Cronodieta: occhio all’orologio, c’è un momento giusto per ogni cibo

“Non c’è niente che fa male, l’importante è mangiarlo all’ora giusta”. Potrebbe essere riassunto così il principio della cronodieta, metodo approvato dall’Istituto europeo di ricerca sulla nutrizione, elaborato dal nutrizionista francese Alain Delabos (nella foto sotto) nel 1986 e perfezionato nel 1992 dai medici italiani Todisco e Marconi.

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Da rispettare il ritmo circandiano

Secondo questo metodo conta tantissimo alimentarsi secondo il ritmo circandiano: quello che nelle 24 ore regola le funzioni biologiche del nostro organismo. In questo modo diventa facile abbinare i cibi in modo ottimale e ristabilire l’equilibrio del sistema ormonale. Perché, secondo la cronodieta, il sovrappeso non dipende tanto da un’alimentazione ipercalorica ma dal consumo di certi alimenti in orari sbagliati.

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Non saltare i pasti e “distribuire”

Per far funzionare al meglio il nostro organismo il segreto è non saltare i pasti. Un principio generale che non è solo alle basi della cronodieta, ma della nutrizione in generale. C’è una regola da associare a questo punto cardine invece: lo stesso cibo può avere effetti differenti a seconda degli orari dell’assunzione, quindi il menu deve essere organizzato in base ai ritmi ormonali e metabolici. Andiamo a vedere nel dettaglio come si “consiglia” di distribuire i vari gruppi alimentari.

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Frutta e dolci

Il momento migliore per consumarli è al mattino, quando l’organismo ha necessità di fare una scorta di energia facilmente disponibile da bruciare nella prima parte di giornata.

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Pasta, pane e derivati

Andrebbero consumati prevalentemente entro le 15: se mangiamo carboidrati la sera si incentiva la produzione di cortisolo e insulina. E di sera questi due ormoni favoriscono l’iperglicemia. La cara e amata pizza serale quindi non aiuta.

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Patate e legumi

Alimenti ricchi di amido (quindi non distanti dalla composizione della pasta e del pane) dovrebbero anche loro essere assunti entro le 15 sempre per evitare picchi glicemici.

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Proteine animali

Carne, pesce e uova sono indicati per cena, o comunque dopo le 15. Perché? L’organismo verso le ore tarde secerne ormoni implicati nell’utilizzo dei grassi come fonte energetica, favorendo lo sviluppo della massa magra.

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Verdura

Non ha una zona “off-limit”, può essere mangiata durante tutto l’arco della giornata. Attenzione però all’insalata di lattuga: possiede grandi quantità di fibra insolubile e provoca la formazione di gas intestinali e tremende fitte addominali notturne.

Colazione: quando è consigliabile

E gli orari dei pasti? Anche qui, nella cronodieta, ci sono dei range da seguire per ottenere al meglio i risultati prefissati. La prima colazione meglio farla tra le 7 e le 8, questo è l’orario in cui cortisolo e insulina raggiungono il picco ottimale e se sono bene equilibrati aiutano a metabolizzare velocemente il cibo.

Il pranzo e la cena: mai troppo tardi

Il pranzo è consigliato tra le 12 e le 13, prediligendo carboidrati e legumi. Nelle 3 ore successive si innalzano gli ormoni tiroidei che attivano il metabolismo e ostacolano l’accumulo di grassi. Per quanto riguarda la cena il top sarebbe farla tra le 19 e le 20 con una regola da non dimenticare: il piatto principale dovrebbe essere a base di alimenti proteici. La sera il nostro corpo produce l’ormone della crescita che favorisce l’aumento di massa magra.

Ora non resta che sperimentare, sapendo che per far fruttare una qualunque dieta serve forza di volontà e impegno, senza però sentirsi attanagliati da obblighi militareschi che provocherebbero risultati opposti…

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