrogatorio da parte del sostituto procuratore di Siracusa Marco Dragonetti, titolare delle indagini. Il giovane sarebbe in stato di fermo.

Pugnalata e gettata in un pozzo

È stata pugnalata più volte, poi il suo corpo è stato gettato all’interno di un pozzo artesiano, in contrada Stallaini, nelle colline sopra Canicattini Bagni, comune del Siracusano: Laura Petrolito, la vittima di tanta violenza, è una giovane di 20 anni, mamma di una bimba di 8 mesi.

A denunciarne la scomparsa era stato ieri sera il padre, che non era riuscito a mettersi in contatto con la figlia e neanche con il compagno. Quest’ultimo, sospettato del delitto, si trova nella caserma dei carabinieri per essere interrogato. L’assassino ha cercato di spingere in fondo il cadavere. che è invece rimasto incastrato tra le lamiere del pozzo.

 

Il compagno è indiziato

Il compagno, a quanto si sa, è indiziato dell’omicidio. In base ad una prima verifica, la donna sarebbe stata uccisa ieri sera intorno alle 22.

 

La sindaca: “Siamo sotto choc”

Quella di questa mattina è una notizia che non vorresti mai sentire, una notizia drammatica che ha scosso tutta la comunità canicattinese. Una donna, una giovane mamma, non può morire in questo modo violento”: afferma il sindaco di Canicattini Bagni, Marilena Miceli a proposito dell’uccisione di Laura Petrolito.

“Tutta la città ferita si stringe attorno al figlioletto di Laura, l’altra vittima di questa assurda tragedia, e ai familiari. – aggiunge – Auspichiamo che le forze dell’ordine e gli inquirenti facciano piena luce e soprattutto rendano giustizia per la morte di una giovanissima mamma.

La città di Canicattini Bagni, laboriosa e tranquilla – conclude la sindaca Miceli – a distanza di quattro anni dall’uccisione di Maria Ton da parte del marito, purtroppo, torna a piangere un’altra sua figlia”.

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