Giornata mondiale dell’acqua: ma quanto ci costa?

L’acqua è un bene prezioso, si sa. Ma è anche diventato un bene molto costoso: secondo l’Istat gli italiani spendono ormai più per quella che esce dal rubinetto che non per l’acqua in bottiglia. Dal 2008 al 2013 – calcola l’Istituto di statistica – le spese mensili relative all’ “acqua per l’abitazione principale” sono passate dai 12,16 euro a 21,18 euro a famiglia. Con un’inpennata del 74%.
Scende invece sensibilmente la spesa per l’acqua minerale, che si aggira attorno ai 19 euro per nucleo familiare.

 

La Giornata Mondiale dell’Acqua

I dati sono stati diffusi dall?Istat in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra ogni 22 marzo. In occasione delle celebrazioni la società Hera fa sapere che, per chi vuole approvvigionarsi gratuitamente dell’acqua della rete, in tutta l’Emilia Romagna ci sono circa 60 “sorgenti urbane” aperte al pubblico. L’acqua, liscia o frizzante, viene erogata senza filtri o addolcitori, perché già buona da bere e controllata da oltre 1.700 analisi al giorno. Per conoscere l’ubicazione delel sorgenti basta chiamare il nuemro verde 800 323 800.

 

Si perdono 144 litri al giorno per residente
Un inequivocabile “segno di crisi”, secondo Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori.
Ma il rappresentante dei consumatori incalza soprattutto sul rincaro dell’acqua del rubinetto, che non è stato accompagnato da un miglioramento della rete idrica.  “La dispersione della rete idrica, è pari al 37,4%, ossia 144 litri al giorno per ogni residente”, fa notare Nota, che prosegue: “Si tratta di dati inaccettabili, specie considerato che le tariffe dell’acqua in questi ultimi anni sono aumentate a dismisura proprio con il pretesto di fare investimenti sulla rete. Non sono mai aumentate meno del doppio rispetto all’inflazione, eppure le nostre reti restano un colabrodo” ha dichiarato Dona.

 

Prezzi su 19 volte l’inflazione

L’Unc ha ricordato che nel 2014 l’aggiornamento medio delle tariffe è stato pari al 3,9%, ossia 19 volte l’inflazione, che si è attestata allo 0,2%. Nel 2015 l’incremento previsto è del 4,8%, a fronte addirittura di una probabile deflazione.

 

Ma una famiglia su tre non si fida

D’altra parte il 28% delle famiglie italiane dichiara oggi di non fidarsi a bere acqua di rubinetto, ma è un dato assai inferiore rispetto a qualche tempo fa: solo nel 2012 era il dal 40,1% a pensarla così. La sfiducia è molto elevata in Sardegna (53,4%), Calabria (48,5%), Sicilia (46,2%) e Toscana (38,3%).
Non sempre a torto: nel 2014, la Sicilia risulta essere la regione con il maggior numero di impianti sotto procedura di infrazione della normativa in materia di trattamento dei reflui. Sono infatti 175, segue la Calabria con 130.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto