La felicità è contagiosa, la depressione no: uno studio spiega perché

La felicità è contagiosa, la depressione no. Lo sostiene uno studio dell’università di Manchester e di Warwick appena pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B. Si tratta di un’indagine scientifica condotta su 2.000 adolescenti americano e per “misurare” come i comportamenti di ciascuno abbiano effetto sugli altri sono stati utilizzati strumenti in genere patrimonio dell’epidemiologia. Giungendo a una conclusione: la depressione non sembra un grado di contagiare gli appartenenti a una specifica rete sociale.

“Vogliamo capire l’influenza delle amicizie sui disturbi dell’umore”

“È noto che esistono fattori sociali, come vivere da soli, o aver sperimentato degli abusi nell’infanzia, che possono influenzare il rischio di diventare depressi”, dice Thomas House, il coordinatore dello studio. “Ed è noto inoltre che il supporto sociale, come avere qualcuno con cui parlare, è fondamentale per riprendersi dalla depressione. Il nostro studio però ha affrontato un tema leggermente differente, guardando in che modo le proprie amicizie possono influenzare il rischio di sviluppare un disturbo dell’umore o la possibilità di riprendersi da una crisi depressiva”.

“Da incentivare lo sviluppo di nuovi rapporti sociali”

“Avere forti reti sociali”, aggiunge House, “potrebbe quindi essere un metodo estremamente efficace per combattere la depressione. Se nelle nostre società incentivassimo le occasioni per sviluppare amicizie tra gli adolescenti, ogni ragazzo avrebbe più probabilità di conoscere abbastanza persone con un umore sano da beneficiare di questo effetto protettivo”.

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