Fisco: contenziosi per 21 milioni di italiani, ma il 53% per meno di 1000 euro

Sono 21 milioni di contribuenti che hanno contenzioni in corso con Equitalia. Il dato proviene da un’audizione del presidente e amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini (nella foto sotto), alla commissione finanze della Camera. “Il 53% di questi contribuenti”, ha aggiunto il manager, “ha accumulato pendenze che non superano i 1.000 euro”.

In totale 817 miliardi

Inoltre, “il carico contabile residuo, affidato dai diversi enti creditori a Equitalia, nel periodo 1 gennaio 2000-31 dicembre 2016, ammonta a 817 miliardi di euro”. Difficile riscuotere tutto. Anzi, secondo Ruffini il 43% rischia di non essere mai recuperato. Si tratta di in parte (147,4 miliardi) di importi dovuti da soggetti falliti, 85 miliardi di euro da persone decedute e imprese cessate, 95 miliardi di euro da nullatenenti (in base ai dati presenti nell’Anagrafe tributaria), per altri 30,4 miliardi di euro la riscossione è sospesa per provvedimenti di autotutela emessi dagli enti creditori o sentenze dell’autorità giudiziaria.

Solo 51,9 miliardi recuperabili

Restano dunque 459,2 miliardi di euro, di cui però oltre il 75% (348,4 miliardi) si riferisce a contribuenti nei confronti dei quali Equitalia (e i suoi predecessori) ha già tentato invano azioni di recupero. Tolti i miliardi oggetto di pagamenti rateizzati in corso (26,2) e quelli relativi a posizioni non lavorabili per via di norme a favore del contribuente (32,7), restano appena 51,9 miliardi su cui “le azioni di recupero potranno ragionevolmente avere più efficacia”.

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