C’era una volta il Parma, ora c’è un buco di 218 milioni

È stata depositata dal giudice Pietro Rogato la sentenza di fallimento del Parma Fc. Sono stati nominati, ieri, anche due curatori fallimentari: sono i commercialisti parmigiani Angelo Anedda ed Alberto Guoiotto. A gestire il Parma saranno ora due esperti del settore fallimentare come Angelo Anedda e Alberto Guiotto, nominati dal tribunale curatori fallimentari.

Il primo è il presidente dell’ordine dei commercialisti di Parma, ha ricoperto spesso il ruolo di curatore fallimentare, commissario giudiziale e liquidatore ed è stato anche assessore al bilancio del comune di Parma. Grande esperienza anche per Guiotto, già curatore speciale per la Parmalat nella vicenda Lactal.

 

La sentenza alle 16 di ieri

La sentenza è arrivata alle 16 di giovedì 19 marzo, Festa di San Giuseppe e dei papà: il Parma calcio è fallito. Il tribunale ha deciso in poche ore. La società sportiva ora è in esercizio provvisorio: nominati i curatori Angelo Anedda e Alberto Guiotto. Domenica prossima potrà giocare, se i giocatori saranno d’accordo. Al Tardini è in cartellone alle 20,45 Parma-Torino. Potrebbe essere una partita liberatoria, dopo tutta l’ansia di queste settimane.

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I curatori gestiranno da ora in avanti la società. Nella sentenza sono esposte le cifre della crisi del Parma: 218 milioni di euro di debiti complessivi, con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 euro.

Ci sono 74 milioni di euro di debito sportivo: cifra che dovrebbe venire coperta per acquistare il titolo sportivo per salvare la categoria. Probabile che il club ducale debba ripartire dalla serie D. Difficile che possano farlo con l’attuale allenatore, Donadoni (nella foto), che pure ha resistito in questi mesi difficili con grande dignità. Ma è probabile che, a fine campionato, l’ex Ct dlela nazionale sarà destinato a qualche  panchina di serie A.

 

Lucarelli tra i creditori

Alessandro Lucarelli, capitano del Parma, fa parte del comitato dei creditori del fallimento del Parma insieme alla Colser e ad Iren Mercato Spa. Avrà così un ruolo di interlocuzione nei confronti dei curatori. Nella sentenza si fa riferimento anche alla delibera del 6 marzo della Lega Calcio Serie A che “ha rappresentato la propria disponibilità a valutare iniziative che possano consentire al Parma Fc di proseguire il campionato in corso sostenendo, con interventi da concordare con gli organi delle eventuale procedura fallimentare, la fattibilità dell’esercizio provvisorio”.

Insomma, senza l’intervento della Lega (e di Sky, che ha fatto valere i suoi diritti per la trasmissione delle partite nei confronti di tutte le squadre di serie A) il Parma avrebbe dovuto interrompere la sua partecipazione al campionato.

 

C’era una volta un grande club: le notizie di mercoledì 18 marzo

C’era una volta il Parma. Di solito sono le favole a lieto fine che iniziano in questo modo, ma quella della società emiliana, al momento è molto lontana dall’essere considerata una storia dal finale positivo. È fresca infatti la notizia dell’arresto dell’attuale primo dirigente ducale, Giampietro Manenti, ultimo personaggio ambiguo di una farsa che ormai sta durando da più di 6 mesi e che sta portando la società ducale al fallimento.
Ancora una volta la squadra emiliana si trova di fronte al baratro dopo il terribile crac Parmalat avvenuto meno di 15 anni fa.
Per aspera ad astra diceva Seneca (attraverso le ostilità si arriva alle stelle). Lo sperano tutti i tifosi gialloblu, e tutti gli sportivi italiani. Anche se oggi, a Parma, le stelle sembrano davvero lontane…

 

 

La vicenda in tribunale

E stamattina la vicenda del club è arrivata in tribunale per un’udienza lampo durata pochi minuti. All’ordine del giorno il fallimento, da alcuni addirittura auspicato, perché segnerebbe una – seppure dolorosa – demarcazione tra un passato a tratti anche glorioso e un presente che definire precario è poco. Di fatto, il giudice Pietro Rogato ha deciso di riservarsi sulla decisione avvertendo comunque le parti presenti in aula, compresi il capo procuratore Rustico e il pm Dal Monte, che si pronuncerà in breve tempo, forse già nel pomeriggio o domani. Presentando una memoria, l’avvocato Osvaldo Riccobene, del collegio sindacale del Parma calcio, ha dichiarato dal canto suo di non opporsi al fallimento. “Questo spettro lo do per certo”, ha detto, aggiungendo che “secondo me domenica si gioca con il Torino. Oggi incontreremo la squadra e risponderò alle domande dei giocatori”. Assente in aula invece Manenti, che dal carcere ha comunicato al giudice Rogato la sua volontà.

