Pensione degli artisti: la paga la tassa sulle tv in hotel e gli albergatori si infuriano

La pensione degli artisti si paga con la recentissima tassa sui televisori degli hotel. L’imposta che sta facendo infuriare gli albergatori e i clienti si chiama equo compenso Imaie e serve a sostenere “l’Istituto mutualistico Artisti Interpreti o Esecutori è la collecting che gestisce i diritti connessi degli artisti interpreti o esecutori, amministrando e ripartendo il cosiddetto ‘equo compenso’ dovuto ai suoi rappresentati per la pubblica diffusione, comunicazione, trasmissione e riutilizzazione delle registrazioni fonografiche da essi eseguite e delle opere cinematografiche o assimilate da essi interpretate”.

“Fateci pagare anche una tassa sul calcio”

“Manca solo che ci facciano pagare la pensione ai calciatori poi le abbiamo viste tutte”, ironizza Angelo Berlangieri, presidente dell’Unione albergatori della provincia di Savona, sino allo scorso maggio assessore regionale al Turismo della Liguria. “Del resto molti dei nostri clienti in televisione guardano le partite di calcio”. Ma quanto andrà a incidere la nuova tassa?

“Inutile e insensato aumento dei costi”

Hotel, alberghi e strutture alberghiere in Italia sono 33 mila circa. L’importo che ciascuna dovrà erogare dipende da due fattori: numero di stelle e di camere. In media, comunque, si stima che ognuno tirerà fuori tra i 32 e i 181 euro all’anno. Ma gli albergatori comunque non ci stanno e hanno scritto al presidente del consiglio Matteo Renzi perché ci ripensi. “Non provochiamo nessun danno né allo Stato né di fatto ai beneficiari del diritto, con un importo pro capite poco significativo che appare inferiore ai costi sopportati per fare fronte a questo ennesimo adempimento burocratico”.

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