Il “vaffa” tra Casaleggio e Grillo: un libro spiega “com’è stato ucciso il M5S”

Non c’è situazione peggiore di non avere il tempo di chiarirsi con un uomo che, pochi giorni prima di morire, ha detto a uno dei suoi più cari amici: “Vaffanculo. Non ti voglio più sentire”. Ma il dramma non è solo privato: assume infatti connotati politici se i due si chiamano Gianroberto Casaleggio, morto il 12 aprile 2016, e Beppe Grillo con il comico che, dopo aver “scomunicato” tanti suoi militanti, si vede messo al bando dal guru del Movimento 5 Stelle potendo solo piangerne la scomparsa.

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Online il primo capitolo

A rivelarlo è un libro che uscirà fra un paio di mesi. A scriverlo sono Nicola Biondo (nella foto sopra), giornalista ed ex capo della comunicazione del M5S alla Camera, e Marco Canestrari (nell’immagine sotto con Grillo), dal 2007 al 2010 vicinissimo a Gianroberto nella Casaleggio associati. A sostenere il volume in lavorazione non c’è un editore tradizionale, ma il finanziamento in rete attraverso la piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso. Si intitolerà “Supernova – Com’è stato ucciso il M5S, tutta la verità” e al momento è stato creato un sito, Supernova 5 Stelle mentre LaStampa.it ne anticipa il primo capitolo.

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Grillo estromesso dai siti

Le conseguenze del “vaffa” di Casaleggio, secondo Biondo e Canestrati, sono terribili per Grillo, estromesso senza previa comunicazione addirittura dal blog beppegrillo.it a dal sito ilblogdellestelle.it. “Da Genova”, scrivono gli autori, “la cosa è stata presa male, perché in questo modo non è più il blog di Beppe il motore propulsore del Movimento. Casaleggio sceglie di guardare oltre il vecchio sodale, tutelando da una parte la sua azienda, dall’altra accontentando le richieste dei parlamentari che fanno un pressing asfissiante perché vogliono a tutti i costi un loro spazio che non sia all’ombra del blog di Grillo. E questo ovviamente al comico genovese non va giù”.

“Non mi riconosco in questa roba”

Inoltre Grillo non riconosce più il suo Movimento. “Non credo sia questo che la nostra gente vuole, io non mi riconosco in questa roba…” avrebbe detto aggiungendo: “Negli ultimi tempi Gianroberto si era come incattivito. A volte stentavo a riconoscerlo. Mi spiace sia finita cosi”.

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