 

L’era Tanzi
La storia sportiva del Parma, nel calcio che conta, è decisamente breve ma ricca. La prima promozione in serie A è avvenuta nel 1990, con Pedraneschi presidente. Dal 1996 gli succede la famiglia Tanzi che subito cerca di spedire il Parma nell’elite europeo: grandi acquisti, sogni di scudetto, vittorie in competizioni internazionali. Coppa Uefa, Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea, Coppa Italia, Supercoppa italiana sono i trofei nella bacheca gialloblu. Manca lo Scudetto, obiettivo sempre dichiarato ma mai raggiunto.
I giocatori che però passano per Parma fanno brillare gli occhi a mezzo mondo: Buffon, Cannavaro, Thuram, Veron, Crespo, Chiesa… Stelle che segneranno la storia (e segnano ancora oggi) calcistica mondiale.

 

Il crac Parmalat
Proprio quando i tifosi del Parma si erano abituati a stare a tavola con i colossi europei, ecco la doccia fredda: la Parmalat viene accusata di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio. La doccia più che fredda è ghiacciata, infatti il Parma dal 2004, dopo l’arresto di Tanzi, entra in amministrazione straordinaria gestita da Enrico Bondi. Nello stesso anno il Parma A.C. cambia nome trasformandosi in Parma Football Club. Le due stagioni che ne derivano sono all’insegna della vendita dei giocatori di maggior risalto, e lotta per non retrocedere. Dalle stelle alle stalle insomma.

 

Ghirardi dal 2006
Dopo alcune trattative non andate a buon fine, la società emiliana però viene venduta a un giovane di belle speranze di Brescia: Tommaso Ghirardi. Il neo patron porta nuova linfa ai tifosi che tornano a sognare un futuro degno della città. Nonostante un anno di purgatorio (la Serie B), il Parma ricomincia prepotentemente a far parlare di sé: buoni piazzamenti, squadra di livello. Finchè la scorsa stagione torna finalmente in Europa…

 

Da maggio il crollo
Ecco, la tragicomica situazione attuale del club emiliano ha inizio lo scorso maggio. Il Parma Calcio centra il sesto posto in campionato, cioè l’accesso diretto all’Europa League. L’accesso alla competizione europea però viene negato, a favore del Torino, pochi giorni dopo dalla Lega per un mancato pagamento Irpef di 300 mila euro.

Il 30 maggio l’Alta Corte di Giustizia respinge il ricorso della società emiliana, con una delibera enigmatica, e conferma quanto disposto dalla Lega. Torino in Europa, Parma all’inferno.
Ghirardi il 30 maggio 2014 rassegna le sue “irrevocabili” dimissioni da presidente dei gialloblu e mette la società in vendita.

 

Da Taçi a Manenti…
La stagione in corso ha del paradossale. Ghirardi rimane in carica fino a gennaio per mancanza di compratori. Nel frattempo però non paga gli stipendi a nessuno… Il 21 gennaio cede la società a Rezart Taçi che a sua volta la cede meno di un mese più tardi a Giampietro Manenti, imprenditore bergamasco. Ah, l’acquisto di Manenti avviene alla smodata cifra  di… un euro.
Sembra uno scherzo, ma non lo è…

 

Cosa accadrà?
La notizia dell’arresto di Manenti sembra essere solo la ciliegina sulla torta in questa grottesca vicenda. Tutti ormai si pongono una domanda: “Che ne sarà del Parma?”. Una città e una squadra che hanno vissuto meno di 15 anni fa lo scandalo Parmalat, che si sono rialzate e hanno rimesso in piedi una credibilità andata perduta, si ritrovano di nuovo a dover affrontare lo spettro del fallimento.

Oggi il tribunale si pronuncerà e sapremo quale destino sarà riservato al club emiliano. C’è chi ipotizza il fallimento pilotato, chi pensa che si dovrà riprendere dai campionati dilettantistici. Per aspera ad astra? Forse, ma una cosa è certa, il Parma Calcio e i suoi tifosi non sembrano davvero trovare pace dall’avvento del nuovo secolo…

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